COLORE POLITICO DEI SOLDI di Edy Rulli

La decisione del Sindaco Pisapia di nn ricandidarsi è maturata all indomani del luglio 2014 quando fu approvato l accordo finanziario del fondo Porta Nuova-Garibaldi, costituito d 25 edifici valore 2 miliardi, che rende di fatto gli Emirati Arabi i principali investitori dell intera area nella misura del 60%, quota destinata ad aumentare entro il 2030. Passano così di mano gioielli di famiglia quali l Unipol, Unicredit Tower, Bosco verticale, la componente di high street retail dalla nuova piazza Gae Aulenti verso c.so Como. Sempre a Milano, l Hotel Gallia recentemente ristrutturato, gli uffici di Credit Suisse, casa di mode Valentino, che sempre gioielli restano, ma cambiano famiglia.
L inizio della carriera del Sindaco Pisapia era carico di spirito riformista del passato, ma trappole del presente quali il popolo onnipresente del WEB, sgambetto della magnolia di Cairoli, la dirompente Via d Acqua nel parchi cittadini, hanno invaso il suo promettente cammino. E pensare che tradizionalmente i Sindaci di Milano sono stati in maggior parte di centro-sinistra e social-riformisti; nel 1881 con l Esposizione Universale nasce il mito di Milano capitale morale con i suoi Sindaci riformisti provenienti da partiti laici, molto amati dai milanesi, più di ogni altra città italiana. A secondo del periodo storico, ciascuno di loro ha svolto un ruolo determinante nella creazione del mito Milano.
Il Sindaco Caldara nel periodo bellico nel gestire una città “retrovia”. Nell era post-fascista una giunta socialista-socialdemocratica con molti consensi con  a capo Antonio Greppi impegnato nella ricostruzione di una città semidistrutta. Poi vari Sindaci nel gestire la favolosa era industriale e quella meno gloriosa post-industriale attuando politiche di servizi; nel 1976 Carlo Tognoli con la riconversione di Bicocca, Portello, Sesto ecc. Quindi Borghini (1992), Pillitteri, fino al buco di 20 anni causato da Mani Pulite, Formentini 1993, con il suo immobilismo preceduto da ritardo enorme accumulato nella realizzazione della linea passante dovuto alle liti tra Comune e Regione. Sindaci dormienti lasciano il posto all iperattivo Albertini fermato in tempo prima che facesse anche della Darsena un enorme parcheggio. Quindi la Moratti che ha voluto Milano in vetrina con l Expo 2015. Nel bene e nel male tutti hanno fatto qlc per Milano, ma ora che la politica è latitante mentre molto attiva è l alta finanza, un principe delle tenebre che ci fa rimpiangere i tempi in cui si eleggeva un candidato in base ai suoi programmi, che fare, se MIlano vuole continuare ad essere  città guida come lo è stato all inizio del ‘900 e nel dopoguerra se nn tirar dritto per la sua strada prendendo distanza dagli estremismi! Ma qual è questa strada nn è dato sapere dal momento che le elezioni nn si vincono con la scelta dei programmi presentati, ma per effetto di sinergie, artifici e meccanismi che si innescano automaticamente, interazione di forze misteriose che vanno oltre la volontà dei attori in gioco e peggio ancora del suo elettorato.
Questa voce è stata pubblicata in politica-economia e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...