PIANO CITY MILANO 2017 – le star siamo noi – di Edy Rulli

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Citta vuota, la bella canzone anni ’60 di Mina dice “le strade piene, la folla intorno a me” ma poi inaspettatamente il ritornello cambia, per effetto di una ben nota alchimia, e diventa: “le strade vuote, deserto attorno a me…” Determinante è lo stato d animo con cui si osservano le cose. La citazione tanto per rispondere a quelli che si sono chiesti cosa mai fosse il tanto reclamizzato Piano City tenutosi a Milano il 19-20-21 maggio con l esecuzione di ben 450 concerti, il perché di un tale dispendio di risorse nn solo economiche per riempire innumerevoli spazi urbani con…musica! Un duplice obiettivo è stato raggiunto, musica e gente sotto lo stesso tetto, gomito a gomito, tutti lì ad applaudire la più bella delle muse, la musica! In quegli stessi spazi urbani usati frettolosamente e con distacco durante la settimana lavorativa per poi dimenticarli e abbandonarli al fine settimana per altri lidi. Un usa e getta della città che si ripete quando andiamo a svernare il luoghi di villeggiatura e ancor peggio la lasciamo per sempre dopo averci lavorato una vita. La musica ha fatto da collante se nn tra la gente, fra la gente e le strade cittadine che così poco conosciamo. I più prestigiosi spazi urbani si sono schiusi alle note di vari generi musicali, classico, leggero, moderno, contemporaneo, jazz, rock, rap, boogie ecc., per accontentare il maggior numero di persone. E i gusti sono stati tutti soddisfatti, stando alla grande affluenza di pubblico perché le strade ne erano piene, eccome! I giardini di Villa Reale in via Palestro e il Monte Stella a San Siro, sia negli spettacoli serali che diurni, erano così affollati da ricordare le lontane feste popolari tipo quella dell Unità. Fulcro nn era un ideologia di cui oggi si lamenta la mancanza, ma l arte della musica di cui per fortuna c è ancora oggi grande abbondanza. Domenica 21 maggio, in concomitanza con l annuale iniziativa dei Cortili Aperti, le più belle dimore storiche, residenze, palazzi, teatri nonché cortili, giardini ai più sconosciuti, ma sorprendentemente belli, hanno aperto i propri battenti e con ottimi entertainer, hanno cercato di creare occasione d incontro nella cittadinanza e se questo nn c è stato, pazienza, sarà per la prossima edizione! Se per molti è stato solo un bagno di folla privo di interazione umana ed è mancato l approccio ravvicinato con un certo tipo, la colpa nn è imputabile ai soli organizzatori. Dobbiamo impegnarci in prima persona e reinventarci un nuovo rapporto con il nostro prossimo e insieme lavorare affinché Milano, metropoli europea, centro nevralgico per i cambiamenti futuri, capitale culturale con la sua innata vocazione all apertura, impegnata in grandi sfide – mission impossible – quella di dare l anima mancante alle grandi periferie e a quelle enormi aree deindustrializzate ancora da riqualificare. L intento è nobile e sincero, gli sforzi sovrumani per dare una misura umana alla città laddove ancora manca, molto si sta facendo, ma molto resta ancora da fare; per il momento nn ci resta che ringraziare i promotori dell iniziativa, la perfetta organizzazione, le istituzioni che però nn vanno lasciate sole. Una maggiore partecipazione da parte dei cittadini con gli organismi preposti è più che mai auspicabile e doveroso per affrontare il più impellente e tragico dei problemi, quello dell apertura all immigrazione. Ammesso che esista un problema di comunicazione tra noi concittadini pur parlando la stessa lingua, cerchiamo di immaginare che tipo di relazione si può instaurare con mondi culturalmente così diversi e che nn ci appartengono. Ma questa è un altra storia!

Alcune location che hanno accolto i concerti:

Villa Reale e GAM – via Palestro, 16

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Palazzo Litta Modigliani – c.so Magenta 16 –

Museo Archeologico e Chiesa San Maurizio – c.so Magenta 15

Piazza San Sepolcro – Milano

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