DIETRO GLI OCCHIALI BIANCHI di Edy Rulli

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Presentazione alla sala Buzzati del Corriere della Sera del film-documentario DIETRO GLI OCCHIALI BIANCHI di Valerio Ruiz su Lina Wertmüller in onda su Studio Universal Premium il primo giugno 2016 ore 21,15.

Omaggio alla regista-compositrice di molte canzoni di Mina e Rita Pavone che ha dato il proprio contributo all artista artefice della sua lunga carriera partecipando personalmente alla presentazione del documentario.

Lina Wertmüller, la più grande regista italiana premiata con l oscar per il film Pasqualino Settebellezze (1976), tra i suoi numerosi film Mimì metallurgico con una splendida Mariangela Melato (1972) e il film cult di critica di costume I Basilischi (1963) girato a Minervino Murge; indimenticabile la scena al limite del grottesco in cui la protagonista, alla dichiarazione del suo pretendente, risponde che avrebbe dato la risposta entro tre giorni, quindi riprende a camminare con aumentato ritmo di sculettamento tanto provocatorio quanto promettente già di per sé un esplicita risposta. E molti altri film di grande risonanza.

Quando nel  1964 inizia il sodalizio,  Rita Pavone ancora ignorava che dietro quegli occhiali bianchi si celava una sorta di pigmalione che l avrebbe avviata ad una splendida carriera di cantante ed attrice. Doveva impersonare il ruolo  di Gian Burrasca, un ragazzino di 16 anni spericolato e turbolento, ma buono, e chi meglio di lei poteva farlo. Niente di più facile, nn dovera fasciarsi il seno perché nn ne aveva, piatto come un asse da stiro, mentre tutte le sue coetanee erano decisamente più procaci. Proprio lei, allora conosciuta come una ragazza ‘asessuata’, ma che invece dopo rivelava di avere tutti gli ormoni maledettamente a posto, parola del marito Teddy Reno e del compianto Umberto Eco. All epoca sarebbe stata un bocconcino prelibato per i sostenitori della teoria Gender, oggi purtroppo l argomento e molto meno tabù anzi se ne parla fin troppo e siamo tutti un po’ confusi sui sacrosanti ruoli affidati da madre natura e ci chiediamo sempre con maggiore insistenza ‘chi deve fare cosa’. Allora il suo cuore di adolescente batteva forte, anzi ‘fortissimo’ e lei lo urlava ai quattro venti in una delle sue canzoni più famose. Nella voce di Rita c è grinta, intelligenza, capacità di emozionare, possente anche quando parla, nn solo quando canta. Una voce bella e che ha carattere in sincronia con il suo cuore e insieme vibrano permettendo modulazioni  con la stessa intensità che vanno dalla dolcezza ad una quasi aggressività con cui la Pavone si racconta e con i contenuti delle sue canzoni, il messaggio della sua vita, ci giunge chiaro e inequivocabile. In lei il temperamento del vero artista e quando affronta il pubblico della sala Buzzati dimostra doti comunicative e di autentica showgirl le stesse che l hanno portata a noi fino ad oggi, una carriera di 50 anni, un lasso di tempo in cui il firmamento della musica italiana ha visto nascere e morire migliaia di StartUp canore. Che ne è stato di loro, difficile a dirsi. Degli odierni talent show lei stessa dice che il problema nn è arrivare, è rimanere perché nn uno su mille, ma su migliaia, ce la fa, risponderebbe Gianni Morandi, a restare vivo nell immaginario collettivo.

Doti di entertainer, ballerina in Ballando con le stelle e ora anche scrittrice del libro Tutti pazzi per Rita di imminente pubblicazione. E le stelle stanno a guardare. No, le stelle fanno a guardare siamo noi e dalla nostra eterna platea nn possiamo che complimentarci, brava Rita, chapeau!

E questo è solo l inizio, del resto lo sapevamo, la vita comincia a 70 anni!

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Minervino Murge

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