MOSTRE 2018 nei musei civici milanesi – di Edy Rulli

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Presentato a Palazzo Reale dal Sindaco Sala e dall Assessore alla cultura Del Corno il programma espositivo 2018 e alcune anticipazioni del 2019 delle mostre nelle sedi espositive del Comune di Milano.

Un ricco palinsesto che solo Milano poteva permettersi grazie alla sua dimensione internazionale, al suo potenziale organizzativo e di curatela, ed essendo anche indiscusso polo del pensiero creativo che sono di per sé le migliori garanzie di riuscita. Oltre 60 progetti sono la conferma del successo della politica finora adottata che ha visto aumentare l offerta espositiva in funzione del crescente interesse di pubblico e critica. Ma nn solo, aumentati anche gli investimenti privati in aiuto a quelli pubblici, più che mai necessari dopo le note restrizioni di spesa al Comuni del 2010 e che devono essere ulteriormente incentivati. Siamo sulla strada giusta, dicono il Sindaco e l Assessore, per una maggiore internazionalizzazione di Milano e il potenziale aumento delle presenze di visitatori stranieri sulle nostre strade è il migliore incentivo a continuare ad incrementare le iniziative culturali della nostra città. Sembra che la cultura sia un buon investimento e ci dia “da mangiare”, presto sarà così anche per il turismo, grazie alla numerose iniziative per il suo sviluppo. Ndr: In effetti c è più gente per le strade tra cui molti turisti stranieri (nn solo migranti senza fissa dimora) e mentre cinema, teatri, chiese sono vacanti, i Musei milanesi fanno registrare un boom di presenze. Da qualche parte devono pure andare i degni rappresentanti di una società individualista come la nostra, con poca propensione all aggregazione e socializzazione! E meno male che ci sono cultura, turismo e moda altrimenti di cosa vivremmo se tutte le fabbriche sono state chiuse o delocalizzate? Ecco come si sopravvive in una città deindustrializzata, destino del resto comune a molte altre.

Milano città-mondo nn sfuggita all attenzione di importanti musei internazionali che qui portano le loro opere. Milano e le sue mostre che contribuiscono alla memoria storica della città. Con il Museo del Novecento dove espongono le maggiori personalità che ben rappresentano lo spirito del secolo. Fulcro del pensiero creativo rappresentato nn solo da moda, design, architettura, ma anche oggetti, fotografie, riviste, fino ad arrivare al tempo presente egregiamente rappresentato nei musei d arte contemporanea e moderna PAC e GAM di via Palestro. Milano che tutto può e tutto ha per essere felice (anche sede della Borsa, particolare da nn sottovalutare!), ma che felice nn è, ma forse un giorno lo sarà. Un progetto che sta molto a cuore al Sindaco Sala è quello di portare l arte nelle periferie. Un utopico progetto di inclusione finalizzato a migliorare le sconfinate e martoriate periferie milanesi, con la speranza che qualcosa di buono accada.

Riusciranno i nostri eroi…

 

PROGRAMMA ESPOSITIVO 2018

Palazzo Morando. Costume moda immagine. 20 dic. 2017 – 4 nov. 2018 – Outfit 900 – Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando. 15 marzo – 15 luglio 2018 – Milano e la prima guerra mondiale 1917-1919. Nov. 2018-febbraio 2019 – L eleganza di Milano.

Castello Sforzesco. 21 dic. 2017-18 marzo 2018. Sotto il cielo di cristallo. Un racconto della Galleria Vittorio Emanuele II a 150 anni dall inaugurazione. 23 marzo-1 luglio 2018. Segno, forma e colore del novecento italiano.  Opere su carta dalle raccolte civiche di MIlano e da Intesa Sanpaolo. 11 aprile-31 dic. 2018. Barry x Ball interpreta la Pietà Rondanini. 12 ott. 2018-12 genn. 2019. Vesperbild. Alle origini della Pietà di Michelangelo.

Palazzo Reale. 25 genn.-15 febbr. 2018. Conviviando. La stori dell arte della tavola. 21 febbr.-24 giugno  2018. Albrecht Duerer e il Rinascimento fra la Germania e l Italia. 22 febbr.-6 maggio 2018. Italiana. L Italia vista dalla moda 1971-2001. 8 marzo-2 sett. 2018. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art. 5 aprile-13 maggio 2018. Alcantara e dieci artisti nelle stanze dell appartamento del Principe. Fine maggio-agosto 2018. Ex-foto. Dentro il Museo. Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani. Luglio-sett.2018. Alik Cavaliere. I segreti della natura. Luglio-sett. 2018. Agostino Bonalumi. L Antologica. 10 luglio-16 sett.2018. Pino Pinelli. 4 ott.-3 febbr.2019. Carlo Carrà. 18 ott.-17 febbr.2019. Picasso e il mito,

Studio Museo Francesco Messina. Marzo 2018. Belle di Natura. 23 genn.-4 marzo 2018 Naturofanie plastiche. Aprile 2018. Photosensibile all interno del ciclo ‘il lato della scultura’). Maggio-giugno 2018. L eco del classico.

Mudec. 1 febbr.-3 giugno 2018.  nell immaginario di Frida Kahlo. Oltre il mito. 1 febbr.-3 giugno 2018. Il sogno degli antenati. L archeologia messicana di Frida Kahlo. 20 giugno-4 nov. 2018. Modigliani art experience. Giugno 2018-febbr. 2019, Milano città mondo #04 Perù. 26 sett.-6 genn.2019. Only the river remains to speak. 26 sett.-27 genn. 2019. Paul Klee e il primitivismo. ott.-6 genn. 2019. Capitani coraggiosi. Le frontiere dell esplorazione dal 900 ad oggi.

Palazzo Moriggia. Museo del Risorgemento e Palazzo Morando. 15 febbr.-13 maggio 2018. Pionieri di arditezze sociali: come eravamo.

Biblioteca Sormani. 1 marzo-5 maggio 2018. Brama di vita e di letteratura. Giancarlo Vigorelli nel clima culturale del Novecento. 18 maggio-14 luglio 2018. Milano 68. Contestazione e industria culturale. 7 sett.-23 ott. 2018. William G.Congdon. Il gesto dell io. Inediti (salvati) della collezione Rapetti. 7 nov.-31 dic.2018. Cerco un paese innocente.

Museo del Novecento. 1 marzo-3 giugno 2018. Non ti abbandonerò mai. Franco Mazzucchelli, 1964-1979. 6 aprile-26 agosto 2018. Giosetta Fioroni. Viaggio sentimentale. Giugno-agosto 2018. Agostino Ferrari. 21 sett.-24 febbr. 2019. Margherita Sarfatti. 9-15 aprile 2018. Invito premio Acacia 2018. Nov.2018-marzo 2019. Corrente 1938.

Casa Museo Boschi di Stefano. 7 marzo-8 aprile 2018. I libri Einaudi per bambini e ragazzi. Giugno 2018. Luciano Baldessari e Lucio Fontana. Un rapporto professionale e di amicizia lungo 40 anni. Luglio 2018. Fantasmi del 900.

Galleria d arte moderna GAM. 16 marzo-17 giugno 2018. Boldini. Ritratto di signora. 11 aprile-17 giugno 2018. Guggenheim UBS Map Global Art Initiative. Una tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa.

PAC Padiglione d arte contemporanea. 29 marzo-20 maggio 2018. Teresa Margolles. 12 ott.-2 dic. 2018. Eva Marisaldi. 18 dic.-febbr.2019. Enzo Mari. 4 luglio-9 sett.2018. Arte contemporanea brasiliana.

Politecnico di Milano. 6-20 aprile 2018. Happy Blowdays

Museo Archeologico. Ottobre-febbraio 2019. Il viaggio della chimera. Immagini etrusche tra archeologia e collezionismo.

#INLOMBARDIA C’è TANTO DA SCOPRIRE
Campagna di Comunicazione turistica di Regione Lombardia

La campagna di comunicazione turistica di Regione Lombardia ON AIR dal 26 novembre continua fino a gennaio 2018.

Una campagna multisoggetto, multicanale che mette in luce il territorio e che si sta promuovendo in modo capillare con 8.000 spazi affissioni e digitali, oltre 1.500 passaggi in TV e radio, e al tempo stesso in modo mirato scegliendo punti di grande passaggio turistico come le grandi piazze italiane (Piazza di Spagna e Ponte di Rialto) e internazionali (Times Square a NY con oltre 7.200 passaggi spot) e nel centro città di Londra su 11 bus Citysighseeing.

E ancora… negli aeroporti nazionali e europei e con una domination all’area arrivi del T1 di Malpensa e nelle stazioni ferroviarie con una presenza importante in Galleria delle Carrozze in Stazione Centrale a Milano, e infine uscite su stampa nazionale e internazionale, e un piano editoriale e pubblicitario su social e sul web.

 

 

 

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H O S T – Salone Macchine Ristorazione Industriale – di Edy Rulli

 

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https://commonspeeches.wordpress.com/2017/05/18/mapic-2017-food-and-beverage-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/05/08/milan-food-week-altoga-foodfriends-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2015/11/24/timeless-elegance-di-edy-rulli/

Host, ancora una volta un termine inglese, e con questo si presenta la 40° edizione della Fiera biennale a Rho-MIlano, dedicata all ospitalità professionale nel campo della ristorazione. Coffee, Food, Machinery, Equipment, altri termini stranieri ormai largamente diffusi per la grande gioia degli esterofili che sono anche riusciti a tradurre la gloriosa cucina italiana dalla storia millenaria, nell iconica quanto riduttiva espressione italian way of living! Ma accontentiamoci di sapere che, nonostante la crisi economica generalizzata, il nostro Paese è al 3° posto dopo la Cina nelle esportazioni di macchine e accessori per la ristorazione, lavorazione alimentare nella panetteria, pasta, dolci, gelateria. Metà della produzione nazionale è destinata all Expo. Macchine per lavaggio cereali, frutta, vegetali, per macinare caffè, per affettare salumi e carne, per la refrigerazione, tecnologie per il vending (distributori automatici),  preparazione cibo, casalinghi, trattamento rifiuti alimentari mediante dissipatori per riutilizzo a fini energetici o come materia prima per il compostaggio, trattamento acqua potabile uso umano e nell impiantistica.Il salone ospita 2165 imprese da 52 paesi, prevede oltre 500 appuntamenti tra workshop, tavole rotonde, show cooking.  Tante aziende ciascuna operativa nel proprio settore industriale di appartenenza, raggruppate in associazioni che forniscono loro assistenza, consulenza specifica per ogni fabbisogno. Host le rappresenta tutte e con i loro prodotti anche l impegno comune di associazioni e imprese in percorsi, indagini, nuove soluzioni, formazione tecnica degli addetti, assistenza fiscale e quant altro.  Settore in crescita con 325.000 imprese attive al servizio di un esercito di italiani che ha consumato 39 mln di parti fuori casa (dati del 2016) e destinato ad aumentare visto il trend in atto. I ristoranti detengono il 53,1% di questa quota, ma sono minacciati dopo l exploit del 2016, dallo street  food , altro termine inglese, ma rassegniamoci, l importante che si mangi italiano, anche se dobbiamo dubitarne!

Nel Villaggio del Caffè Altoga ha avuto luogo la premiazione del miglior maestro di caffetteria italiana, abbinato alle spezie che ne esaltano l aroma (ved. Link Altoga).

Prossima edizione   nel 2019 con un arrivederci!

Fonte dati da Università Bocconi e Ass. Anima

 

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Stralcio comunicato stampa originale del 24 ott. 2017

Milano, 24 ottobre 2017– Dopo cinque giorni di serrato networking tra tendenze e business, si conclude oggi a fieramilano HostMilano, la manifestazione leader nel mondo per lospitalità nelle sue diverse declinazioni. A sottolineare l’esitodella 40° edizione sono inumeri: i visitatori professionali sono stati in totale 187.602 (+24,3% rispetto al 2015),dei quali il 38,8% internazionali da 177 Nazioni (pari a 72.699, +20,4% rispetto al 2015). I Paesi più rappresentati tra i visitatori sono stati oltre a quelli europei la Cina, gli USA, quelli dell’area russa e Medio-Oriente, oltre a importanti presenze da Paesi particolarmente distanti o inconsueti, come Australia, Nuova Zelanda, Cambogia, Polinesia e Paesi africani (Botswana, Burundi, Eritrea, Ruanda, Zimbabwe).Milano, 24 ottobre 2017– Dopo cinque giorni di serrato networking tra tendenze e business, si conclude oggi a fieramilano HostMilano, la manifestazione leader nel mondo per lospitalità nelle sue diverse declinazioni. A sottolineare l’esitodella 40° edizione sono inumeri: i visitatori professionali sono stati in totale 187.602 (+24,3% rispetto al 2015),dei quali il 38,8% internazionali da 177 Nazioni (pari a 72.699, +20,4% rispetto al 2015). I Paesi più rappresentati tra i visitatori sono stati oltre a quelli europei la Cina, gli USA, quelli dell’area russa e Medio-Oriente, oltre a importanti presenze da Paesi particolarmente distanti o inconsueti, come Australia, Nuova Zelanda, Cambogia, Polinesia e Paesi africani (Botswana, Burundi, Eritrea, Ruanda, Zimbabwe).

Un’HostMilano da record
23-11-2017 – testo integrale –
Numeri record e la sensazione di un grande evento, più ricco che mai in un settore dinamico: si è chiusa martedì 24 ottobre la quarantesima edizione di HostMilano, manifestazione leader nel mondo per l’ospitalità nelle sue diverse declinazioni.
Con 187.602 visitatori professionali (in aumento del 24,3% rispetto alla passata edizione del 2015), dei quali il 38,8% internazionali da 177 nazioni (pari a 72.699, +20,4% rispetto al 2015), la partecipazione è stata davvero unica. I Paesi più rappresentati tra i visitatori sono stati, oltre a quelli europei, la Cina, gli USA, Russia ed Europea dell’Est e il Medio Oriente, ma non sono mancate presenze da zone distanti o inconsuete come Australia, Nuova Zelanda, Cambogia e Polinesia. Interessante anche la presenza di alcuni Paesi africani quali Botswana, Burundi, Eritrea, Ruanda e Zimbabwe, mercati certamente nuovi ma che potrebbero riservare delle sorprese in futuro, a ulteriore conferma di come HostMilano sia vista in tutto il mondo come punto di riferimento dell’HoReCa.

 

 

 

 

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SALGADO – Un deserto in fiamme –

Testo integrale comunicato stampa del 20 ott.2017

Milano, 20 ottobre 2017

Si è appena concluso l’incontro pubblico in Galleria Meravigli con Sebastião Salgado, con la partecipazione di oltre mille persone, che ha inaugurato la mostra Kuwait. Un deserto in fiamme, a cura di Lélia Wanick Salgado.

L’esposizione sarà visitabile a Forma Meravigli dalle 17.00 di oggi fino a domenica 28 gennaio 2018.

A questo link è disponibile la cartella stampa:

http://bit.ly/SalgadoFormaMeravigli

Si prega di rispettare le condizioni di uso delle fotografie e di segnalarci eventuali pubblicazioni.

A questo link il video integrale dell’incontro http://bit.ly/VideoIncontroSalgado

L’incontro, alla presenza dell’Assessore alla Cultura del comune di Milano, Filippo Del Corno, e del Segretario Generale della Camera di Commercio di Milano, MonzaBrianza e Lodi, Elena Vasco, è stato moderato da Roberto Koch, presidente di Fondazione Forma per la Fotografia. All’evento ha preso parte anche Mike Miller, uno dei pompieri impegnati nel 1991 nello spegnimento dei pozzi di petrolio in Kuwait, immortalato in alcune fotografie di Salgado esposte in mostra.

Il pubblico numeroso, accorso fin dalle prime ore del mattino, ha potuto ascoltare la testimonianza di uno dei più grandi fotografi del mondo, che ha spiegato come l’incendio dei pozzi sia stato l’episodio di inquinamento ambientale più grave di tutti i tempi ad opera dell’uomo, paragonabile a una vera e propria guerra.

Accolto con estremo calore e affetto, il fotografo brasiliano ha ricostruito il suo percorso di vita e professionale (da La mano dell’uomo a Genesi) soffermandosi in particolare su quel drammatico 1991, anno in cui la crisi in Medio Oriente e la Guerra del Golfo erano al centro del dibattito mondiale.

Quando in Kuwait i soldati iracheni incendiarono oltre 600 pozzi di petrolio per ostacolare l’avanzata della coalizione militare guidata dagli statunitensi, Salgado fu tra i primi fotografi a intuire la reale portata e la gravità di questa situazione.

Durante l’incontro il fotografo ha raccontato, con grande intensità, di come, in un paesaggio infernale che stava letteralmente bruciando davanti ai suoi occhi, abbia iniziato a documentare questo disastro ambientale, seguendo l’operato dei vigili del fuoco e dei tecnici specializzati chiamati da tutto il mondo per limitare i danni e arginare le perdite.

L’incontro è stato particolarmente intenso anche grazie alla partecipazione straordinaria di Mike Miller. Ascoltare la testimonianza diretta, a distanza di 25 anni, di chi ha vissuto quell’apocalisse è stato particolarmente suggestivo per il pubblico di Milano.

In mostra a Forma Meravigli sono esposte, per la prima volta a livello internazionale, trentaquattro immagini di grande formato in un allestimento di grande impatto: il bianco e nero tipico del fotografo brasiliano racconta di una luce apocalittica causata dal contrasto dei pozzi in fiamme e dalla coltre scura di petrolio che copriva il deserto, le persone e le cose. Gli occhi increduli e stanchi dei vigili del fuoco, lo sforzo fisico nel cercare di domare le fiamme, il fumo divagante: nei ricordi e nelle impressioni di Salgado, “era come affrontare la fine del mondo, un mondo intriso di nero e di morte”.

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TOULOUSE-LAUTREC – Tolosa a Milano – di Edy Rulli

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Oltre 200 opere in un percorso sull evoluzione artistica di Henri Toulouse-Lautrec (1864-1901), tra i più completi ed esaustivi mai realizzati, a Palazzo Reale di Milano dal 17 ottobre al 18 febbraio 2018. 40 mila sono le prenotazioni record di visite già registrate che si assommano agli 89 mln di visitatori stranieri in suolo francese in quel di Albi, città natale di Henri, nella regione Occitanie con capitale Tolosa che vanta 8 siti Unesco, tra cui la fortificata Carcassonne, il Canal du Midi, i Cammini di Santiago de Compostela ecc. Parte delle sue opere sono conservate nel Museo di questa città nel sud-ovest della Francia e il restante, oltre a proprietà private, nella Biblioteca Nazionale di Parigi, uniche strutture a volerle prima che lui diventasse famoso. Dopo la morte dell artista, le sue opere furono donate al Museo di Albi in cambio dell impegno di tutelare la difesa morale delle opere stesse. Dipinti, litografie, acqueforti e tutti i suoi manifesti dal grande valore iconico della fin de siècle vissuta dall artista bohémien che dipingeva il vero piuttosto che il bello, a volte scomodo, ma necessario per demonizzare la sua imperfezione fisica. Anche il brutto può essere bello se si vince la sfida nel riuscire a vedere quello che gli altri nn vedono, e solo chi è artista lo può. Parola di chi di bruttezza se ne intendeva nn potendo nascondere la grave malformazione congenita dalla nascita, come estremo impulso di rivalsa, alias: io sarò anche brutto, ma c è di peggio!…(ndr). Dalla pittura alla grafica e in ogni altra espressione artistica, Lautrec disegnatore con le sue affiches considerate punto di interscambio tra fotografia e arte giapponese, ritrattista della figura umana di grande valore nel periodo evolutivo dell arte fino al ‘900, appassionato di fotografia allora agli albori e in competizione con la pittura, applica nuove tecniche  che rilegano al passato la foto ufficiale con pose accademiche. Per la prima volta vengono rappresentati modelli di schiena, tre quarti, pratica successivamente adottata da altri pittori. Nei disegni di cavalli e altri animali, oltre alla loro anatomia, Lautrec riesce a rendere l idea del movimento, un primitivo approccio da arte cinetica, antenata della tecnica per produrre i cartoni animati sviluppatasi in tempi più recenti. Immagini chiave di lettura dell incalzante modernità che ritraggono i personaggi del suo mondo di artisti, normali ragazze, ma di fatto prostitute, gente del popolo, con cui l artista maudit raccontava la sua vita trasgressiva vissuta tra postriboli e locali notturni, la Paris chantant riportata in tanti film della cinematografia contemporanea. Henri vive nel periodo storico dell impressionismo ed altre correnti pittoriche minori senza però subirne una totale contaminazione, ma solo lievi influenze è ciò gli permise di crearsi uno stile unico, originale e innovativo che lo risparmia dalla mannaia della storia e lo consegna a pieno titolo à la gloire pour l éternité, gettando nel contempo i ponti con la rampante Art Nouveau (Mucha, Klimt, Gaudi) come legittimo precursore del contemporaneo. Inventore di un nuovo modo di comunicare che è il manifesto in grado di veicolare messaggi ben precisi visibili anche da lontano grazie alla scelta di colori vivaci e un disegno efficace e provocatorio. Le sue affiches aprono il mondo fine ‘800 alla modernità in tutte le sue manifestazioni, stampe illustrate prototipo della cartellonistica pubblicitaria che esploderà con tutto il suo fragore inizi ‘900.

E nn poteva essere che Milano, capitale del design e dei suoi manifesti, ad omaggiare l artista anche nelle vesti di grafico d eccellenza.

Ved. link Rinascente e Pirelli. https://commonspeeches.wordpress.com/2017/07/05/pubblicita-con-la-p-maiuscola-pirelli-a-long-history-of-enterprise-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2017/05/29/r100-rinascente-stories-of-innovation-i-100-e-piu-anni-di-rinascente-di-edy-rulli/

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Giardino di Palazzo Reale dopo la recente ristrutturazione.

 

 

 

 

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SICUREZZA AL GALLARATESE di Edy Rulli

La riunione di ieri sera indetta dal CdZ8 presso la Parrocchia di via Falk sulla sicurezza del Gallaratese, come previsto, si è conclusa con un nulla di fatto , ma molto bolle in pentola e presto porterà a dei risultati. Circa 300-400 cittadini ne hanno preso parte dando vita ad un focoso e ben articolato dibattito con qualche momento di tensione, il bello della diretta! in cui i partecipanti hanno dimostrato di essere pronti e preparati nel difendere i propri diritti. L esasperazione tra la gente è ai massimi livelli tanto da far temere gravi episodi di intolleranza per la situazione di degrado verificatasi dopo l appropriazione indebita da parte di ROM e abusivi degli stabili di via Bolla, i nr. civici dal 26 al 42. Da recenti dati Aler dei 244 alloggi 64 sono occupati, pari al 30%. L occupazione di fatto è stata progressiva e graduale ed è iniziata dopo la chiusura del campo di via Triboniano, il più grande di Milano, che ospitava nomadi provenienti dalla Macedonia, Kosovo, Bosnia, Romania. Ricordo che in Cecoslovacchia esiste il problema irrisolto di 500.000 nomadi i quali dopo l entrata nella CE varcano tutti i confini europei senza controllo e questa è una delle tante ragioni che hanno motivato la Brexit, mentre da noi entra di tutto e di più. A questa cifra si aggiungono i 500.000 clandestini extra europei presenti sul territorio nazionale, mine vaganti pronte ad esplodere fuori ogni controllo,  grazie al buonismo dei nostri governanti. Detto campo è stato chiuso da amministratori irresponsabili che nn hanno tenuto conto della ricaduta sulle zone limitrofe di questo esercito di senza casa. Dalle baracche all occupazione abusiva degli alloggi popolari gestiti dall Aler il passo è stato breve, senza peraltro permettere a queste persone di adeguarsi ai nuovi standard abitativi e di convivenza civile. Gli stabili sono stati ridotti in condizioni tali che i costi per la loro riqualificazione sono ben più alti di quelli per l abbattimento. Senza considerare cosa sono diventati gli spazi pubblici adibiti a campi di accoglienza a cielo aperto. La delinquenza minorile dilagante resta impunita per la tolleranza delle nostre leggi, gli scippi, furti, beffeggi e provocazioni sono all ordine del giorno tanto che i bambini vanno accompagnati per mano a scuola anche se dista 200 mt. dalla propria abitazione. I parcheggi sono occupati da ROM che dormono in macchina e in camper per curare i movimenti degli inquilini regolari per depredarli, appena se ne presenti l occasione, anche del loro stesso alloggio, come si è verificato al rientro da assenze prolungate o decessi. Gli ascensori sono inagibili perché usati come latrine, impianti elettrici e TV manomessi per allacci abusivi e resi inservibili. I fatti vengono regolarmente denunciati con un nulla di fatto e gli interventi della Polizia ancora più lenti per la chiusura di molte strade per le quali si chiede la riapertura. Le istituzioni sono assenti e nello specifico, come tipico del sistema Italia, il principale responsabile è sulla strada della grande politica fondando un nuovo partito e in altri casi i responsabili sono anche stati premiati con riconoscimenti istituzionali e i manager con mega liquidazioni milionarie. In questa guerra tra poveri ci vuole grinta e determinazione – aiutati che il ciel d aiuta -. Molto è stato fatto da parte dei comitati di quartiere, il pattugliamento delle strade fatto da volontari che però chiedono supporto ad altri cittadini. Un esposto da parte del Municipio 8 parte proprio in questi gg. contro l Aler. Un invito a tutte quelle persone nn direttamente coinvolte in questa calamità ad interessarsi e segnalare problemi del Gallaratese, Trenno e dintorni per migliorare l illuminazione stradale, l installazione di telecamere e quant altro possa migliorarne la sicurezza. La pista ciclabile di via Mafalda di Savoia si inoltra nel parco di Trenno e proprio in quel tratto, benché vi siano i nuovi pali della luce (finanziamento CE in occasione delle Via d Acqua – Expo mai realizzata, ved. post in questo blog del 2014-15), mancano le lampadine e sono da sei mesi spenti in un punto estremamente buio e pericoloso per chi di sera si trova a dover percorrere a piedi la via Lampugnano. Sempre in questa via è di oggi la notizia dell ennesima razzia nei box del nr. civico 156, uno svuota cantina-box di quel poco rimasto dopo l ultimo passaggio.. Oggi tocca in prevalenza agli anziani, la fascia più vulnerabile della popolazione, ma domani potrebbe toccare ai nostri figli e nipoti perché le strade sono sempre più popolate da gente di cui si ignora la provenienza essendo sconosciuti alle anagrafi di mezzo mondo, ufficialmente mai nati, e avanzano gli stessi diritti e pretese dei nativi, sotto l ombrello protettivo delle istituzioni buoniste e con l accondiscendenza di una certa classe politica.

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SULLE VIE DELL ILLUMINAZIONE di Edy Rulli

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LAC Lugano Arte e Cultura, è una bella struttura che ospita il nuovo centro culturale della città di Lugano  e il MASI Museo d arte della Svizzera italiana nell adiacente e centralissima Piazza Bernardino Luini con la chiesa S.M. degli Angeli e la sua grandiosa raffigurazione della Passione e Crocefissione del Luini (1529) bella come poche, nn scalfitta minimamente dai secoli trascorsi. Il moderno e avveniristico edificio ospita la grande mostra Sulle vie dell illuminazione. Il mito dell India nella cultura occidentale dal 1808-2017 a cura di Elio Schenini. Il focus India si prefigge di far luce su quel mondo misterioso e contraddittorio che negli ultimi due secoli ha affascinato gli occidentali, nn solo artisti ed intellettuali, quel mito di un paese dalla millenaria cultura e 1.3 Mld di abitanti, che negli anni ’60-’70 coinvolse anche il mondo giovanile, un mito però sempre più a brandelli per l incalzare della globalizzazione. La ricerca alla alternativa ad un mondo consumistico vede la luce verso la spiritualità in un tunnel ancora tutto da percorrere. La realtà indiana odierna è complessa ed articolata e nn è quella del pensiero stereotipato dell immaginario collettivo. Il colonialismo inglese con molti testi e stampe diffuse all inizio dell ‘800 le prime immagini sull orientalismo. Nella seconda metà dell ‘800 si comincia a fotografare l esotismo, inizio ‘900 esplode la grande moda ispirata alla India. Usi e costumi di quel continente lontano si diffondono in tutto il mondo. Il pigiama, l uso del tè, lo yoga, la dieta vegetariana, l ascetismo per superare le negatività della vita moderna, l Ayurveda (la Scienza della Salute Indiana e la Filosofia dell Essere). Tutte opera, tendenze, testimonianze fotografiche di due mondi che s incontrano peraltro senza mai fondersi. Anni ’60-70 esplode una vera e propria indiomania facendo proseliti nel mondo artistico-culturale occidentale. Verificare se l India del nostro immaginario è quella vera, è compito di Focus India in mostra dal 24 sett. al 21 genn. 2018 a Lugano e in questo lungo viaggio temporale ci fornirà anche la chiave di lettura di una realtà composita oltre ogni limite. E a catturarci saranno le pareti trasparenti della struttura, proprio come quelle della Fondazione Feltrinelli di Milano, pensate per attirare e quindi aggregare il passante frettoloso nella rete della cultura; ampie vetrate danno visibilità e trasparenza a tutto ciò che si svolge all interno di questo immenso contenitore. Please, come in, un invito ad una full immersion collettiva, tutti insieme appassionatamente, alla scoperta dell India più autentica diversa da quella che immaginiamo. Una quasi Street Art o Art on the Road nn solo nella definizione, ma mera intenzione. Un esplicito invito a partecipare ai numerosi eventi che sono su musica, conferenza, lecture d oeuvre, percorsi guidati, approfondimenti, yoga e Bharata Natyam (yoga in movimento), tutto praticato negli ampi spazi della Hall del Centro con vista lago. Workshop e atelier per bambini con letture da Racconti illustrati dall India, Kim di Kipling, Siddharta di H.Hesse, per adulti letture dai diari di Pasolini, Moravia, Elsa Morante del loro viaggio indiano. La mostra inoltre contempla venti programmi su arti visive, architettura, musica, teatro e danza, che aiuterà a far luce sul rapporto fra cinema modernista e quello visionario dell India contemporanea. Grandi fotografi Salgado, Scianna, McCurry, Parr e cineasti come Rossellini e Lous Malle ci danno immagini crude dell estrema povertà locale che tutti conosciamo. La musica merita un commento. Già nel ‘600 i primi approcci tra la musica indiana ed occidentale, ma un vero exploit si verifica nell ambito della controcultura anglo-americana ad opera di poeti della Beat Generation (Beatles) ed altri, contemplando vari generi, rock, jazz e classica con notevoli successi. In particolare nel pop contemporaneo, il sitar che diventa pop, la chitarra slide si tinge d indianità, molte sono le influenze, ma una vera e propria interazione nn si è mai verificata. Le due culture musicali si attraggono nel vano tentativo di compenetrarsi con il solo risultato che tutti gli arrangiamenti fatti da musicisti indiani avranno sempre una netta connotazione tutt altro che occidentale e sono da subito riconoscibili poiché la melodia e sonorità degli strumenti indiani prevarica sull armonia della nostra musica che è invece composita e ricca di suoni strumentali e vocali. Delle tipicità queste che rendono impossibile l interazione dei due generi. Nella letteratura come nn citare l India di Emilio Salgari, libri all indice per volontà della Chiesa che nel dopoguerra (e dopo? ndr) andava a braccetto col regime politico. Il libro da evitare nn certo per l innocente passione che legava la perla di Labuan, Lady Marianna Guillonk a Sandokan, mitica tigre della Malesia, indimenticabile…!, ma perché era una chiara  denuncia al colonialismo occidentale!

Tutti i dettagli su http://www.india.luganolac.ch

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Interessante opera composta da luci esposta al Museo con un chiaro messaggio ambientalista: se tutti i paesi emergenti consumassero la stessa quantità di energia dei paesi industrializzati, in poco tempo le risorse del pianeta si esaurirebbero.

 

 

 

 

 

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MFW sett. 2017 – immagini – di Edy Rulli

RHEA COSTA Collection con lo stilista Andreea Constantin, Bucarest, al Museo della Scienza e Tecnologia di via Olona, 6.

Collezione UJOH dello stilista giapponese Mitsuru Nishizaki, Museo Scienza

Collezione CHICCA LUALDI presso Hotel Diana Sheraton Majestic di v.le Piave

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Daniela Gregis, Bergamo, presso Oratorio della Passione Basilica S.Ambrogio – Milano.

LINK CORRELATO: https://commonspeeches.wordpress.com/2017/09/16/m-f-w-milano-moda-donna-20-25-settembre-2017-di-edy-rulli/

 

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