ANIMA – Open to Innovation – Tecnologie italiane in un mondo 4.0 – di Edy Rulli

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Anima è la federazione di 36 Associazioni  Nazionali Industria Meccanica Varia ed Affini rappresentata in macro settori a cui fanno  capo. Un grande ombrello tecnologico con al centro la sua “anima” che aiuta le aziende con molteplici attività. Dalla formazione all assistenza per affrontare mercati esteri, sostegno nell allontanamento dei mercati a basso costo e tutela prodotti italiani, all individuazione di prodotti fake (etichette false), assistenza fiscale e altro ancora. L industria meccanica italiana ha riconoscimenti in tutto il mondo. Sono 179 i prodotti in cui battiamo in qualità la temutissima Germania, solo in Lombardia esistono 80.000 unità produttive che unite al Veneto e Emilia Romagna vanno a formare un polo di tutto rispetto che supera quello tedesco di Stoccarda. Le difficoltà del dopoguerra hanno rafforzato il nostro DNA e la nostra genialità (come se ce ne fosse stato bisogno considerato i geni che ci hanno preceduto) ndr, e dal 45 ad oggi le nostre eccellenze nella meccanica e manifatturiero nn hanno mai smesso di dare buoni frutti. Siamo tra i primi 10 nel mondo per macchine d imballaggio, pompe, compressori aria gas, valvole, refrigerazione. Le previsioni per il 2017 segnano un +3,7% pari a € 46,6 mld. Produzione cresciuta stabilmente con qualche scossone dal 2009, ma dal 2015 la risalita e già dal 2016 si è  iniziato a vedere la luce in fondo al tunnel. E ciò grazie agli incentivi del Piano Nazionale Industria 4.0 – inesistente nei decenni precedenti – che danno a imprese e imprenditori il contributo a una crescita solida e strutturale. Con questo Piano la politica finalmente entra nel settore manufatturiero e con la Legge di Bilancio 2017 si attuano misure fiscali e finanziarie a beneficio di avvenuti investimenti superiori e inferiori a 500.000 € purché coerenti con l obiettivo di Ind. 4.0.  Una iniezione di tecnologia tradotta in cifre pari a +13,3% prevista di crescita del settore. Innovazione tecnologica che migliora e rende più efficienti i processi produttivi, ma anche sviluppo di nuovi prodotti e servizi 4.0, elementi fondamentali nella competizione internazionale. Un export, quello italiano, con punte del 90% nei settori della tecnologia per l edilizia o componentistica specializzata. Al primo posto gli Stati Uniti superando Germania e Francia, stabile Regno Unito nonostante la Brexit. La decrescita della Russia peggiorata dalle note sanzioni di recente rinnovate, ci penalizzano come esportatori anche se si tenta a ridurne gli effetti negativi ricorrendo a soluzioni alternative come joint venture o partnership industriali. Industria 4.0 – la IV Rivoluzione Industriale – mira alla produzione automatizzata e interconnessa con una maggiore interazione tra mondo reale e quello digitale e rappresenta quindi una spinta a rinnovare, nn a dismettere, quelle industrie che possono sembrare obsolete. Prevede l integrazione digitale di processi produttivi e della supply chain, lo sviluppo di prodotti o modello di business con contenuto digitale innovativo, l implementazione di sistemi d analisi basata sui Big Data. I campi d applicazione sono molteplici: robotica, big data, simulazione, realtà aumentata, integrazione sistemi, manifattura additiva, cloud computing, cyber-security, Internet of things.

Durante il convegno ospitato nella bella struttura del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano i relatori hanno toccato tematiche correlate e solo alcune possono essere così sintetizzate: Sembrava che l Italia fosse in ritardo rispetto altri paesi nel portare l intelligenza artificiale (cloud) nelle aziende, ma ora sta recuperando alla grande dimostrando skills addirittura superiori e nn del tutto inaspettate considerato gli illustri predecessori a cui i nostro paese ha dato i natali. La Microsoft che opera su territorio nazionale ha registrato un boom di aziende che investono in trasformazione digitale, quelle che esportano all estero assicurano i propri crediti contro rischi insolvenza e per gestire 80 mld. di scambi commerciali un data base è più che mai necessario (e redditizio anche  per loro, of course) ndr. Un accenno alle tipicità di due paesi quali l Italia e la Germania, la prima con una spesa privata che supera quella pubblica, la seconda con una spesa pubblica superiore in funzione del fatto che l accoglienza di 1 mln di migranti su suolo tedesco ha reso necessari ragguardevoli investimenti nell edilizia per dar loro un alloggio, ma anche scuola, sussidi, ecc. Dopo la riunificazione questo stato era oppresso da un enorme debito pubblico e ora si può permettere l ulteriore onere rappresentato da questa scelta coraggiosa, ma sembra che il sistema regga visto che a fare la parte del leone in Europa sono proprio loro. E l Italia con tanti problemi, considerata la Cenerentola dell area euro, ce la farà? Ma, un idea, dobbiamo farcela venire, per uscire dalle secche.  Investire  anche nella manutenzione di strade e scuole e loro messa in sicurezza visto che tutto crolla anche senza terremoti. (NDR)

Riusciranno i nostri eroi..

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LINK CORRELATO:

https://commonspeeches.wordpress.com/2015/12/18/a-n-i-m-a-conferenza-dell-organizzazione-industriale-della-meccanica-varia-ed-affini/

TESTO INTEGRALE UFFICIO STAMPA ANIMA DEL 13-7-2017

Innovazione e Industry 4.0: una scommessa importante. Il dialogo a #opentoinnovation

“Open to Innovation!” è il titolo dell’evento di Federazione Anima che ha coinvolto imprese, istituzioni ed enti, radunati al Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci, per fare il punto su Innovazione ed Industry 4.0. Il presidente di Anima, Alberto Caprari, ha fotografato il presente dell’industria meccanica italiana corredando le sue riflessioni sul tema 4.0 con i dati di consuntivo 2016 e previsioni 2017 realizzati dall’Ufficio studi Anima. L’intervento del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il discorso di Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria hanno tracciato un bilancio positivo su quanto fatto fino a qui ed al contempo segnato la strada da percorrere. “Open to Innovation!” è stato un evento arricchito sia da contributi specialisti che da uno stimolante confronto in tavola rotonda, avvenuto tra uomini d’impresa. Sono spunti e testimonianze concrete di aziende , che non hanno aspettato gli incentivi per lanciare la rivoluzione 4.0, ma l’hanno interpretata secondo le esigenze della fabbrica o dei clienti. Una scommessa importante, che per molti sta già dando utili frutti.

Alberto Caprari, presidente Anima/Confindustria: Come Federazione Anima, a tutela dell’industria meccanica italiana, abbiamo quattro richieste destinate al governo: per primo chiediamo il prolungamento dell’iperammortamento, una misura che ha dato prova di essere stimolo forte per le aziende e di cui stiamo vedendo i benefici concreti. Anche psicologico. Chiediamo poi che venga attuata la SEN (Strategia Energetica Nazionale) realizzando i provvedimenti attuativi utili a mantenere l’accordo di Parigi COP 21, al fine di promuovere le migliori tecnologie italiane. Rimane urgente il controllo di mercato da effettuare tramite strumenti efficaci, per la tutela dei prodotti di qualità ed Marchio CE delle produzioni italiane originali. In ultimo, abbiamo necessità di essere supportati da una miglior efficienza nella Pubblica Amministrazione per far risparmiare tempo ed energie alle aziende. Con queste azioni le nostre aziende potranno consolidare ed accelerare la crescita.

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria: Le tecnologie digitali sono un driver fondamentale di crescita, la chiave per aumentare la nostra produttività e con questa la competitività del paese. Industria 4.0 è una sfida che possiamo vincere, perché Industria 4.0 siamo noi. Le imprese italiane sanno interpretare la produzione con modalità “sartoriali”, sfruttando le potenzialità dei mercati di nicchia, caratteristiche in cui eccelliamo da sempre. Per questo, se saprà giocare bene le sue carte nella partita di Industria 4.0, l’Italia potrà diventare la boutique dell’industria del mondo, realizzando, in chiave industriale, prodotti sempre più personalizzati. I dati dimostrano che le imprese stanno rispondendo bene, stanno investendo per essere all’altezza della sfida. Ora è vitale non depotenziare questo effetto: perciò è importante prorogare gli interventi selettivi, come ad esempio gli iperammortamenti: sono determinanti per completare il circolo virtuoso della crescita e rilanciare la competitività del paese. 

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico: Rimettere l’industria al centro significa continuare a investire sulla produttività e sulla competitività delle imprese. Aiutateci a far atterrare il 4.0 nel Paese reale. Il Piano Nazionale Industria 4.0 con i suoi incentivi non è una fiammata ma una strategia coerente. Serve un piano aperto e di lungo periodo. Voglio estendere il tempo di esecuzione. L’idea che l’Italia non possa fare un percorso di crescita con un manifatturiero che aggancia la domanda internazionale è un’idea che dobbiamo combattere. Abbiamo la possibilità di farlo. E il lavoro delle imprese e è fondamentale per il cambiamento culturale del Paese.

Marco Fortis, Vice Presidente Fondazione Edison: La specializzazione internazionale dell’Italia non è più concentrata, come nel passato, soltanto nella moda, nell’arredo-casa e negli alimentari-vini ma sempre di più in settori come la meccanica, i mezzi di trasporto e la farmaceutica. L’Italia, dopo le misure di politica economica per rilanciare consumi e investimenti, risale nelle classifiche internazionali della crescita del PIL e dei consumi. E ora si attende l’ulteriore impulso del Piano Industria 4.0. Il divario di fondo residuo della crescita del PIL dell’Italia rispetto alle due altre grandi economie dell’Euroarea (Germania e Francia) non dipende più, come in passato, dalla debolezza della domanda privata ma, oggi, dall’impossibilità di fare spesa pubblica.

Salvatore Majorana, Direttore Technology Transfer Istituto Italiano di Tecnologia: I robot sono una palestra perfetta su cui studiare meccanica, elettronica, intelligenza artificiale, sensoristica, grandi dati, elementi che servono alle aziende: è una piccola industria che abbraccia diverse discipline. Pensiamo di poter contribuire al sistema di rinnovamento delle imprese del Paese. Lavoriamo su nuovi materiali e questo migliora il prodotto e fa recuperare quote di mercato. Lavoriamo a braccetto con le imprese e sviluppiamo insieme percorsi per mettere nelle loro mani qualcosa di nuovo su cui costruire il futuro.

Luigi Paro, Amministratore Delegato di Spencer Stuart Italia: Gli effetti della trasformazione digitale stanno portando numerosi cambiamenti per le aziende. Siamo di fronte, non solo a cambiamenti legati alle nuove tecnologie ma anche rispetto al fattore umano che resta centrale per guidare questi processi e che necessita di essere guidato da mani esperte. La digital trasformation va oltre la semplice applicazione delle nuove tecnologie e diventa un fattore culturale necessario per una piena comprensione del cambiamento. Una leadership 4.0 è necessaria per pianificare le strategie industriali e di business, e per riuscire a comprenderne rischi e opportunità. Spencer Stuart offre ai suoi clienti il Digital Transformation Assessment per valutare il livello di educazione digitale degli executive e le competenze digitali necessarie per guidare e operare in un contesto competitivo caratterizzato da una presenza sempre più importante e diffusa di strumenti, logiche e prassi di lavoro derivate dal digitale.

Walter Albé, Technology & Industrial Director del Gruppo Ariston ThermoAriston: Da sempre Ariston Thermo ha posto la Ricerca e Sviluppo al centro del proprio impegno. Il grande merito del Gruppo in questi anni è stato non solo quello di rimanere al passo con innovazione e digitalizzazione, ma di guidarla, ad esempio attraverso l’adozione della metodologia WCM nel 2010, oggi operativa in 13 stabilimenti, e volta a migliorare costantemente la produttività e a garantire la qualità dei prodotti e dei servizi, sempre nel rispetto dell’ambiente. Un’ulteriore dimostrazione è l’inaugurazione del nuovo centro di ricerca e sviluppo ATIT ad Agrate, nato con l’obiettivo di investire significativamente nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia e sempre in sintonia con la strategia di crescita sostenibile del Gruppo.

Marco Nocivelli, Amministratore Delegato Epta Group: Abbiamo iniziato questa Rivoluzione già nei primi anni 2000. Il percorso che ci ha condotto dall’installazione del primo robot alle linee automatizzate di cui oggi disponiamo in tutti i nostri siti produttivi è stato lungo e complesso, ma il tempo ci ha dato ragione e oggi è chiaro che l’innovazione è davvero il futuro per un’industria manifatturiera che vuole vincere la sfida della competitività internazionale. Noi imprenditori dobbiamo farci guidare dalla curiosità e cercare nuove strade e nuove soluzioni, per un miglioramento continuo. Adottare l’Industry 4.0 non significa solo acquistare nuovi macchinari, ma cambiare il modo di gestire le procedure, le fabbriche e cambiare anche il modo di vedere le cose.

Fabio Moioli, Direttore Divisione Enterprise Services di Microsoft: L’Italia vanta molteplici esperienze di eccellenza, realtà che oggi possono far leva sulle nuove tecnologie – Cloud Computing, Internet of Things, Machine Learning, Realtà Mista e Intelligenza Artificiale – per crescere e competere con successo in un mercato internazionale sempre più dinamico. L’Industry 4.0 rappresenta quindi una grande opportunità per ripensare la fabbrica e l’intero modello di business. È quella che viene definita la Quarta Rivoluzione Industriale, dove  la ‘Tecnologia Intelligente’ rappresenta una leva di cambiamento dirompente con un forte impatto sulla società. Microsoft sostiene la trasformazione digitale in atto accompagnando le aziende italiane verso la creazione di nuovi ecosistemi di intelligenza e mettendo la propria tecnologia al servizio di realtà di qualsiasi settore e dimensione. In un mondo sempre più connesso, con processi sempre più automatizzati e macchinari sempre più intelligenti si aprono infatti opportunità importanti per il Made-in-Italy. Grazie alla tecnologia, l’operatività lascia spazio alla creatività ed è in questa logica che intendiamo democratizzare l’intelligenza, ampliando le capacità delle persone. Crediamo infatti in un futuro in cui persone e macchine possano collaborare per raggiungere obiettivi sorprendenti.

Massimo Reale, Direttore Rischi Euler Hermes Italia: Oggi i dati sono i veri asset di qualsiasi azienda insieme alle risorse umane. E oggi fare assicurazione del credito vuol dire saper legger, interpretare e massimizzare l’uso dei dati e delle informazioni a sostegno delle coperture di credito erogato. Grazie ai big data e alle machine learning stiamo incrementando la capacità di  prevenire le insolvenze delle aziende, e ciò ci permetterà di  abbattere considerevolmente le perdite da parte dei clienti;  i primi risultati sono molto promettenti . Per noi l’industria a meccanica è uno dei settori migliori e più virtuosi per l’Italia, sia per il mercato interno che estero. Tutto il comparto si sta evolvendo verso uno sviluppo digitale crescente e diversificato, in processi e organizzazioni sempre più automatizzati e interconnessi; ne consegue che anche il credito deve svilupparsi in questa direzione. La nostra sfida è sviluppare tutte le soluzioni che favoriscano la predittività delle insolvenze e dunque aumentino la sicurezza delle transazioni economiche , a beneficio di una crescita sana del business delle nostre aziende clienti.

Gabriele Caragnano, Partner PwC: Riscontriamo un forte interesse da parte delle aziende italiane verso il Piano di Industria 4.0, visto come una opportunità per dare avvio ad una trasformazione digitale delle fabbriche.  Per supportare le aziende abbiamo con ICIM, ANIMA e UCIMU avviato un portale (http://www.i4punto0.it) che raccoglie tutte le informazioni chiave sui temi di Industria 4.0 e lanciato con ICIM un servizio integrato di Assessment e Attestazione degli investimenti 4.0 per l’attivazione degli incentivi fiscali (iper- e superammortamenti), con l’obiettivo di garantirne una corretta applicazione ed evitare il rischio di contenziosi.

 

TESTO ORIGINALE ANIMA DEL 27-7-2017

La Farnesina a sostegno della meccanica della Federazione Anima

Siglata oggi la dichiarazione di intenti tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Anima per favorire l’internazionalizzazione dell’industria meccanica italiana.

Milano, 27 luglio 2017 – Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e Anima, la Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica, hanno firmato la dichiarazione d’intenti per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese della meccanica varia e affine.Maeci e Anima intendono intensificare i rapporti di collaborazione per incrementare il supporto all’internazionalizzazione delle imprese associate ad Anima, nell’ambito delle attività che il Maeci svolge a favore di tutte le imprese presenti sui mercati internazionali o che ne hanno l’intenzione. «Riteniamo un privilegio poter siglare un impegno concreto con la Farnesina, per favorire la promozione dell’industria meccanica italiana nel mondo», dichiara il presidente di Anima, Alberto Caprari. « È un segno forte di vicinanza delle istituzioni alle realtà industriale nazionale. Manifesta consapevolezza di quanto l’export sia importante per il nostro tessuto manifatturiero. Oggi noi della meccanica italiana cerchiamo incessantemente nuovi mercati geografici e segmenti applicativi, per le nostre efficienti tecnologie. Ci sentiamo come tanti Cristoforo Colombo, alla scoperta di chi apprezza il Made in Italy nel mondo.  Per poter continuare a produrre, ma anche vendere in Italia, è divenuto indispensabile sostenersi sempre più con le vendite internazionali e i dati Anima lo mostrano chiaro: ormai il 60% delle nostre produzioni esce dai confini nazionali. Significa mediamente sei prodotti su dieci ed è una percentuale destinata a crescere, trainando lo sviluppo tecnologico sempre più verso produzioni premium, con le quali ci distinguiamo. Nel 2017, le previsioni mostrano un notabile incremento del 2,5%, che  infonde fiducia. Ringraziamo quindi vivamente tutto il corpo diplomatico e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per il supporto fattivo e reale messo a disposizione delle nostre imprese, che sempre più stanno sfruttando» Il Maeci favorirà la partecipazione propria e della rete diplomatico-consolare italiana a iniziative che abbiano come oggetto l’analisi di mercati esteri e l’individuazione di possibilità di business all’estero nei settori di interesse nei quali operano le imprese associate ad Anima. Questo è il cuore dell’accordo tra Maeci e Anima che sarà perseguito nei prossimi anni.«La dichiarazione di intenti con Anima nasce dall’incontro del Ministro Alfano con il Direttivo della Federazione lo scorso gennaio in cui si sono condivise idee e esperienze sul tema dell’internazionalizzazione, per un settore, quello della meccanica, che vede l’Italia protagonista sul panorama internazionale», afferma Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci. «La collaborazione tra la Farnesina e la sua rete diplomatico-consolare e le associazioni che rappresentano le imprese incarna perfettamente la centralità della diplomazia economica e i suoi concreti e positivi risvolti per il tessuto produttivo italiano».

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