L’IMPORTANZA DEI NUMERI di Edy Rulli

immigrati

L apertura verso il mondo musulmano e quello omosessuale operata ufficialmente per ultimo da Papa Francesco, ma iniziata molto tempo prima senza che ce ne accorgessimo, era motivata dalla crisi spirituale che aleggiava tra i ranghi dei popoli cattolico-cristiani avviati irrimediabilmente verso la deriva laicista. Chiese sempre più vuote, strutture religiose, seminari, abbazie svuotate per mancanza di “vocazione”. Vuoti che dovevano essere riempiti con altre persone, a prescindere dal colore della pelle, fede, cultura. E così che l immigrazione di massa dal sud verso il nord del continente Europa assume il ruolo insostituibile di “tappabuchi”, con la benedizione papale, statale e delle lobby.

Ormai ne raccattiamo in mare al ritmo di 5000 al giorno e nessuno si prende la briga di informarci quanti sono quelli che fuggono dalla guerra in Siria e Irak dal momento che solo il 4% dei richiedenti asilo politico ha i requisiti che rientrano nei parametri della convenzione di Ginevra. Sicuramente una esigua minoranza rispetto i baldi giovani che vengono qui in villeggiatura ospitati nei nostri alberghi svuotati dalla crisi economica. I centri di prima accoglienza sono al collasso, ma in attesa di migliore sistemazione si sopporta e ne vale ben la pena. Andando avanti cosi raggiungeremo presto l agognata cifra di 1,6 mln di migranti (da fonte radicale) in età lavorativa che rappresenta il fabbisogno irrinunciabile per mantenere inalterato il numero della popolazione italiana e quindi tener lontano lo spettro dell estinzione e, nn da meno, far quadrare i conti INPS. E i numeri sono importanti. E molto più dell identità del singolo individuo nonché della nazione stessa.

Attrazione fatale verso il nostro paese nn solo per le sue bellezze naturali, ma dalle condizioni di welfare tutt altro che discriminanti anzi, decisamente discriminanti, ma verso gli italiani e largamente reclamizzati nei loro paesi. Per l assegnazione delle case popolari, l immigrato ha nove punti in più di vantaggio nella graduatoria rispetto gli autoctoni, pensioni assicurate per sé e i propri familiari, assistenza sanitaria gratis e illimitata, bonus bebè, cittadinanza per chi nasce qui, ecc. Interi quartieri a Milano di case costruite per gli italiani e con i loro soldi sono ormai colonie di extracomunitari. All estero si comincia a parlare di ridurre i benefici dello Stato sociale a favore di stranieri per scoraggiare i flussi migratori mentre in Italia si fa ancora la politica per attirare questi flussi. Uno stato che funziona ancora anche se spremuto all inverosimile, ma ancora per quanto tempo nn ci è dato sapere.

Gli italiani che assistono inermi alla sostituzione della propria razza avrebbero magari gradito sapere prima di mettere al mondo quell unico ed amato figlio, con chi si sarebbe accoppiato quell unico ed amato nipote, se con un magrebino o un ivoriano piuttosto che un ghanese… Con tanti referendum su privatizzazioni, trivella pazza, abolizione enti inutili, matrimoni gay e quant’ altro, mai a nessuno e venuto in mente di interpellare i cittadini in merito al problema immigrazione. Mentre referendum per adozioni gay, abolizione caccia, divieto di mangiare carne di coniglio ecc. dovremo solo aspettate perché nn tarderanno ad arrivare. La politica dai costi più alti al mondo, scarica sull ignaro cittadino enormi responsabilità e stando agli esiti disattesi di alcuni di essi, si può pensare che la sovranità popolare ne esca decisamente sconfitta. Proibito parlare di invasione anche se dobbiamo aspettarci l ondata degli 8000 sfollati della jungla di Calais che sempre qui devono venire (i recenti sbarchi a Fiumicino via corridoi umanitari ce lo confermano) essendo ormai tutte le frontiere chiuse; comunque per i buonisti di area radicale nn è il caso di parlare di esodo di massa, ma piuttosto di una eccessiva mobilità che si può meglio gestire, ammesso che ci sia la volontà di farlo alla luce del fallimento del processo d integrazione ormai conclamato dalla maggior parte degli stati europei.

LINK CORRELATO: https://commonspeeches.wordpress.com/2013/08/11/ad-ogni-epoca-il-proprio-papa/

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