PALADINI DEL DOLORE di Edy Rulli

Conferenza di Dalila Di Lazzaro all Art Gallery di via Alessi a Milano, con la partecipazione del Prof. Alberto D Atanasio, anestesista e il Prof. Furio Zucco.

Testimonial di una serie di iniziative, una quasi crociata, per sensibilizzare l opinione pubblica sul dramma di chi soffre e nn può accedere alle cure palliative, problema che investe la Sanità di tutto il territorio con esclusione della Lombardia e Toscana, regioni virtuose nell applicazione della Legge reg. 38/2010 che sancisce il diritto del malato cronico alle cure del dolore  riconosciuto per Legge vera e propria malattia, con terapie specifiche.
Da ex icona della bellezza a icona del dolore, Dalila Di Lazzaro, ex indossatrice e attrice, colpita da neuropatia del sistema nervoso, inchiodata ad un letto per ben 11 anni, di cui 7 senza potersi neppure vestire, ha vissuto un calvario alla ricerca di un medico in grado di diagnosticare, quindi curare, il suo male. Nn conoscendone le cause, ma solo l effetto,  era impossibile curare quel male strisciante e subdolo annidiato nel suo sistema neurovegetativo. Così’, in un letto, dal suo osservatorio orizzontale, con gli occhi costantemente rivolti verso l alto, al cielo, da cui Dalila traeva fede e forza per combattere, esasperata anche dalla morte del suo unico figlio, contro ciò che annienta corpo e volontà e porta a legittimare l eutanasia senza se e senza ma. Convivere così a lungo con la sofferenza, dice Dalila, è possibile solo se sostenuti dalla fede e dall affetto dei propri cari. Al dolore ci si abitua. Sì, senti sempre e soltanto quello in ogni momento della giornata che annulla il percepire di ogni altra possibile sensazione di gioia o di piacere. Trascorrono gli anni come uno zombi tra i vivi in una battaglia tra spirito di sopravvivenza e desiderio di morire. Solo i più forti ce la fanno e le donne lo sono; la maternità ha sviluppato in esse un così forte senso di protezione che le rendono meno permeablli al male fisico. Vivere così a lungo in queste condizioni disumane ti isola; chi vorrebbe aiutarti è sopraffatto dalla sua stessa impotenza e col tempo tende ad allontanarsi. Sola col tuo male. Allora nn resta che scrivere di questo alieno che si è impossessato del tuo corpo e tenta di distruggerlo e Dalila lo fa. Scrive ben 5 libri con un unico protagonista: Il Grande Dolore, quello vero in grado di annientare ogni tua risorsa fisica e psichica.
Ricordo una toccante intervista di alcuni anni fa quando Dalila stava uscendo da quel martirio. l suo messaggio era già allora chiaro, un invito a darsi una mossa affinché vengano attuate le leggi che dormono nei cassetti dei burocrati per mancanza di risorse finanziarie. A 11 anni dalla Legge 39/1999 che prevede l istituzione di una rete di 201 Hospice con lo stanziamento di 201 mln., attualmente se ne contano solo 166 in parte finanziate anche da privati.
Mentre i beneficiari della Legge 38/2010 che hanno diritto cure palliative e alla terapia del dolore, parte degli oltre 500.000 malati cronici in Italia sono costretti a curarsi all estero. Per i 200.000 trattati nelle strutture locali attive nn è neppure prevista l esenzione del ticket sanitario.
Sono ca. 2000 i medici che lavorano in questo campo. Solo il 69% di essi ha una specialità di cui solo il 40% è abilitato per Legge, quindi solo un terzo può svolgere l attività all interno del SSN.
NO specializzazione, NO carriera! E’ triste, ma è così:CIMG5494CIMG5492
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