LA BASILICATA NON E’ IL GIAPPONE di Edy Rulli

La Basilicata nn è il Giappone, ma la lunga fila davanti al Dal Verne di Milano per l incontro con Francis Ford Coppola stranamente ricorda i tempi di attesa per visitare il padiglione Expo. Una volta riempiti i 1700  posti a sedere del teatro, i meno fortunati se ne tornano a casa con l unica differenza di nn aver pagato il biglietto.
F.F.Coppola nn è sfuggito al destino comune dei creativi e con la sincerità di un bambino ci racconta pezzetti, flash indelebili nella sua memoria, di quel patrimonio che è la nostra vita di cui ciascuno di noi  ne dovrebbe fare un film. Figlio di immigrati negli States, i suoi nonni se ne partirono da Bernalda nella lontana Basilicata quando lui nn era ancora nato e, dall alto del monito che dobbiamo smetterla di vedere il sud d Italia come ci ha insegnato Il Padrino, questo storyteller d eccezione fa l importante premessa di far parte di una generazione di talentuosi, cugino di 2° grado di Riccardo Muti  e Nicholas Gage. Da cinque generazioni operano nel cinema e tra questi portatori del gene della creatività si annovera  nonno Agostino, apprendista del  mitico Ciccio Panio costruttore del  ponte mobile di Taranto e diede la luce a tutta la Basilicata. Considerato l intellettuale di famiglia con la sua 5° elementare, creò una macchina per riprodurre il video-audio. Ma la sua narrazione comprende anche aneddoti tipo di quando giunto a Beralda a 23 anni, in mancanza di un albergo,  fu invitato a dormire nel letto nuziale con lo sposo, squisito gesto di ospitalità anche se discutibile, e del ricordo di una vecchia zia affetta da una grave infezione a cui fu amputato il naso, quando ancora nn esisteva la penicillina, del bisnonno Carmine brigante gentiluomo o patriota, dipende dai punti di vista,  un musicista che con il suo flauto magico incantò Toscanini, di quando era bambino e nn voleva mangiare i lampascioni e così via. Da queste ed altre storie di famiglia emerge il forte senso di appartenenza di Coppola alla sua terra nativa  che nn parla del senso delle radici, ma delle radici che danno senso alla vita. Si sente italiano perché si emoziona davanti alla bellezza e vede nel volto dei suoi figli italianità e le sue radici. Della sua Basilicata dice che i lucani sono un popolo di resilienti pronti a vivere il secondo tempo, in pieno svolgimento, della loro storia il cui epilogo sarà a Matera del 2019 con il grande evento dell assegnazione del titolo città della cultura, succedendo alla nordica Mantova.  Altre tappe importanti della Rinascita lucana sono nel 1994 l assegnazione del riconoscimento patrimonio Unesco e nel 2004 l avvio al Cineturismo grazie al successo planetario del film di Mel Gibson La Passione di Cristo che vede la Gerusalemme lucana promotrice di sé stessa. Della Palestina, così simile alla sua regione, Coppola dice che il conflitto in Medioriente è un monumento alla stupidità umana, gli uomini possono e sanno sbagliare alla grande e il dramma che si vive in quei paesi ne è la prova. Degli italiani invece dice che devono imparare a dire la verità; sì, nn è facile avere le idee chiare in un paese che ha subito tante dominazioni, ma l Italia deve smettere di mentire. In quanto alla geografia della Basilicata , visto dall alto, è la terra come doveva essere e nn a caso è diventato palcoscenico naturale di oltre 40 films in più di cinquant anni. A farci concorrenza c è solo il Marocco considerata la Hollywood del Magreb con un set naturale per films biblici di risonanza mondiale.
I Sassi di Matera, paesaggi lunari da calanchi, terre assolate del Vulture, paesini incastonati nella roccia, orizzonti infiniti, tutto ciò al servizio del grande cinema, affascina la fantasia dello spettatore dando inizio ad una vera e propria epopea di film girati in uno spazio teatrale unico al mondo. Nel 1949 Carlo Lizzani con Viaggio a Sud in una Matera protagonista della miseria. La Lupa (1953) dal capolavoro di Verga melodrammatico e verista. I Basilischi (1963) capolavoro di Lina Wertmueller, un ironico ritratto ambientale sullo sfondo della Murgia materana. Il Vangelo secondo Matteo (1964) in una Palestina mistica con le ultime scene della Passione di Cristo. Nella località Barile la natività, fuga in Egitto della sacra famiglia e la strage degli innocenti. Negli anni ’60 il film C era una volta con Sophia Loren e Omar Sharif. Nel 1979 Cristo si è fermato a Eboli girato nella zona del Calanchi tra Aliano e Craco il famoso ghost village, paesino franato e disabitato, emblematico dello stato di abbandono dell arida e desolata Basilicata che si trova dopo aver lasciato la costa a Eboli e ci si addentra nell entroterra. Maratea e il suo Cristo Redentore vengono immortalati dal film Ogni lasciato è perso di Piero Chiambretti. La Passione di Cristo (2004) dell australiano Mel Gibson si consuma sui sassi di Matera dando avvio al fenomeno del Cineturismo.
Quindi, il prossimo viaggio tutti a Matera! Contribuiremo al rilancio della sua economia e del suo mito.
F.F.Coppola Ritrovare le radici per incontrare il futuro Milano, Teatro Dal Verme 26 ottobre 2015

F.F.Coppola
Ritrovare le radici per incontrare il futuro
Milano, Teatro Dal Verme 26 ottobre 2015

Matera

Matera

I Sassi del Parco delle Murgia Materana

I Sassi del Parco delle Murgia Materana

Matera

Matera

Matera

Matera

Matera

Matera

Bernalda paese nativo di Coppola

Bernalda paese nativo di Coppola

Calanchi licani

Calanchi lucani

Aliano con Craco set del film Cristo si è fermato a Eboli

Aliano con Craco set del film Cristo si è fermato a Eboli

Ghost village Craco

Ghost village Craco

Craco

Craco

Craco

Craco

Maratea

Maratea

Cristo Redentore Maratea

Cristo Redentore Maratea

Quarzazate Marocco la Hollywood del Magreb

Quarzazate Marocco la
Hollywood del Magreb

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