PARTITA ITALIA-RUSSIA sulle sanzioni europee – edizione integrata con rassegna stampa – di Edy Rulli –

link correlato: http://www.ilgiornale.it/news/milano/sanzioni-contro-russia-lexport-lombardo-perde-450-milioni-1415652.html

russia%20-%2020%20gennaio

Prima del crollo dei valori delle materie prime energetiche, sua principale risorsa, e della svalutazione del rublo, la Russia comprava in Occidente di tutto e di più. L Italia occupava un ambito 6° posto quale fornitore (dati della Dogana Russa). Questa crisi causa un taglio di bilancio del 48% e l avvio di un lungo, complesso e articolato piano di reindustrializzazione, alias, “perché mandare all estero tutti i nostri soldi, produciamo noi tutto quello che ci serve”. Lo stesso  Ministro degli Esteri Meshkov in una dichiarazione: Le sanzioni hanno anche un effetto positivo per la nostra economia che si adatta al regime di misure restrittive, abbassando la dipendenza finanziaria, economica e tecnologica dai paesi UE.”

Il piano di reindustrializzazione è in piena attuazione e attira grossi investimenti per un ammontare di 350 Mld.di dollari e comprende anche strade, ferrovie, infrastrutture, ecc. Le sanzioni e il conseguente embargo contro questo paese, sancite dalla UE e USA per l annessione illegale della Crimea e la destabilizzazione dell Ucraina, ma  nn legate alla guerra, di recente scadute sono state prorogate al 31 luglio 2017 (si spera le ultime!), sono una misura-arma a doppio taglio che danneggia tutti, l import e l export di tutti i paesi coinvolti e in  ugual misura, (anche la Russia consuma di meno) è un contraccolpo negli scambi valutato in 28 Mld di dollari.Una situazione che porta alla stagnazione delle aziende, rischi alla sicurezza e stabilità nel mondo. Nel caso del nostro paese, l embargo ha prodotto un impatto di 170 Mln sulla filiera penalizzando i comparti latte  e derivati, carne e ortofrutta. La Russia nn è solo Mosca, ma molte altre importanti regioni dove imprenditori e maestranze aspettano a braccia aperte di poter riallacciare i proficui rapporti commerciali antecedenti il 2014. Anche l Italia lo vuole e basterebbe che il neo presidente eletto Trump, favorevole alla riconciliazione, ci mettesse una buona parola con la Merkel, tuttora a capo di una coalizione anti-russa, e voilà, tutto potrebbe tornare come prima con il miraggio di portare il nostro expo nell agricoltura  da 33 a 50 Mld entro il 2020. Quasi come prima, perché nel frattempo il nostro posto è stato preso da altri fornitori internazionali che nn intendono mollare la postazione raggiunta e che difendono con intelligenti, mirate e spericolate operazioni di marketing. L embargo ha prodotto un surplus di produzione che è stato riversato sui mercati  deboli di domanda quindi nn pronti a riceverli e conseguente abbassamento dei prezzi, con grande gioia degli USA. Si è verificato anche un vistoso fenomeno di contraffazione nell intento di imitare prodotti doc italiani, parmigiano e grana padano, prosciutto di Parma, formaggi ecc. Paesi sudamericani, ma anche i russi, produttori di…tarocchi, volgari imitazioni del made in Italy con conseguente danno d immagine. Un mercato in crescita quello russo (prevista crescita PIL 2%) che perderlo ci fa piangere almeno quanto la consapevolezza che la sua possibilità di entrata nella UE è pari a quella della Turchia (orrore!). Il comparto agroalimentare è quello che paga di più. Entrate meno 346 Mln di dollari nel 2015 – meno 25,9%, embargo totale ortofrutta, formaggi, carne, salumi, pesce – meno 75,2%, -35% alimentari. Perdite anche nel settore auto -60%, -32,1% moda, abbigliamento, arredamento mobili, mezzi di trasporto. Expo del 2016 pari a 7,1 Mld con un taglio di 3,7 Mld rispetto al 2014 inizio delle sanzioni. Solo la Lombardia ha perso 1,4 Mld di euro, mentre in tutta Europa 17,6 Mld e 400.000 posti di lavoro. Nel campo calzaturiero da 10,5 mln di paia a 5,9 mln con una produzione quindi dimezzata -44,3% con 100 aziende piccole e medie chiuse. Le nostre scarpe sono prodotto di alta artigianalità creata col martello che nn può essere esportata, ma coltivata in loco, un settore che deteneva il 60% del consumo mondiale ora si vede portare via il posto dai…cinesi (altro orrore!).

Tanto per citare i soliti furbetti del quartierino, alcuni paesi hanno bypassato l embargo triangolando con la Bielorussia, così si scopre che nel Parco Tecnologico in Siberia fanno bella mostra di sé e in gran quantità impianti e apparecchiature di produzione tedesca. Gli italiani, insolitamente virtuosi il triangolo, no, nn l hanno considerato, come canta Renato Zero. Risulta infatti che la Germania abbia aumentato del 50% gli investimenti nel primo semestre del 2016 rispetto l anno precedente, in barba alle sanzioni. Ma nn sono i soli a fare i furbi. Le aziende ucraine continuano a lucrare in Crimea, se necessario sotto mentite spoglie e servendosi di “corridoi” per il trasporto merci compiacenti, nonostante le sanzioni e il blocco di Kiev. Va comunque detto che le imprese comunitarie sono state in piccola parte indennizzate dalla UE per il danno subito, in misura di 125 Mln di euro. I meccanismi di indennizzo prevedono un fondo di 1 Mld di euro per gestire crisi come questa e il va sans dire che le forze in campo sono in fibrillazione sul come attingere più generosamente dal pozzo e in tal senso fervono i lavori…

TESTI INTEGRALI RASSEGNA STAMPA DEL 20 GENN. 2017

Omni Milano, venerdì 20 gennaio 2017
RUSSIA, MAULLU (FI): CON EMBARGO DANNI DEVASTANTI A EXPORT LOMBARDO
 (OMNIMILANO) Milano, 20 GEN – “Rispetto ai valori del 2013 (quando ancora non
 c’era l’embargo) a oggi l’export lombardo (per tutti i settori) ha
 perso un miliardo e 300 milioni di euro. Si è passati dai 3 miliardi e
 157milioni di euro del 2013 a meno di un miliardo e 800 milioni di euro
 (stima tendenziale) del 2016. L’impatto negativo maggiore è stato
 registrato fra il 2014 (l’embargo è iniziato ad agosto 2014) e il 2015 con
 un calo di 840 milioni per l’export lombardo in Russia. A livello nazionale
 la Coldiretti stima una perdita di 7,5 miliardi di euro per l’export Made
 in Italy in Russia Per il settore agroalimentare lombardo la perdita stimata
 supera gli 80 milioni di euro (solo per i prodotti e non si considera la
 riduzione del lavoro e dell’indotto ad essi collegati): rispetto al 2013,
 ultimo anno senza embargo, l’export agroalimentare lombardo è crollato di
 oltre il 57% passando da quasi 140 milioni di euro a meno di 60 milioni del
2016 (stima tendenziale). Queste le stime di Coldiretti Lombardia
 sull’impatto dell’embargo russo per l’export della Lombardia in Russia”.
Così in una nota l’europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullu.
La Presse, venerdì 20 gennaio 2017
Russia, Maullu: Non ci ha chiuso fuori. Noi dobbiamo fare altrettanto Roma, 20 gen. (LaPresse) – “Durante il Forum Economico di San Pietroburgo il Premier ha firmato molti accordi commerciali. A Dicembre, a Bergamo, sono stati firmati altri accordi, tra cui quelli sugli sprechi industriali. In sostanza, i rapporti pratici commerciali non si sono né interrotti né fermati. Speriamo che si esca, come ha giustamente sottolineato il Vice Console Russo a Milano Platon Ratskevich, da un logica, quella delle sanzioni, bilateralmente pericolosa”. Così in una nota Stefano Maullu di Forza Italia.

Dire Nazionale, venerdì 20 gennaio 2017

RUSSIA. MAULLU (FI): RECUPERARE IL TERRENO PERDUTO COSTERÀ CARO
(DIRE) Roma, 20 gen. – “Il piano di reindustrializzazione Russo
e’ una grande opportunita’, come lo sono anche alcuni settori.
Certo, le sanzioni ci stanno facendo del male, ma come ci ricorda
 Massimo Manelli, Vice Direttore Generale Assolombarda
 Confidustria Mi-MB, i nostri imprenditori sono straordinari. Sono
 adattabili, sono resistenti. Non si arrendono, perseverano.
 Certo, speriamo tutti le cose migliorino, ma il mercato e’
 adattabile, noi non dobbiamo mollare”. Lo dice Stefano Maullu,
 europarlamentare di Forza Italia.
(Rai/ Dire)
19:16 20-01-17
NNNN

Il Velino, venerdì 20 gennaio 2017

Russia, Maullu (FI): “Reindustrializzazione e’ risposta di lungo periodo”
(ilVelino/AGV NEWS) Roma,  20 GEN – “La situazione Russa, economicamente, e’ interessante. Come ci dimostrano i dati diffusi da Fabrizio Zucca, Strategia&Sviluppo Consulting, prima della crisi petrolifera l’economia Russa importava moltissimo, fidando nelle esportazioni di greggio. Con il crollo del Crude Oil la strategia e’ cambiata, cercando di reindustrializzare il paese, tornando a livelli produttivi, ed infrastrutturali, al livello URSS. Quindi c’e’ un treno, che corre nelle steppe. E’ quello della ricostruzione della Russia. Un treno su cui possiamo salire. Un treno che non dovrebbe incontrare muri inutili ed autolesionistici. Come, ad esempio, le sanzioni”. Cosi’ Stefano Maullu di Forza Italia. (com/rog)
192420 GEN 17 NNNN
Il Velino, venerdì 20 gennaio 2017
Russia, Maullu (FI): Le scarpe Italiane si fanno in Italia, calzaturificio comparto tra i piu’ colpiti da sanzioni
(ilVelino/AGV NEWS) Roma,  20 GEN – “Come correttamente afferma Tommaso Cancellara, Direttore Generale Assocalzaturifici, il made in Italy delle scarpe e delle calzature e’ un Made in, non un Made with. Non abbandoneremo l’Italia. Qui si fanno le scarpe. Persino se ci hanno comprati all’estero, le scarpe si sono comunque fatte qua. Per questo il disastro Russia, che ha dimezzato la produzione delle scarpe, facendoci perdere una produzione di 5 milioni scarpe, ha riguardato cosi’ duramente il settore del calzaturiero”. Cosi’ in una nota Stefano Maullu di Forza Italia. (red/asp)
192520 GEN 17 NNNN
Il Velino, venerdì 20 gennaio 2017
Russia, Maullu (FI): Mercato agroalimentare russo cresceva piu’ del doppio di quello Europeo
(ilVelino/AGV NEWS) Roma,  20 GEN – “Quello che ci e’ stato tolto e’ un mercato promettente, come ci ha detto Paolo Zanetti, Vicepresidente Federalimentare, al Forum Milano Russia. E’ un danno doppio. Oltre ai danni emergenti per le aziende c’e’ anche un lucro cessante che ci ha portato a perdere un mercato stupendo. Dobbiamo pero’ essere scaltri e non farci surclassare in velocita’ dagli Usa per non perdere un partner strategico”. Cosi’ in una nota Stefano Maullu di Forza Italia. (red/asp)
193020 GEN 17 NNNN
Dire Nazionale, venerdì 20 gennaio 2017
RUSSIA. MAULLU (FI): PROSSIMA FRONTIERA È MADE WITH ITALY
 (DIRE) Roma, 20 gen. – “Non in tutti i mercati possiamo entrare
con il solo Made in Italy, a volte dobbiamo accettare anche dei
compromessi. Questo e’ il Made with Italy, accettare la
coproduzione per poter entrare. In Russia abbiamo una grande
occasione rappresentata dalla reindustrializzazione. Possiamo
portare il nostro Know How e lavorare insieme con i partner per
costruire un nuovo modo di produrre ed intendere il Made in.
Siamo fiduciosi che la situazione politica possa normalizzarsi,
la Russia per noi e’ una grande ferita che dobbiamo colmare, il
 nostro export ha subito gravi contraccolpi. Speriamo di tornare a
inserire la Russia nel grande mercato delle nostre esportazioni”.
Questo il contributo della Dottoressa Marinella Loddo di ICE
 Russia intervenuta stasera a Forum Milano Russia.

Vista dal 31° piano del Pirellone che ha ospitato il convegno

12829132_848401108622987_843752986799245478_o

12189200_848403498622748_1626845931831505249_o

10433786_848401021956329_3268455049599361497_n

Questa voce è stata pubblicata in politica-economia e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...