TOULOUSE LAUTREC – Tolosa a Milano – di Edy Rulli

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Oltre 200 opere in un percorso sull evoluzione artistica di Henri Toulouse-Lautrec (1864-1901), tra i più completi ed esaustivi mai realizzati, a Palazzo Reale di Milano dal 17 ottobre al 18 febbraio 2018. 40 mila sono le prenotazioni record di visite già registrate che si assommano agli 89 mln di visitatori stranieri in suolo francese in quel di Albi, città natale di Henri, nella regione Occitanie con capitale Tolosa che vanta 8 siti Unesco, tra cui la fortificata Carcassonne, il Canal du Midi, i Cammini di Santiago de Compostela ecc. Parte delle sue opere sono conservate nel Museo di questa città nel sud-ovest della Francia e il restante, oltre a proprietà private, nella Biblioteca Nazionale di Parigi, uniche strutture a volerle prima che lui diventasse famoso. Dopo la morte dell artista, le sue opere furono donate al Museo di Albi in cambio dell impegno di tutelare la difesa morale delle opere stesse. Dipinti, litografie, acqueforti e tutti i suoi manifesti dal grande valore iconico della fin de siècle vissuta dall artista bohémien che dipingeva il vero piuttosto che il bello, a volte scomodo, ma necessario per demonizzare la sua imperfezione fisica. Anche il brutto può essere bello se si vince la sfida nel riuscire a vedere quello che gli altri nn vedono, e solo chi è artista lo può. Parola di chi di bruttezza se ne intendeva nn potendo nascondere la grave malformazione congenita dalla nascita, come estremo impulso di rivalsa, alias: io sarò anche brutto, ma c è di peggio!…(ndr). Dalla pittura alla grafica e in ogni altra espressione artistica, Lautrec disegnatore con le sue affiches considerate punto di interscambio tra fotografia e arte giapponese, ritrattista della figura umana di grande valore nel periodo evolutivo dell arte fino al ‘900, appassionato di fotografia allora agli albori e in competizione con la pittura, applica nuove tecniche  che rilegano al passato la foto ufficiale con pose accademiche. Per la prima volta vengono rappresentati modelli di schiena, tre quarti, pratica successivamente adottata da altri pittori. Nei disegni di cavalli e altri animali, oltre alla loro anatomia, Lautrec riesce a rendere l idea del movimento, un primitivo approccio da arte cinetica, antenata della tecnica per produrre i cartoni animati sviluppatasi in tempi più recenti. Immagini chiave di lettura dell incalzante modernità che ritraggono i personaggi del suo mondo di artisti, normali ragazze, ma di fatto prostitute, gente del popolo, con cui l artista maudit raccontava la sua vita trasgressiva vissuta tra postriboli e locali notturni, la Paris chantant riportata in tanti film della cinematografia contemporanea. Henri vive nel periodo storico dell impressionismo ed altre correnti pittoriche minori senza però subirne una totale contaminazione, ma solo lievi influenze è ciò gli permise di crearsi uno stile unico, originale e innovativo che lo risparmia dalla mannaia della storia e lo consegna a pieno titolo à la gloire pour l éternité, gettando nel contempo i ponti con la rampante Art Nouveau (Mucha, Klimt, Gaudi) come legittimo precursore del contemporaneo. Inventore di un nuovo modo di comunicare che è il manifesto in grado di veicolare messaggi ben precisi visibili anche da lontano grazie alla scelta di colori vivaci e un disegno efficace e provocatorio. Le sue affiches aprono il mondo fine ‘800 alla modernità in tutte le sue manifestazioni, stampe illustrate prototipo della cartellonistica pubblicitaria che esploderà con tutto il suo fragore inizi ‘900.

E nn poteva essere che Milano, capitale del design e dei suoi manifesti, ad omaggiare l artista anche nelle vesti di grafico d eccellenza.

Ved. link Rinascente e Pirelli. https://commonspeeches.wordpress.com/2017/07/05/pubblicita-con-la-p-maiuscola-pirelli-a-long-history-of-enterprise-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/05/29/r100-rinascente-stories-of-innovation-i-100-e-piu-anni-di-rinascente-di-edy-rulli/

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Giardino di Palazzo Reale dopo la recente ristrutturazione.

 

 

 

 

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SICUREZZA AL GALLARATESE di Edy Rulli

La riunione di ieri sera indetta dal CdZ8 presso la Parrocchia di via Falk sulla sicurezza del Gallaratese, come previsto, si è conclusa con un nulla di fatto , ma molto bolle in pentola e presto porterà a dei risultati. Circa 300-400 cittadini ne hanno preso parte dando vita ad un focoso e ben articolato dibattito con qualche momento di tensione, il bello della diretta! in cui i partecipanti hanno dimostrato di essere pronti e preparati nel difendere i propri diritti. L esasperazione tra la gente è ai massimi livelli tanto da far temere gravi episodi di intolleranza per la situazione di degrado verificatasi dopo l appropriazione indebita da parte di ROM e abusivi degli stabili di via Bolla, i nr. civici dal 26 al 42. Da recenti dati Aler dei 244 alloggi 64 sono occupati, pari al 30%. L occupazione di fatto è stata progressiva e graduale ed è iniziata dopo la chiusura del campo di via Triboniano, il più grande di Milano, che ospitava nomadi provenienti dalla Macedonia, Kosovo, Bosnia, Romania. Ricordo che in Cecoslovacchia esiste il problema irrisolto di 500.000 nomadi i quali dopo l entrata nella CE varcano tutti i confini europei senza controllo e questa è una delle tante ragioni che hanno motivato la Brexit, mentre da noi entra di tutto e di più. A questa cifra si aggiungono i 500.000 clandestini extra europei presenti sul territorio nazionale, mine vaganti pronte ad esplodere fuori ogni controllo,  grazie al buonismo dei nostri governanti. Detto campo è stato chiuso da amministratori irresponsabili che nn hanno tenuto conto della ricaduta sulle zone limitrofe di questo esercito di senza casa. Dalle baracche all occupazione abusiva degli alloggi popolari gestiti dall Aler il passo è stato breve, senza peraltro permettere a queste persone di adeguarsi ai nuovi standard abitativi e di convivenza civile. Gli stabili sono stati ridotti in condizioni tali che i costi per la loro riqualificazione sono ben più alti di quelli per l abbattimento. Senza considerare cosa sono diventati gli spazi pubblici adibiti a campi di accoglienza a cielo aperto. La delinquenza minorile dilagante resta impunita per la tolleranza delle nostre leggi, gli scippi, furti, beffeggi e provocazioni sono all ordine del giorno tanto che i bambini vanno accompagnati per mano a scuola anche se dista 200 mt. dalla propria abitazione. I parcheggi sono occupati da ROM che dormono in macchina e in camper per curare i movimenti degli inquilini regolari per depredarli, appena se ne presenti l occasione, anche del loro stesso alloggio, come si è verificato al rientro da assenze prolungate o decessi. Gli ascensori sono inagibili perché usati come latrine, impianti elettrici e TV manomessi per allacci abusivi e resi inservibili. I fatti vengono regolarmente denunciati con un nulla di fatto e gli interventi della Polizia ancora più lenti per la chiusura di molte strade per le quali si chiede la riapertura. Le istituzioni sono assenti e nello specifico, come tipico del sistema Italia, il principale responsabile è sulla strada della grande politica fondando un nuovo partito e in altri casi i responsabili sono anche stati premiati con riconoscimenti istituzionali e i manager con mega liquidazioni milionarie. In questa guerra tra poveri ci vuole grinta e determinazione – aiutati che il ciel d aiuta -. Molto è stato fatto da parte dei comitati di quartiere, il pattugliamento delle strade fatto da volontari che però chiedono supporto ad altri cittadini. Un esposto da parte del Municipio 8 parte proprio in questi gg. contro l Aler. Un invito a tutte quelle persone nn direttamente coinvolte in questa calamità ad interessarsi e segnalare problemi del Gallaratese, Trenno e dintorni per migliorare l illuminazione stradale, l installazione di telecamere e quant altro possa migliorarne la sicurezza. La pista ciclabile di via Mafalda di Savoia si inoltra nel parco di Trenno e proprio in quel tratto, benché vi siano i nuovi pali della luce (finanziamento CE in occasione delle Via d Acqua – Expo mai realizzata, ved. post in questo blog del 2014-15), mancano le lampadine e sono da sei mesi spenti in un punto estremamente buio e pericoloso per chi di sera si trova a dover percorrere a piedi la via Lampugnano. Sempre in questa via è di oggi la notizia dell ennesima razzia nei box del nr. civico 156, uno svuota cantina-box di quel poco rimasto dopo l ultimo passaggio.. Oggi tocca in prevalenza agli anziani, la fascia più vulnerabile della popolazione, ma domani potrebbe toccare ai nostri figli e nipoti perché le strade sono sempre più popolate da gente di cui si ignora la provenienza essendo sconosciuti alle anagrafi di mezzo mondo, ufficialmente mai nati, e avanzano gli stessi diritti e pretese dei nativi, sotto l ombrello protettivo delle istituzioni buoniste e con l accondiscendenza di una certa classe politica.

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SULLE VIE DELL ILLUMINAZIONE di Edy Rulli

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LAC Lugano Arte e Cultura, è una bella struttura che ospita il nuovo centro culturale della città di Lugano  e il MASI Museo d arte della Svizzera italiana nell adiacente e centralissima Piazza Bernardino Luini con la chiesa S.M. degli Angeli e la sua grandiosa raffigurazione della Passione e Crocefissione del Luini (1529) bella come poche, nn scalfitta minimamente dai secoli trascorsi. Il moderno e avveniristico edificio ospita la grande mostra Sulle vie dell illuminazione. Il mito dell India nella cultura occidentale dal 1808-2017 a cura di Elio Schenini. Il focus India si prefigge di far luce su quel mondo misterioso e contraddittorio che negli ultimi due secoli ha affascinato gli occidentali, nn solo artisti ed intellettuali, quel mito di un paese dalla millenaria cultura e 1.3 Mld di abitanti, che negli anni ’60-’70 coinvolse anche il mondo giovanile, un mito però sempre più a brandelli per l incalzare della globalizzazione. La ricerca alla alternativa ad un mondo consumistico vede la luce verso la spiritualità in un tunnel ancora tutto da percorrere. La realtà indiana odierna è complessa ed articolata e nn è quella del pensiero stereotipato dell immaginario collettivo. Il colonialismo inglese con molti testi e stampe diffuse all inizio dell ‘800 le prime immagini sull orientalismo. Nella seconda metà dell ‘800 si comincia a fotografare l esotismo, inizio ‘900 esplode la grande moda ispirata alla India. Usi e costumi di quel continente lontano si diffondono in tutto il mondo. Il pigiama, l uso del tè, lo yoga, la dieta vegetariana, l ascetismo per superare le negatività della vita moderna, l Ayurveda (la Scienza della Salute Indiana e la Filosofia dell Essere). Tutte opera, tendenze, testimonianze fotografiche di due mondi che s incontrano peraltro senza mai fondersi. Anni ’60-70 esplode una vera e propria indiomania facendo proseliti nel mondo artistico-culturale occidentale. Verificare se l India del nostro immaginario è quella vera, è compito di Focus India in mostra dal 24 sett. al 21 genn. 2018 a Lugano e in questo lungo viaggio temporale ci fornirà anche la chiave di lettura di una realtà composita oltre ogni limite. E a catturarci saranno le pareti trasparenti della struttura, proprio come quelle della Fondazione Feltrinelli di Milano, pensate per attirare e quindi aggregare il passante frettoloso nella rete della cultura; ampie vetrate danno visibilità e trasparenza a tutto ciò che si svolge all interno di questo immenso contenitore. Please, come in, un invito ad una full immersion collettiva, tutti insieme appassionatamente, alla scoperta dell India più autentica diversa da quella che immaginiamo. Una quasi Street Art o Art on the Road nn solo nella definizione, ma mera intenzione. Un esplicito invito a partecipare ai numerosi eventi che sono su musica, conferenza, lecture d oeuvre, percorsi guidati, approfondimenti, yoga e Bharata Natyam (yoga in movimento), tutto praticato negli ampi spazi della Hall del Centro con vista lago. Workshop e atelier per bambini con letture da Racconti illustrati dall India, Kim di Kipling, Siddharta di H.Hesse, per adulti letture dai diari di Pasolini, Moravia, Elsa Morante del loro viaggio indiano. La mostra inoltre contempla venti programmi su arti visive, architettura, musica, teatro e danza, che aiuterà a far luce sul rapporto fra cinema modernista e quello visionario dell India contemporanea. Grandi fotografi Salgado, Scianna, McCurry, Parr e cineasti come Rossellini e Lous Malle ci danno immagini crude dell estrema povertà locale che tutti conosciamo. La musica merita un commento. Già nel ‘600 i primi approcci tra la musica indiana ed occidentale, ma un vero exploit si verifica nell ambito della controcultura anglo-americana ad opera di poeti della Beat Generation (Beatles) ed altri, contemplando vari generi, rock, jazz e classica con notevoli successi. In particolare nel pop contemporaneo, il sitar che diventa pop, la chitarra slide si tinge d indianità, molte sono le influenze, ma una vera e propria interazione nn si è mai verificata. Le due culture musicali si attraggono nel vano tentativo di compenetrarsi con il solo risultato che tutti gli arrangiamenti fatti da musicisti indiani avranno sempre una netta connotazione tutt altro che occidentale e sono da subito riconoscibili poiché la melodia e sonorità degli strumenti indiani prevarica sull armonia della nostra musica che è invece composita e ricca di suoni strumentali e vocali. Delle tipicità queste che rendono impossibile l interazione dei due generi. Nella letteratura come nn citare l India di Emilio Salgari, libri all indice per volontà della Chiesa che nel dopoguerra (e dopo? ndr) andava a braccetto col regime politico. Il libro da evitare nn certo per l innocente passione che legava la perla di Labuan, Lady Marianna Guillonk a Sandokan, mitica tigre della Malesia, indimenticabile…!, ma perché era una chiara  denuncia al colonialismo occidentale!

Tutti i dettagli su http://www.india.luganolac.ch

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Interessante opera composta da luci esposta al Museo con un chiaro messaggio ambientalista: se tutti i paesi emergenti consumassero la stessa quantità di energia dei paesi industrializzati, in poco tempo le risorse del pianeta si esaurirebbero.

 

 

 

 

 

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MFW sett. 2017 – immagini – di Edy Rulli

RHEA COSTA Collection con lo stilista Andreea Constantin, Bucarest, al Museo della Scienza e Tecnologia di via Olona, 6.

Collezione UJOH dello stilista giapponese Mitsuru Nishizaki, Museo Scienza

Collezione CHICCA LUALDI presso Hotel Diana Sheraton Majestic di v.le Piave

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Daniela Gregis, Bergamo, presso Oratorio della Passione Basilica S.Ambrogio – Milano.

LINK CORRELATO: https://commonspeeches.wordpress.com/2017/09/16/m-f-w-milano-moda-donna-20-25-settembre-2017-di-edy-rulli/

 

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SHENZHEN – Moda Celeste Impero – Cina – di Edy Rulli

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https://commonspeeches.wordpress.com/2016/08/31/la-via-della-seta-di-edy-rulli/

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Shenzhen, da piccolo villaggio di pescatori, ha un Pil di 247,8 bilioni di euro, reddito pro capite degli ex pescatori ha superato i 20.000 euro, un Pil +3% rispetto quello nazionale, sembra proprio che la rete della moda sappia meglio catturare il benessere di quella dei pesci. Mille marchi, 3.500 società, per un totale di 300.000 lavoratori e 60.000 stilisti. Nel distretto di Longua Dalang sorgerà la Fashion Valley nell hub polifunzionale Shenzhen Satellite su una superficie di 8.000 mq, 150 marchi da tutto il mondo, con un investimento di 3 mld . Raro esempio di internazionalizzazione, questo paese, da ex Celeste si dimostra sempre di più Impero commerciale e le distanze si accorciano più o meno pericolosamente, dipende dai punti di vista, per la nostra economia. (ndr). Chapeau!

A Milano sorgerà il Centro Moda Design SHENZHEN con lo scopo di formare e facilitare i rapporti tra i due Stati, rendendo la filiera completa ed unire il mondo tessile italiano e cinese, come si apprende dal comunicato stampa; ai nn addetti ai lavori viene da chiedersi se detti rapporti nn fossero già largamente consolidati, vista la massiccia presenza cinese sui mercati nazionali! (NdR). Ma ben venga tra noi l Impero un tempo Celeste, un cielo ora tempestato di ben 25.000 aziende qualificate, 120.000 telai con una produzione annua di 12 Mld di mt. di seta e tessuto pesante e che ora brilla di luce propria grazie ad un volume di scambi dal 2013 ad oggi di oltre 100 Mld di yuan. Riconoscimento Unesco come capitale di Design.  L Italia attende a braccia aperte, l  invasione della nostra economia con seta…gialla (e nn solo!) è appena cominciata.

Camera della Moda e Municipality di Schenzhen hanno contribuito alla realizzazione dell importante sfilata tenutasi a Milano a Palazzo Clerici a chiusura della Milano Moda Donna sett. 2017, dove hanno presentato le loro creazioni i marchi: Ellassay – La Pargay – Xiehaiping – Ming Yuehe.

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MIPEL 112 – The Run – settembre 2017 – di Edy Rulli

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commonspeeches.wordpress.com/2017/09/18/micam-84-soffia-vento-di-ripresa-di-edy-rulli/ – LINK CORRELATO –

Un nuovo risultato sinergico tra Associazioni e Istituzioni è Mipel 112 – fiera pelletteria e accessori con 300 brand esposti – a Milano Rho – dal 17 al 20 settembre 2017 in concomitanza con l apertura della Fashion Week, che induce gli operatori del settore a sperare nel miglioramento dell economia globale e nn solo, in cui quella italiana si muove su di terreno minato dalla bassa occupazione e emigrazione giovanile. Il nostro paese è in pool position nella corsa all inseguimento della ripresa e i dati forniti dalla Confindustria lasciano ben sperare sulla manovra d autunno con nuovi investimenti. L ICE (Ist.Comm.Estero fondato del 1926 a sostegno della internazionalizzazione imprese e prodotti italiani) contribuisce con un investimento di 45 Mln di euro. Unitamente alla Camera della Moda, Camera Buyer Moda e Ministero Sviluppo Economico, portano avanti importanti progetti di internalizzazione che migliora ulteriormente il nostro expo che pur gode di buona salute (3 Mld nel primo semestre 2017) e sponsorizza stilisti italiani emergenti (30 Start Up del contest Scenario), risorsa questa irrinunciabile apportatrice di nuove idee nella moda. Un expo in aumento del 15% superiore ad altri paesi basato su valore, qualità alias il ‘ben fatto’, l unicità, filiera d eccellenza, tutte cose di cui i mercati asiatici nn dispongono. L aver fatto squadra spazzando via gli individualismi al motto ‘uniti per sopravvivere’ sta dando buone risposte alla crisi del settore.

L AIMPES Ass. Ital. Pellettieri, fornisce alcuni dati sull andamento delle esportazioni: aumento del 2% delle vendite, ma riduzione del valore medio del prodotto, a differenza di quanto accade nel calzaturiero che invece sale. Crescita vistosa per la Corea (+41%), Svizzera (32%), Cina (31%), Hong Kong (+16%), Russia (+13%), Stati Uniti (6,5%). Tra i paesi europei la UK + 13%, Francia + 1,9%, Germania -3,2% (analogo al calzaturiero scende -2,3%). Tra i paesi emergenti il Brasile +53%, Australia +35%, Canada +16,6%. Importiamo di più dalla Francia, Cina, Paesi Bassi, Romania, Svizzera, India +21, Pakistan +16,5%. L Indonesia rappresenta un campanello d allarme avendo raggiunto una certa supremazia nella produzione di manufatti sofisticati che richiedono skills d eccellenza (copiati da noi) qualità queste nn sottovalutate dalle imprese nostrane che anche nn delocalizzando fanno crescere le loro esportazioni verso i nostri mercati del 22,5%. Così, tra uno scambio e l altro, aerei, navi mercantili che incessantemente solcano i mari con grande gioia del settore logistico e trasporti, un po’ meno per quello ambientale (ndr), riusciamo a far quadrare il bilancio commerciale  pelletteria con un saldo pari a 1,9 Mld.

Creatività, segno distintivo di Mipel, si unisce alla arte in omaggio ad Andy Warhol che ha ispirato gli allestimenti del padiglione 10 della Fiera e a Milano presso la Fondazione delle Stelline con una mostra di 20 ritratti del fotografo Amendola dal 18 sett., una splendida struttura che già ospita l ultima opera dell artista (tra 1985-1987) prima della sua scomparsa, “The Last Supper” di proprietà del Credito Valtellinese con sede nello stesso palazzo, un Istituto molto attivo nella divulgazione dell arte con mostre pubbliche.

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The Last Supper, acrilico su serigrafia riportata su tela 100×100 cm. Andy Warhol, 1986

 

 

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MICAM 84 – Soffia vento di ripresa – di Edy Rulli

 

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https://commonspeeches.wordpress.com/2017/09/19/mipel-112-the-run-settembre-2017-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/09/16/m-f-w-milano-moda-donna-20-25-settembre-2017-di-edy-rulli/

Vento di ripresa nn solo nei consumi delle famiglie italiane, ma anche nel settore calzaturiero che con la 84° edizione di Micam espone a Rho-Fiera dal 17 al 20 settembre 2017, in concomitanza con l apertura della grande settimana della moda donna. Ben 797 aziende italiane e 644 internazionali sono convolte nella kermesse. I risultati di questo primo semestre dell anno parlano di più vendite, un timido +1% in valore e di un +3% legato all aumento del prezzo medio alias qualità e noi vendiamo qualità, un fatto inconfutabile riconosciuto in tutto il mondo. Quindi più che di vento si tratta di un venticello, in uno scenario macro-economico altalenante in cui le imprese italiane devono fare salti acrobatici per sopravvivere. Come sempre, a sostenere il settore è l esportazione in misura dell 85% della produzione con un incremento del 3,5% in valore e 1,5 in quantità. In Europa migliora la Francia, ma in calo la Germania (-2,8%), forse vuol dimostrarci che sa fare meglio di noi e se così fosse nn ci sarebbe da meravigliarsi, ma nonostante la brutta aria che tira riusciamo ad esportare ancora in questo paese ben 34 mln di paia di calzature all anno! Fuori dalla UE la Russia nn delude con un +33,5% in quantità nonostante le sanzioni rinnovate di 6 mesi che destabilizzano il più importante mercato extraeuropeo per la moda. Migliora la domanda USA nonostante le incognite del TTIP e la politica protezionistica di Trump. Buone notizie dal Canada con il CETA operativo dal prossimo 21 settembre, l accordo di libero scambio che prevede l azzeramento immediato dei dazi. A frenare la Cina è il dibattito sul riconoscimento dello status di economia di mercato da parte della UE. Soddisfacente l accordo con il Giappone che prevede la riduzione progressiva fino alla cancellazione in 10 anni dei dazi e l abolizione delle quote. Rimangono aperti i grandi temi della lotta alla contraffazione e del riconoscimento a livello mondiale del madeinitaly. In aumento le dimensioni delle medie aziende a fronte di un calo delle piccole (80 calzaturifici in meno nel 2017) che per fortuna sono ancora in grado di assorbire l esubero di personale, in tutto sono 5.000 con 77.000 addetti. L Italia produce un terzo dell intera produzione europea di calzature in volume, ma necessita costantemente il supporto delle Istituzioni per far fronte alla competitività mondiale. Prezzo medio di un paio di scarpe alla produzione è di $ 47,76 già molto alto e deve ridursi pena l estromissione dal mercato.

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Nell ambito della manifestazione, lodevole è il concorso indetto dal MIUR con la partecipazione di 70 scuole che aiuta i giovani nella formazione professionale con il preciso messaggio che il lavoro artigianale esiste ancora e con i dovuti aiuti forse si riuscirà a catturare la massa di giovani in fuga all estero in cerca di lavoro. Le mani, oltre che a digitare la tastiera di un computer, servono ancora a produrre come nel nostro glorioso passato fatto di artisti, mettiamole quindi al servizio della creatività e genialità dell italiano e vedremo i risultati. Proviamo a mettere da parte il PC per un po’ di tempo. Ispirandosi alla Divina Commedia, il tema della precedente edizione era la lussuria (inferno), quest anno è la seduzione (purgatorio) e per vedere la luce in fondo al tunnel (paradiso) dovremo aspettare l edizione del prossimo anno. E’ questo l augurio che Micam si fa con l auspicio di uscire definitivamente dal girone infernale della crisi che attanaglia il settore. Il volume Similitudini di Giovanni Gastel presentato durante l inaugurazione, è un omaggio alle migliori aziende calzaturiere italiane. Disponiamo di una filiera che riusciamo ancora a mantenere integra grazie alla maestria dei nostri artigiani, stilisti e creativi del settore sull arte del “saper fare” e “fare bene” per poter vendere qualità senza peraltro disdegnare le sperimentazioni tecnologiche, tipo riprese delle sfilate effettuate da droni, come previsto per le prossime a Dubai, why not?

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Annarita Pilotti – Presidente di Assocalzaturifici – e i suoi giovani collaboratori alla conferenza stampa di presentazione MICAM presso il Grand Hotel de Milan.

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Giovanni Gastel alla presentazione del suo libro fotografico Similitudini che raccoglie i gioielli dell arte calzaturiera italiana.

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The Micam Award – serata di premiazione al miglior buyer straniero e a 8 imprenditori italiani in attività da oltre cent anni alla Fashion Square del padiglione 1 che ha anche ospitato gli stand dei più grandi marchi internazionali della moda dove hanno fatto ritorno dopo qualche tempo di ‘ingiustificata’ assenza. Nella foto da sin. Jo Squillo, Annarita Pilotti, Alessandro Del Piero, Alice Rachele Arlanch, Miss Italia 2017.

Nuovo layout del padiglione 1 che ha ospitato la festa di inaugurazione animata da Bob Sinclar.

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