MISTERI E DINTORNI di Edy Rulli

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LINK CORRELATI: https://commonspeeches.wordpress.com/2015/11/17/vaticano-spa-di-gianluigi-luzzi/

https://commonspeeches.wordpress.com/2015/11/16/la-rivoluzione-gentile-di-papa-francesco-di-edy-rulli/

Il quadro di Angelo Morbelli (1853-1919) rappresenta la scena di morte di un fatto di cronaca nera realmente accaduto a Milano, dal titolo Asfissia. Il suicidio o suicidio (nn lo si saprà mai) di una coppia di amanti (figura distesa sul lato dx), e  il mistero accompagnerà i loro corpi nell ultimo viaggio. La rappresentazione pittorica dell epoca con il suo carico di simbolismi, è sostanzialmente narrativa come sempre è stata la sua funzione di rappresentare la realtà con immagini. Ai primordi della civiltà, quando l analfabetismo era predominante, la storia della Chiesa e dei suoi adepti veniva narrata dall arte figurativa, unico strumento di divulgazione di massa. Solo secoli più tardi questo racconto lo avrebbe fatto con maggior precisione la fotografia e da sempre e  per sempre la letteratura. Riportare con la pittura immagini del quotidiano o fatti di cronaca come in questo caso, a differenza della pittura risorgimentale che proponeva scene di avvenimenti storici, guerre in cui vita e morte venivano ritratte con tragica alternanza. Nel quadro di Morbelli (1884) ci sono tutti gli ingredienti per alimentare i dubbi degli inquirenti. Morte per asfissia: finestre chiuse forse per depistare le indagini, arma del delitto giacente sul tavolo accanto al calamaio, valigia dischiusa, un orologio segna l ora del fatidico evento. Fiori recisi semi appassiti un po’ ovunque un utile indizio per stabilire la dinamica dei tempi, ma anche metafora di vite spezzate come i pittori del epoca usavano fare mediante l uso di simbolismi per rendere più efficace la loro narrazione. I fiori. E’ questo un particolare che ha fatto scattare la molla della creatività al giovane pittore e ritrattista Massimiliano Alioto (1972) che ispirandosi al dipinto di Morbelli, come colpito da raptus, iniziava a dipingere fiori a raffica e ritmo convulso (oltre 50 quadri) tanto da rivestire quasi interamente le pareti della Galleria MAC della sua mostra, accentrati al genere figurativo. Una sezione della mostra ospita anche molti disegni di Alioto in omaggio alla tradizione pittorica italiana prima dell Avanguardia, stimolante periodo tra fine ‘800 e inizio ‘900 così ricco di simbolismi. Ritratti di ghosts, fantasmi di personaggi storici dell epoca rappresentati con una particolare tecnica che rende l immagine a tratti labile e rarefatta creando quasi l illusione ottica che ben rende l idea di quell importante passaggio epocale.

La scena del delitto rappresentata da Morbelli la cui arte ha lanciato un chiaro messaggio di inquietudine, ci viene illustrata dallo scrittore, giallista e conduttore televisivo della serie Quarto Grado su casi eclatanti e irrisolti, Gianluigi Nuzzi, e chi meglio di lui poteva farlo, che ci ha condotto per mano nella lettura dell opera e dell intricato duetto di verità-falsità, dubbio-inganno che questo caso, come innumerevoli altri insoluti e archiviati, contiene. Autore del libro Vaticano Spa (ved.link) sulle vicende della serie di morti misteriose legate alla maxi tangente Enimont gestita dalla dalla Banca del Vaticano IOR. Anche qui omicidi-suicidi di personaggi illustri come Cagliari, Gardini, Calvi. Sindona, Marcinkus. Strane morti di gente impiccata con le tasche piene di sassi, revolver posato sul tavolo dopo essersi sparato un colpo in testa, sacchetti di plastica fai-da-te per autosoffocarsi e così via in una macabra passerella di grottesche messinscene custodi di verità precluse a noi comuni mortali, in un corollario di volgari e spregiudicate simulazioni.

In questi giorni si ricorda il febbraio di 25 anni fa quando con l arresto di Mario Chiesa ebbe inizio Tangentopoli, seguito dal suicidio di Sergio Moroni, dal crollo di Craxi e del sistema partitico a cui faceva capo e dalle numerose vicende legate a Mani Pulite. Anni che hanno zavorrato la nostra economia senza peraltro aver ridotto la corruzione e il clientelismo politico, anzi, addirittura sarebbe aumentato anche se con altri connotati. Una mole di lavoro improduttivo che ha ispirato solo indignazione nell opinione pubblica e nessuna opera d arte a differenza dei fiori di Morbelli che incontrando un artista come Alioto hanno generato bellezza e arte. Nessun termine di paragone quindi tra i due contesti se nn la convinzione che il bello e il buono possano generare qualcosa di altrettanto positivo mentre il male  solo negatività che ricaccia l essere umano nella propria mediocrità.

Per concludere, nn ci resta che affidare all arte queste nostre misere vite terrene e… sperare!

Progetto artistico di Luca Beatrice a cura della Fondazione Maimeri presso la Galleria MAC di p.za L.Caro, 1 – Milano –

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