RACCONTI DI CUCINA di Edy Rulli

IMG_20151130_185747Alla Sala Buzzati di via Balzan della Fondazione del Corriere della Sera presentazione del libro Racconti di cucina di Angela Frenda, con il prof. Edoardo Boncinelli e lo chef Davide Oldani.

Le parole del cibo tra cultura, memoria e sperimentazione.

L autrice del libro, la giornalista Angela Frenda, ha perlustrato molte librerie all estero per scoprire che alcuni autori inglesi e tedeschi si sono presi la libertà di raccontare la cucina italiana. Partendo dal presupposto che le nostre ricette, specie quelle regionali, sono gioielli di famiglia, si passano di madre in figlia, ogni generazione se ne cura magari contaminandole e che di esse nn esiste una versione ufficiale, ma centinaia che neppure i nostri migliori cuochi nostrani conoscono, viene da chiedersi come e perché questi autori stranieri abbiano osato tanto. Che ne sanno loro degli strani nomi delle ricette inventati dalle nostre mamme e nonne per farci mangiare il pesce, per es.: Spigola alla acqua pazza peraltro intraducibile (crazy water spigola?). Oppure: Melanzane a libretto (little book aubergine?) Posti davanti a difficoltà oggettive di come tradurre questi e altri termini fantasiosi come riso agli struffoli, cavolo strascinato, spaghetti alla matriciana, saltinbocca alla romana ecc. come si sono comportati? Da lì nasce l idea di fare un libro tutto italiano, nn il solito ricettario, che narri la storia dietro ogni piatto. Una narrazione del cibo che è sopravvivenza, il cibo se lo merita e se è buono e di qualità si sopravvive addirittura meglio perché noi siamo il cibo che metabolizziamo. Sfida questa che Angela Frenda ha accettato di buon grado anche per sfatare la diceria che nella cucina, benché patrimonio femminile da sempre, i grandi chefs siano uomini come le sarte da sempre donne e i grandi stilisti uomini. A disinnescare la polemica sul quoziente d intelligenza del due sessi che avrebbe portato lontano, è la dichiarazione che le donne, abbandonando i ruoli ufficiali appioppati dalla tradizione, potevano fare carriera in ogni altro settore, bastava scegliere. E questo si chiama intelligenza! Fatta questa importante premessa si inizia a parlare della cronistoria dei cibi poveri di quando eravamo piccoli, le trippe, le interiora, le animelle, dell arte del ciciclaggio dei resti allora oltre che poveri anche scarsi mentre oggi lo sono un po’ meno. Dei sapori e odori antichi altamente evocativi, della cucina familiare che ci riporta indietro con la memoria nel tempo. Lo storytelling continua con la citazione dei vari passaggi epocali della cucina, dalla nouvelle cuisine di Gualtiero Marchesi, a quella ristrutturata (parmigiana esplosa!), a quella multietnica di Expo, a quella POP (popolare), street food, finger food, fast,slow-food, vegetariano, vegano e chi più ne ha ne metta. Resta l incognita di quella futurista, di sicuro sappiamo solo che gli insetti, benchè cibo altamente proteico, siano buoni solo se li mangiano gli altri.

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Il Prof. Edoardo Boncinelli, biologo, genetista, grande scienziato di fama internazionale confessa di nn aver viaggiato molto nonostante la sua figura professionale lo richiedesse. Perché farlo con tutto il ben di Dio che abbiamo in Italia? Nn ci nasconde una insana (per la sua età e mole) passione per la cucina, in particolare quella casalinga che nutre, oltre il corpo, l anima e lo spirito. Nn nasconde un vero e proprio culto per le polpette, la parmigiana, il tutto accompagnato da buon vino italiano. Altro messaggio chiaro ed inequivocabile: la cucina è un arte e, come nella pittura, da preferire il genere figurativo dove vedi quello che mangi a quello astratto che fa…pensare! Conclude con un paragone altrettanto esplicito: la cucina è come il sesso, meglio farlo che parlarne!

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5 risposte a RACCONTI DI CUCINA di Edy Rulli

  1. edyrulli ha detto:

    Franco Montorsi G. Marchesi l’ ho udito recentemente in TV a fare apprezzamenti non lusinghieri alla “Nouvelle cuisine” anche se ha, tanti anni fa, studiato e collaborato e con cuochi francesi ed Italiani amanti di questa cucina Io personamente preferisco sempre la cucina regionale italiana.

    Edy Rulli Interessante precisazione ma non era il tema solo una citazione delle varie fasi o mode che si sono avvicendate nella storia della cucina. Grazie cmq del commento che sono sempre di più una rarità

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  2. Elsa ha detto:

    sono d’accordo con Boncinelli ,polpette parmigiama e buon vino italiano sono il massimo!!!!!!

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  3. Giovanna ha detto:

    Bellissimo articolo

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  4. Giovanna ha detto:

    Bell’articolo

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  5. Pingback: EVENTI A MILANO – aprile 2017 – di Edy Rulli | commonspeeches

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