CON LA MAFIA NN SI SCHERZA di Edoardo Cagli

LE PAROLE SONO PIETRE

Ho ascoltato un pezzo del discorso di Grillo in Sicilia: “la mafia corrotta dalla finanza. Si, la mafia aveva una sua etica (sic !!!!!) ma poi la finanza l’ha corrotta”. E giù di questo passo.

Rivolgo un appello al M5S: per favore ricordate a Grillo che non può fare cabaret o comicità noir quando si presenta come leader politico. Con la mafia non si scherza, soprattutto in Sicilia……

Se non altro per rispetto di tutti coloro i quali hanno dato la vita per combatterla.

Invito anche il mio Segretaro Politico ( quando parla del Partito dei reduci) e l’opposizione interna al PD (quando parla di Leopolda imbarazzante) a moderare i toni ferma restando la distinzione di approccio: “le parole sono pietre” ( C. Levi) e fanno male……
Scusate l’abuso di citazioni ma diceva Aristotele che il numero misura la realtà e permette di comprenderne il significato.

Alle elezioni europee (maggio 2014, non il secolo scorso….) ha votato il 58,68% degli aventi diritto al voto ed il PD ha raccolto il 40,81% dei voti pari a 11.172.861 persone.
In termini assoluti , essendo il numero degli aventi diritto pari a 49.256.169, è risultato rappresentato dal 22,68% DELL’INTERO CORPO ELETTORALE (VOTANTI E NON) !!

1.000.000 è il 2,03 % dello stesso intero corpo elettorale. Che merita rispetto e che va ascoltato: ma poi si decide e, di solito in democrazia, lo si fa sulla base della volontà della maggioranza. A maggior ragione se questi sono gli ordini di grandezza dei numeri in gioco.

E parlo di ordini di grandezza perché condivido quanto più volte ripetuto da Ilvo Diamanti, uno che di numeri applicati alla Società ne sa parecchio….. Dice Diamanti :
“Renzi ha sommato i voti del PdR (Partito di Renzi, n.d.a.)a quelli del vecchio Pd. Il suo post-partito e la “ditta”. In altri termini, ha intercettato i consensi di coloro che hanno votato per Renzi “nonostante” il Pd. Ma anche gli elettori che hanno votato per il Pd “nonostante” Renzi.”

Ecco perché non auspico la scissione: andare a “pesare” queste due componenti sarebbe un autogoal terribile.

Ciò non dimeno sono daccordo col Segretario del Partito quando dice: non si può far ricadere il welfare sull’impresa (mantenendo in piedi fittiziamente aziende decotte) ma deve restare decisamente sulle spalle dello Stato, che deve attrezzarsi in tal senso, accompagnando chi perde il posto di lavoro verso un altro posto di lavoro, perché il lavoro è un diritto.

Il Jobs Act va in questa direzione e spero che si arrivi ad un comune punto di condivisione nel PD.

Buona settimana a tutti.

Edoardo

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