SINDACI DI MILANO di Edy Rulli

A differenza di altre città italiane, Milano è sempre stata aperta  a tutti, l integrazione nn è mai stato un problema a parte che ogni tanto ci scappava un bonario Và al tò paes, terron! indirizzato a rampanti quanto a volte sprovveduti meridionali che la Freccia del Sud sfornava nel capoluogo lombardo del dopoguerra. Milan cont el ceur  in man, nn è mai stata discriminante, ha accettato tutti e ciò ha contribuito a renderla quello che è; ciò ovviamente nell era preindustriale fino agli anni ’80, poi la cosa è un po’ cambiata. La storia di Milano si intreccia con quella dei suoi Sindaci, sono indissolubilmente legate come in nessuna altra città italiana. Entrambe sono gli artefici, nel bene e nel male, di cambiamenti epocali, entrambe hanno assistito al sorgere dell Esposizione Internazionale (1881), del Fascismo, della Triennale, della Fiera Campionaria, della trasformazione pre-postindustriale di immense aree, alla nascita delle periferie, dei parchi cittadini, ma anche del terrorismo con ala strage di P Fontana, l assassinio Biagi e Tobagi, ecc. Milano capitale morale con i suoi Sindaci riformisti molto amati dai milanesi, provenienti da partiti laici che, a secondo del periodo storico, ciascuno di loro ha svolto un ruolo determinante nella creazione del mito Milano. Partiti di centro, centro-sinistra e sinistra, si sono avvicendati all insegna del riformismo. Negli anni della giunta di sinistra (’75) composta di 45 consiglieri su 80!, si ricorda che il gemellaggio di Milano con le città russe di Lipsia e Leningrado creò nn pochi problemi all Ambasciatore americano che doveva riferire all allora Segretario di Stato Herry Kissinger, per evitare un probabile incidente diplomatico. (Riferire agli USA? Ma saranno cazzi nostro, o no?) Gli scambi di corrispondenza sono ora interamente a disposizione nel Web per chi volesse consultarli, dopo che il Comune ha ultimato l opera ciclopica di informatizzazione di tutto quel periodo storico.

L avvento del Fascismo, la guerra con il Sindaco Caldara dal difficile compito di gestire una città “retrovia”. Nell era post bellica a Antonio Greppi con una giunta socialista-socialdemocratica con molti consensi, il compito della ricostruzione della Scala e nn solo. Negli anni 46-47, ad opera dell arch. Piero Bottoni nasce il quartiere QT8 (nome ispirato all 8° ediz. della Triennale) che con l adiacente Montestella (la Montagnetta di S Siro) , costruita sulle macerie dei bombardamenti,  diventa la zona più verde di Milano. Fino a giungere agli anni ’60 con il Sindaco Aldo Aniasi  (’67) socialista ed ex partigiano col nome di battaglia Iso, grande amico del verde tant è che il parco di Trenno nel nord-ovest milanese porta il suo nome. Milano nel dopoguerra riparte puntando soprattutto su cultura e istruzione, case e scuola centro della XII ediz.Triennale del ’60 e le politiche di Palazzo Marino sono rivolte ad una metropoli a “misura d uomo”. Nascita di periferie megagalattiche, case popolari, parchi cittadini, prima metropolitana che portava alla Sesto S.G. industriale gli operai del Gallaratese, un piano quadriennale che introduceva l uso di gasolio nelle strutture pubbliche, assistenza anziani a domicilio. Tra il 61-65 nacquero ben 110 scuole tra materne ed elementari che poi si svuotarono per il calo demografico, gap subito recuperato per la presenza dei bambini extracomunitari, meno male! Poi vari Sindaci per gestire la favolosa era industriale, di quando alla Dalmine si producevano tondini a tutto spiano, alla Pirelli pneumatici per le auto che la Fiat produceva in quantità industriale e di crisi nn si parlava, e la successiva meno gloriosa era post industriale attuando politiche di servizi. Nel 73-76 ad opera dell asse Tognoli-Pillitteri si realizza la grande riforma della variante del P.R. Nel 76-86 Carlo Tognoli con la riconversione di Bicocca, Portello, Sesto S.G. si trovò a gestire passaggi epocali. Che fare? Qual è la scelta giusta per Milano? Scelte difficili che solo il tempo potrà spiegare. Pillitteri (87-92) con Tognoli ultimi Sindaci socialisti prima di cadere nella rete di Mani Pulite. Quindi Borghini (1992), Formentini (1993)  fino al buco di 20 anni chiamato immobilismo preceduto da ritardi di decenni accumulati nella realizzazione della linea passante, che nn passava mai, causa le liti tra Comune e Regione nella spartizione delle competenze. Sindaci dormienti lasciano il posto al gesuita iperattivo Albertini fortunatamente fermato in tempo prima che facesse anche della Darsena un mega parcheggio. Poi la destroide Moratti che ha voluto Milano in vetrina con l Expo 2015.

Nel bene e nel male tutti hanno fatto qlc per Milano, ma ora che la politica è latitante mentre molto attiva è l alta finanza, un principe delle tenebre che ci fa rimpiangere i tempi in cui si eleggeva un candidato in base ai suoi programmi, che fare, se MIlano vuole continuare ad essere  città guida come lo è stato all inizio del ‘900 e nel dopoguerra se nn tirar dritto per la sua strada prendendo distanza dagli estremismi! Ma qual è questa strada nn è dato sapere dal momento che le elezioni nn si vincono con la scelta dei programmi presentati, ma per effetto di sinergie, artifici e meccanismi che si innescano automaticamente, interazione di forze misteriose che vanno oltre la volontà dei attori in gioco e peggio ancora del suo elettorato.

 

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2 risposte a SINDACI DI MILANO di Edy Rulli

  1. Elsa ha detto:

    bella questa panoramica dei sindaci e dello sviluppo di MIlano che ho vissuto personalmente dala…l’eta dal dopon guerra in poi col boom degli anni 50 60 il dramma del terrorismo (tutte le mattine alla radio un morto amazzato) e poi laMilano da bere coi socialisti al potere etc etc…..c’è un vecchio proverbio milanese che dice ” chi abandona Milan abandona el pan!!!” grande Milano, la mia città…….

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    • edyrulli ha detto:

      Nessuno meglio di me può dire che la milano da bere non è mai finita. Dopo i socialisti la moratti e adesso prosegue con pisapia. Indice di benessere e mi sta bene se non fosse così mal distribuito. A usufruirne sempre le solite categorie il gap è sempre più grande. Speriamo con la prossima giunta una maggiore partecipazione popolare al banchetto e magari anche una… Sbornia collettiva alla ombra della madunina!

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