ANCHE DEPURARE E’ ARTE di edy Rulli

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La Valle dei Monaci è Porta del Parco Agricolo Sud Milano, sede del Parco della Vettabbia nella cui roggia bassa vengono recapitate le acque depurate dal Depuratore di Nosedo e con un collettore di alcuni chilometri scarica nel cavo Redefossi all altezza di San Donato Milanese.

(Link correlato: https://commonspeeches.wordpress.com/2015/11/13/milano-citta-acquatica-mostra-a-palazzo-morando-dal-12-nov-al-14-febbraio-2016-di-edy-rulli/

Territorio ricco di storia e il suggestivo nome è legato al lungo lavoro di bonifica e rigenerazione territoriale operato dai Monaci cistercensi. Politecnico di Milano e Comuni del territorio sono al lavoro per tracciare il Cammino dei Monaci fino alla Corte S.Andrea nel lodigiano, dov è ancora possibile traghettare il Po per connettersi all antica Via Francigena. Ricca di affreschi dal Medioevo alle installazioni di arte contemporanea, dall architettura monastica a quella contadina, passando per reperti archeologici e tecnologie sostenibili. Un percorso aperto a tutti comprensivo delle Abbazie di Morimondo, Scaldasole e Chiaravalle, noto per le sue marcite, che si snoda da Milano verso Melegnano passando per Nosedo, le Abbazie di Chiaravalle e Viboldone, la Basilica di San Giovanni Battista. In una cornice di simile splendore paesaggistico, culturale e artistico, sorge il depuratore di Nosedo, primo e maggiore impianto di trattamento in cui converge il 90% delle acque reflue prodotte da 1.250.000 abitanti del centro orientale milanese, con una portata di 150.000.000 mc di acque reflue depurate e qualità ambientale. Acque poi restituite ai fiumi Lambro e Po tristemente noti , a lungo incriminati di essere gli “untori” dell Adriatico ricevendone l enorme carico inquinante. Noto a tutti il processo di atrofizzazione dei nostri mari in particolare l Adriatico che fa registrare un aumento di due gradi della temperatura e in inverno da 5 a 15° (dati del 2003) per l insufficiente ossigenazione. Sembra impossibile poter parlare di bellezza in un contesto di acque reflue; per l immaginario collettivo bello e positivo è depurare, brutto e negativo è il Depuratore. Perché? Facile per tutti decantare le acque cristalline che sgorgano dai punti più remoti delle montagne, difficile esaltare le acque che sgorgano da un Depuratore benché pure a tal punto che in un prossimo futuro si potranno anche bere. Quello che gli operatori del complesso vogliono fare è rendere il Depuratore luogo d incontro città-campagna, annullare il gap tra i due contesti, far apprezzare le meraviglie del complesso processo di purificazione idrica celebrandone l alta tecnologia e bellezza. Avvicinare la gente a questa realtà al fine di imparare ad apprezzare il suo valore tecnologico intrinseco. Ma come fare, in mancanza di una spinta emotiva sull opinione pubblica del tipo, con tutto il rispetto, di quella generata dall uccisione della parlamentare inglese Jo Cox che ha modificato l esito dell Brexit, tanto per intenderci?

In primis rivolgersi ai media. Malcom X diceva: Se nn state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono. La potenza dei mezzi di comunicazione è ormai un dato di fatto. Poi ricorrere agli usuali strumenti di divulgazione, organizzare incontri in loco, invitare artisti e cimentarsi in tante altre iniziative come seminari sia divulgativi che tecnici. Ultima in ordine di tempo organizzare un Festival dei Depuratori e qui entra in azione la Depur Art Lab Gallery con le sue opere nell ambito del Movimento Arte da Mangiare Mangiare Arte che inaugurerà la sua 5° edizione in concomitanza  del 2° Festival dal 6-8 luglio 2016 ore 10 presso la sede del Depuratore di via S Dionigi 90 (bus 77 da Corvetto). Il contest è più che mai accattivante: Connubio Arte e Tecnologia per un Etica di depurazione focalizzato sul tema: I Depuratori – nuove cattedrali dell uomo al servizio della natura – future terme del 3000 fra etica ed estetica. Del resto uscire da  un ingiusto quanto immeritato anonimato è possibile con l aiuto di bravi narratori e comunicatori e dopo aver toccato con mano i miracoli operati dalla tecnologia sarà possibile riscrivere l immagine di un Depuratore da brutto e puzzolente in qualcosa di bello e invitante in grado di collaborare alla grande avventura dell acqua riciclata, una risorsa di inestimabile valore. Dopo aver seguito l iter attendere il miracolo mediatico: per molti milanesi la visita ad un Depuratore sarà valida alternativa alla classica gita fuori porta di Pasquetta…E perché no? Non pensiamo solo agli scopi irrigui dell acqua: i fanghi del processo, ricchi di carbonio, azoto (ottimo concime) e fosforo (quest ultimo sempre più scarso sul Pianeta), previa disidratazione, vengono utilizzati come fertilizzante agricolo nella 90 fattorie dislocate su un area di ca. 3700 ettari per la produzione di mais, erbe (da tempo immemore le rinomate marcite), cereali, riso. La parte secca dei fanghi viene processata mediante Termovalorizzazione per il rilevante contenuto energetico del bio-carburante così ottenuto. Acque reflue che nn finiscono nella falda acquifera, ma vanno a costituire un anello importante in quella che oggi si chiama “Economia Circolare” (Blue Economy) dove nulla si butta, tutto su ricicla sotto la parola “Risorsa”.

Quale arte in un Depuratore, ci si chiede? Basta saper osservare e l arte è in tutto ciò che ci circonda ed è vitale per l  uomo, come l acqua appunto.

Informazioni dettagliate e programma dei tre giorni di Festival su:

www.artedamangiare.it; http://www.depuratorenosedo.eu

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2 risposte a ANCHE DEPURARE E’ ARTE di edy Rulli

  1. Elsa Castiglioni ha detto:

    interessante scoprire grazie a Edy la realtà che ci circonda ma che ignoriamo come questa dei depuratori così importanti e poco conosciuti

    Mi piace

  2. Pingback: L’ARTE DI DEPURARE – Visita al Depuratore di Nosedo – Milano – di Edy Rulli | commonspeeches

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