IL SALONE CHE NON C’E’- Mifur & Mipap per la prima volta insieme – di Edy Rulli

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LINK CORRETATO MILANO UNICA: https://commonspeeches.wordpress.com/2017/02/02/milano-unica-xxiv-edizione-febbraio-2017-di-edy-rulli/

Per effetto sinergico tra le Fiere della Pellicceria (Mifur) e del prêt-à-porter (Mipap), nasce la prima edizione di The One Milano, polo della moda alta gamma, in onda dal 24-27 febbraio 2017 alla Fieramilanocity del Portello, pad.3-4, aperto a 244 aziende e 286 brand italiani e stranieri, ma che prevede anche l ingresso gratuito al pubblico. Pret e haute-à-porter femminile per tessuti, pellicceria, pelle, maglieria e accessori in 300 collezioni suddivisi in percorsi espositivi con cluster tematici. Uno spettacolo da nn perdere in concomitanza con al Fashion Week, ma nn in concorrenza e complementare della stessa. Come programmato dalla Confindustria, le date di queste e delle prossime fiere della moda di settembre saranno unificate per ottimizzarne l assetto organizzativo e di conseguenza migliorarne i risultati. Il grande show continuerà con la mostra fotografica Life & Myths, uno story telling attraverso immagini simbolo degli ultimi 70 anni di moda femminile. In passerella anche i vincitori del concorso Remix (ved.link correlato della preced. edizione)

https://commonspeeches.wordpress.com/2015/03/05/r-e-m-i-x-fashion-fur-designer-di-edy-rulli/

scelti tra i talenti emergenti di tutto il mondo. Le tendenze saranno proiettate sugli schermi del pad.3 e fruibili da tutti i visitatori. The One Milano inizia  venerdì 24 con una sfilata serale, seguirà sabato 25 un Open-Party gratuito ore 17-19 aperto a tutti i visitatori.

Breve sintesi della conferenza stampa del 16 febbraio tenutasi a Palazzo Bovara in c.so Venezia 51 – Milano  –

Nel firmamento economico mondiale di questo settore caratterizzato da crisi, l Italia, 2° industria manufatturiera in Europa, brilla con un timido +1%, ma si fa forte di un +3% di aumento del turismo che nn si è fermato con l EXPO, ma ha continuato la sua incoraggiante ascesa. Rispetto il settore tessile (ved. link Milano Unica), con un mercato di ca. 53 mld di euro, tutte le altre fasce di mercato fanno registrare un rallentamento nelle vendite. In particolare la pellicceria le cui esportazioni calano ancora e si assestano attorno a 246 mln di euro. Come espresso precedentemente da questo blog, la situazione geo politica internazionale rende impossibile ogni previsione, certa è la stagnazione del mercato interno che tocchiamo con mano, in calo quello verso la Russia con una riduzione in 2 anni del 42% causa le sanzioni che la penalizza; inversione di tendenza gli USA con un -19% e della Francia e Svizzera. Alcuni mercati ci permettono di bilanciare il contraccolpo, Ucraina +44%, Giappone +29%, Romania +32%, Austria +22%. I mercati interni nonostante la stagnazione, si assestano a ca. 559 mln nel 2016 con una lieve flessione rispetto il 2015. Il Sottosegretario allo Sviluppo Ivan Scalfarotto mette in evidenza alcuni dati sulla situazione internazionale riferendosi in particolare alla Cina dove si sta creando una classe media che sarà un potenziale acquirente dei nostri prodotti, in virtù del processo di forte urbanizzazione in atto e dove si investe in tutti i settori specie quello alto tecnologico (per es. la Hauwei). Critiche vengono rivolte a questo paese che nn paga dazi e su 5 parametri di sicurezza in vigore ne rispetta solo 1 . Grazie alla pressioni nostre e di altri paesi, nn è ancora diventata economia di mercato perchè una economia nn è tale senza equità e se nn rispetta le reciproche regole. Un accenno anche al trattato CETA sottoscritto di recente dalla UE, precisando che nn c è nulla da temere da un paese come il Canada dove gli standard di sicurezza alimentare sono molto alti e offrono le migliori garanzie.

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Testo integrale da Fashion Magazine del 22-2-2017

Salito alla ribalta in seguito alla recente approvazione del trattato Ceta, l’intesa commerciale con la Ue, il Canada offre prospettive interessanti per la manifattura italiana. Anche i marchi canadesi si fanno strada nel mercato europeo, con Canada Goose a capitanare il team.

Appena approvato a Strasburgo, l’accordo Ceta entrerà in vigore, su base provvisoria, il prossimo aprile, dopo il voto del parlamento canadese e dopo l’approvazione da parte dei parlamentari nazionali e regionali dei 28 stati membri.

«A pieno regime l’intesa – spiega Pasquale Bova, direttore di Ice Canada, nell’articolo pubblicato sul numero 4 di Fashion – porterebbe all’eliminazione o alla notevole riduzione dei dazi doganali, che al momento oscillano tra il 17% e il 19% per il comparto».

Una chance da non perdere dunque, per farsi strada in questo stato che conta una popolazione di poco più di 36 milioni di abitanti, con un elevato potere di spesa e un Pil cresciuto di circa l’1,5% nel 2016 (meno rispetto ai +2,5% di qualche anno fa, prima della caduta del prezzo del greggio).

«Il Canada – chiarisce Bova – importa abbigliamento, calzature e accessori per 14,9 miliardi di dollari canadesi. Solo per la moda lombarda si registra un aumento del +20,1%. La maggioranza di questa cifra arriva da Cina, Bangladesh, Vietnam e Cambogia. Ma nel 2015 l’Italia è stato l’unico Paese europeo che ha esportato nell’area più degli Stati Uniti, per un valore di circa 515 milioni di dollari canadesi. E si avvia a diventare il primo, a giudicare dai risultati conteggiati al novembre 2016».

Di questi 515 milioni le calzature ne contano oltre 200. Seguono l’abbigliamento donna per volumi e quello maschile, più visibile a livello di notorietà e prestigio dei marchi. «Prodotti di livello alto – spiega Bova – venduti nelle catene leader come Holt Renfrew, Hudson’s Bay Co. e Harry Rosen (con Saks Fifth Avenue impegnato in un piano di aperture), nei monomarca delle griffe internazionali e in alcune insegne indipendenti nelle città più importanti: Toronto, Montreal, Vancouver e Calgary».

Anche i marchi canadesi si fanno largo nel mercato europeo. Canada Goose va avanti a ritmo di incrementi double digit. Nei primi nove mesi del 2016 il brand di piumini ha totalizzato utili pari a 45 milioni di dollari canadesi, il 26% in più rispetto a un anno prima mentre i ricavi dei nove mesi sono saliti del 42% a 353 milioni di dollari canadesi. L’ebitda è salito del 37% a 76 milioni. Intanto si parla del primo trimestre 2017 per l’avvio dell’Ipo del marchio.

Nel 2008 ha mosso i primi passi in Europa anche Nobis, altro riferimento nell’universo dei capi weatherproof, che oggi realizza il 12% del giro di affari nel Vecchio Continente, dove è alla ricerca di location per aperture temporary, in attesa di un flagship tra Milano, Stoccolma e la Francia.

L’outerwear infatti è un punto di forza per i produttori di questo Paese, dove l’inverno dura nove mesi e dove c’è bisogno di protezione dal freddo estremo. Non stupisce dunque che facciano parte dell’universo piumini due recentissime new entry, al debutto alla scorsa edizione di Pitti Uomo. Mackage, del duo Eran Elfassy ed Elisa Dahan, è già venduta nelle migliori boutique italiane come LuisaViaRoma, Vinicio, Eraldo e Duca D’Aosta, con la previsione di approdare in Europa con negozi monomarca, e Moose Knuckles (50 milioni di dollari Usa di turnover), che ha da poco inaugurato una struttura europea a Milano.

Intanto Richard Baker, alla guida di Hudson’s Bay Co.- il big retailer canadese da circa 9 miliardi di dollari canadesi, che ha da poco acquisito Saks Fifth Avenue, in attesa (forse) di mettere la mani su Neiman Marcus e Macy’s – non disdegna lo shopping in Europa. Nel Vecchio Continente ha già rilevato la catena tedesca Galeria Kaufhof e ora cerca ulteriori opportunità. A partire dall’Olanda, dove dalla prossima estate avvierà un piano di aperture, per un totale di 20 spazi, tra insegne Hudson’s Bay e Saks Off 5th

c.me.

Testo integrale da Fashion Magazine del 30 marzo 2017

TheOneMilano,salone che riunisce Mifur e Mipap e che ha debuttato lo scorso febbraio a Fieramilanocity, torna dal 22 al 25 settembre nella stessa location, con le collezioni primavera-estate 2018. Nel team entra Francesco Casile, con il ruolo di fashion consultant.

La prima edizione di TheOneMilano ha presentato le collezioni per la stagione autunno/inverno 2017/2018 di 286 marchi, proposte da 244 espositori, di cui quasi il 50% esteri.

11.15o i visitatori, il 63% dei quali sono arrivati in Italia da 82 Paesi, con la stragrande maggioranza provenienti da quelli extra-europei: in particolare da Russia, Cina e Corea del Sud.

Il team organizzativo si avvarrà del contributo di  Francesco Casile, fondatore dell’agenzia di rappresentanza Casile&Casile, come fashion consultant con una visione completa, che comprende il côté commerciale e organizzativo.

a cura della redazione

 

 

 

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2 risposte a IL SALONE CHE NON C’E’- Mifur & Mipap per la prima volta insieme – di Edy Rulli

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Anch’io ho pubblicato un nuovo post: https://wwayne.wordpress.com/2017/02/19/benedetto-il-giorno-che-ti-ho-incontrato/. Spero che ti piaccia! 🙂

    Mi piace

  2. Pingback: FASHION WEEK MILANO Febbraio 2017 – di Edy Rulli | commonspeeches

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