A PROPOSITO DI ISLAM NR.3 di Edy Rulli

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NOTA DELL AUTORE: la serie sull Islam comprende 2 articoli precedenti con i seg. link:
Costruire la pace in risposta alla potenza profetica dell Islam.
Alla libreria Feltrinelli di Via Manzoni presentato il nuovo libro Tradimento di Francesco Alberoni e parallelamente si annuncia la nascita del movimento La pace e l amicizia con la Russia promosso dallo stesso autore collegato ad un blog a cui tutti possono accedere paceeamiciziaconlarussia.blogspot.com.
La brillante dialettica del prof. Alberoni ha colpito ancora e in questo incontro si rivela anche un ottimo showman in grado in intrattenere e dialogare col pubblico presente. Le sue idee sul come costruire la pace in diretta contrapposizione alla guerra e come ciò  sia unica e possibile soluzione ci ha convinti in molti. Premesso che è impossibile dialogare con gli estremisti islamici ed avere rapporti con il Califfato (chi è disposto a fare da portavoce alzi la mano!), all Europa nn resta che coalizzarsi con la Russia e insieme potrebbero rappresentare una potenza tale da fronteggiare quella profetica dell Islam. Nn possiamo interferire nelle lotte intestine tra Schiiti e Sunniti che si scannano a vicenda da 1500 anni, né possiamo sperare che i turchi dimentichino la sconfitta legata al dito della battaglia di Vienna dell 11 settembre 1683 che arrestò l invasione turco-ottomana in Europa dopo la sottomissione di fatto di tutti i paesi balcani per effetto di un arma subdola ma efficace che è il fascismo religioso. Anzi, hanno dimostrato di avere buona memoria con l attacco delle torri gemelle dell 11 sett. 2001. Altra analogia con questo fattaccio storico è che Maometto IV considerava Vienna la mela d oro mentre per Al Qaida la grande mela è l attuale New York. Ci sarebbe anche l 11 sett. 1973 con il golpe in Cile, il socialista Allende fu deposto e ucciso dal dittatore fascista Pinochet, ma questa è un altra storia.
Sulla base di altre inquietanti analogie ci convinciamo che nessun tipo di dialogo è possibile con quella gente tanto vale cominciare a pensare ad un Cavallo di Troia dei nostri giorni. L alleanza con la Russia per es., mantenendo ciascuno la propria autonomia evitando che si trasformi in subalternanza come lo è con l America. Una scelta strategica, ecco. Piccole iniziative che rappresentino un gesto positivo che avvicinano i popoli e nn sanzioni economiche che invece li allontanano. Immaginiamo la Merkel che porge la mano a Putin, aiutarli a risolvere la loro guerra con l Ucraina, dopo tutto si sentono europei come noi, nn hanno nulla da spartire con gli islamici. Una pace che andrebbe a vantaggio di tutti e a danno del terrorismo internazionale. Tutti insieme appassionatamente America-Europa-Russia anche se Obama nn ci sta. Gli USA, benché usciti sconfitti su vari fronti, vogliono continuare ad esercitare l imperialismo e teme l evtl. coalizione Europa-Russia. Sono altresì accusati di scelte scellerate quale l alleanza con gli islamisti (nn avevano di meglio da fare dopo la fine della guerra fredda con l ex Unione Sovietica!) e vengono a loro volta travolti dalla recente ondata fondamentalista che ha preso la brutta piega del terrorismo. Questo è la conseguenza di fare business con la gente sbagliata. Un Asia Centrale che interessa a molti, ma si rivela essere un osso duro e tra i due litiganti Russia e America il terzo a godere sarà la Cina. Obama nn raccoglie migranti, tutto a noi il piacere. L America è un paese multietnico per eccellenza dove la convivenza tra razze e culture è possibile e ce lo dimostrano, la diversità è bella, ed è lì il punto di forza di quel paese. Quindi l Europa nn deve fare la schizzinosa ed accogliere tutti quelli che lo chiedono. Così lui la pensa!. La pace col Califfato è una mission impossible.
La storia si ripete, let’s talk about!
L assedio di Vienna conclusasi con la vittoria della coalizione cristiana sui musulmani, mirava ad aprire un varco in Europa per arrivare a Roma e trasformare in moschea S.Pietro cuore della cristianità (qualcuno ne dubitava?) La tattica bellica dell esercito turco-ottomano di allora ricorda quella del Califfato dei nostri giorni. Durante la battaglia l esercito islamico nn partecipava in massa, ma inviava drappelli di 3-4 soldati predestinati a morire (i moderni Kamikaze e scudi umani), in pochi ad affrontare il nemico mentre il resto della truppa (tra cui cellule dormienti e terroristi) compiva subdoli atti di sabotaggio tra la popolazione civile. Saccheggi, incendi, riduzione in stato di schiavitù di donne e bambini, seminavano il panico tra i civili in nome di Allah, esattamente come oggi. L esercito composto da potenze alleate arrestò l avanzata delle orde islamiche in Europa, oggi Isis, dopo che avevano spadroneggiato in tutti i paesi balcanici. Alla luce dei recenti fatti sembra che la storia nn ci abbia insegnato nulla. O forse sì: ad arricchirsi sui migranti in fuga disperata da una parte (anche quello è un business), e a permettere di speculare sull accoglienza a chi li accoglie dalll altra sponda del Mediterraneo.
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