MILANO UNICA – XXIV Edizione – febbraio 2017 – di Edy Rulli

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LINK CORRELATI: https://commonspeechesrdpress.com/2016/02/10-xxii-edizione-febbraio-2016-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2015/09/09/moda-a-milano-milanounica-on-stage-di-edy-rulli/

https://commonspeeches.wordpress.com/2016/09/07/milano-unica-xxiii-edizione-sett-2016-di-edy-rulli/

A Rho-Fiera dall 1 al 3 febbraio è in corso Milano Unica, l osservatorio internazionale del tessile-moda-accessori nato 12 anni fa principalmente per riunire, fondere insieme tutti i saloni all epoca esistenti, ma anche per promuovere e valorizzare la produzione delle micro, medie e grandi realtà di questo importante settore,  un tassello che rappresenta il 33% del nostro PIL. L Associazione mette in relazione produttore e cliente finale coinvolgendoli  in strategie di creatività, marketing e dinamiche distributive del fashion soggetto a frequenti cambiamenti soprattutto nel genere luxury. Per la prima volta si è servita della piattaforma interattiva MU365 per creare contatti one-to-one con gli espositori a qualsiasi fuso orario del pianeta garantendo il dialogo con il resto del mondo attraverso canali multifunzionali. Prodotto da una start-up americana, l APP è stato subito un successo tra i suoi fruitori tanto da far nascere il simpatico slogan  “Adotta una start-up!” Per la prima volta nei vasti spazi di Rho-Fiera e con un layout rinnovato, la XXIV edizione di Milano Unica si rivela club d innovazione e di gusto con servizi esclusivi destinati agli operatori del settore e dove, se nn a Milano città vetrina, capitale della moda e nn solo, città indiscutibilmente unica, come unico è il nostro paese. Comune di Milano e Ministero Sviluppo Economico lavorano in sinergia con investimenti portati a 50 mln di euro, per far fronte alla sfida che minaccia la nostra gloriosa industria tessile nata a fine ‘800-‘900. Dopo i colpi inferti al settore negli ultimi anni con la chiusura nel 2014 di oltre 320 aziende con 5.700 posti in meno, oggi si registra qualche miglioramento che assicura il mantenimento degli attuali 400.000 posti di lavoro. Per fortuna disponiamo di una filiera ancora integra, da fili a negozio no-stop, un comprensorio fatto di tessitura, laniera, cotoniera, liniera, serica e a maglia, degni di tutto rispetto che ci fa meritare la definizione: “La moda sta all Italia come l auto sta alla Germania”. E i dati lo confermano con un fatturato di 7,86 mld e un bilancio attivo di 2,26 mld e la conseguente tenuta in essere dell occupazione e aziende attive, lieve calo (-0,6%). Il primo posto di acquirente passa alla Cina (+2,8%) sorpassando la Germania (-8,9%) e che arretra ulteriormente del (-3,7%), la Francia (-1,2%), in controtendenza con la Romania, la Tunisia, Portogallo, Giappone, UK, Corea del Sud. Il mercato cinese costantemente in crescita con una classe media in fibrillazione che compra di tutto e di più, ci forniva nel 2010 il 39,9% dei semilavorati, fa registrare un decremento dell 8,7%. Già i dazi, ma comunque questo paese continua ad invaderci con prodotti (a basso valore aggiunto), ma in compenso compra anche i nostri. E’ una fabbrica a livello planetario, primo nell expo anche verso l Africa.Va bene tutto, ma è importante che il commercio cinese da libero diventi anche equo. Lo stesso nn si può dire degli USA che temono l innalzamento dei dazi di per sé già elevati e dal ’95 ad oggi ha fatto registrare numerosi picchi, alti e bassi però nn riconducibili ai dazi, ma piuttosto all aumento delle esportazioni cinesi.Resta il primo mercato dopo l Europa e la guerra economica che Trump vorrebbe fare alla Cina, nn per essere cattivi, ma per noi sarebbe salutare. Quindi, per quanto ci riguarda, Ok alla guerra, purché incruenta! Una globalizzazione mal gestita porta a questi risultati, né si migliora, né si peggiora siamo nello stallo più assoluto; in quanto alla politica di Trump nn viene ben interpretata dai più, sì ad una maggior severità con i paesi emergenti e alla nn accettazione di import senza dazi quando nn c è equità sul piano degli scambi commerciali; il tutto in una una situazione mondiale molto fluida con problemi geopolitici da brivido difficili da decifrare, discontinuità con il passato e le molte incognite, oltre ovviamente alla Brexit, e molto altro ancora. Last but not least, la Merkel in edizione maltese che parla di una Europa a due velocità e in attesa der prossimo summit di Roma sono aperte le scommesse se saremo noi i primi ad essere buttati fuori dall Europa! E nulla potrà  Enrico Letta con il suo know-how di europeista (FBI, polizia europea, investimenti e solidarietà). L UE non è la misericordia!

La bilancia commerciale 2010-2016 tiene  per effetto di una maggiore internazionalizzazione delle aziende e per l innalzamento del target del mercato rivolto al genere extralusso. Mentre si allarga sempre di più la forbice tra ricchi e poveri (il noto complesso vocale ci perdoni!), assistiamo al tragico insorgere di un effetto compensazione di bilancio (si vendono più abiti da 10.000 euro cad. e articoli di alta gamma, quindi si compensa il calo dovuto all aumento dei nuovi poveri e ad una classe media sempre più sparuta, nn solo in America, i quali comprano sempre di meno. L anno comunque si chiude in pareggio grazie ai paesi emergenti, oltre la Cina, la Russia, Sud America (quello che di buono rimane tra una guerra e l altra), l India la cui ricchezza  è in mano a poche famiglie, ma che però si danno un gran da fare nello spendere anche per quelle categorie che nn possono. Fare sistema si può e si deve, trasformare una mission da impossible a possible e questa è la sfida che attende i nostri imprenditori all edizione Milano Unica del  2017, dall 11-13 luglio data strategica nn scelta a caso, ma mirata all ottimizzazione del calendario eventi moda Milano per la più alta concentrazione on stage di tutti i settori coinvolti. L evento sarà probabilmente aperto al pubblico. Fare leva su tutte le nostre capacità si può e si deve, se uniti meglio ancora!

Nn dimentichiamo lo spauracchio dell alta tecnologia che ha già falcidiato milioni di posti di lavoro nel campo dell informatizzazione e vuole sostituire i vecchi tessitori manuali con dei robot ciò dovuto all avvento per ora solo paventato, dei più veloci e tecnologici telai meccanici. Prospettiva questa che avrebbe destabilizzato la fedele Penelope cara ai nostri ricordi, ma tant è che il progetto si prefigge l abbattimento di milioni di posti di lavoro; considerati anche gli altri settori della produzione, si calcola una perdita di 11 mln di posti di lavoro sono in Italia e oltre 1 mld nel resto del mondo, quindi Welfare a rischio con tutto ciò che comporta, disoccupazione, crollo dei redditi da lavoro ecc. Dio ce ne salvi! Ma abbandoniamo l enunciazione di un tale catastrofico scenario  e investiamo tutte le nostre risorse nel come affrontarlo. Chi nn la pensa come me dica qualcosa, magari commentando questo sintetico post…!

Festa di inaugurazione nel foyer dell Auditorium Rho-Fiera-Milano con il complesso Mario Biondi.

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Interni della bella struttura della nuova fiera di Rho

 

Fonti dati Agenzia ICE e SMI, Ministero Sviluppo Economico

Stralcio da Fashion Magazine del 6 febbraio 2017

Presenze sostanzialmente stabili alla recente edizione di Milano Unica: il salone italiano dei tessuti e degli accessori tessili ha chiuso i battenti venerdì 3 febbraio a quota 5.900 visitatori, con i compratori della Federazione Russa in crescita a doppia cifra (+34%), mentre i cali più evidenti hanno riguardato Germania (-44%, a causa della parziale concomitanza con Munich Fabric Start a Monaco di Baviera), Giappone (-14%) e Francia (-11%).

TESTO INTEGRALE DA FASHION MAGAZINE DEL 15-3-2016

Il mercato cinese, compreso Hong Kong, è diventato il primo sbocco commerciale dell’export tessile italiano in valore, con 294 milioni di euro nei primi dieci mesi del 2016. Da oggi (15 marzo) al 17 il settore è in trasferta a Shanghai, in occasione di Milano Unica Cina.

Il salone, giunto all’undicesima edizione, si svolge al National Exhibition & Convention Center, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, Ice Agenzia e Sistema Moda Italia.

Le date e la location sono le stesse di La Moda Italiana @ Chic, che in sinergia con la rassegna Chic presenta le collezioni di abbigliamento e accessori made in Italy. Milano Unica Cina è invece associato a Intertextile, fiera all’interno della quale rappresenta il top di gamma, con 54 espositori ospitati nel MU Pavilion.

«Shanghai è il punto d’incontro con molti clienti locali che non erano venuti a Milano ai primi di febbraio, a causa della concomitanza con il Capodanno cinese» dice Ercole Botto Poala.

Il presidente di Milano Unica fa anche notare come, con un valore di 294 milioni di euro nel gennaio-ottobre 2016, le esportazioni del nostro tessile verso Cina e Hong Kong abbiano superato quelle indirizzate alla Germania, finora il primo mercato estero per il settore.

Esportazioni che, sottolinea Botto Poala, vanno considerate su un doppio binario: dirette – grazie al crescente apprezzamento del prodotto italiano da parte delle case di moda e dei consumatori – e indirette, tramite il consumo di capi d’abbigliamento di marchi italiani e stranieri, realizzati con tessuti made in Italy.

Tornando alla manifestazione, l’imprenditore precisa: «Non tutti i pionieri delle edizioni iniziali di Milano Unica Cina hanno potuto inserirsi in un mercato così difficile e dotato di una rete di distribuzione complessa. Per contro, in tanti hanno consolidato il proprio posizionamento» (nella foto, buyer alla scorsa edizione di Milano Unica Cina).

a.b.

 

 

 

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3 risposte a MILANO UNICA – XXIV Edizione – febbraio 2017 – di Edy Rulli

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