ORTI IN CITTA’ NR.2 di Edy Rulli

NATURAL RECALL – La natura chiama, la città risponde – integrazione precedente post del 19 maggio 2014

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https://commonspeeches.wordpress.com/2014/05/19/orti-in-citta-progetto-natural-recall-la-natura-chiama-la-citta-risponde/

Il progetto intende stimolare alcuni punti vitali del territorio urbano del nostro Paese, coinvolgendo le associazioni, le pubbliche amministrazioni, la società civile, nella creazione di un network di iniziative utili a promuovere il ritorno dell agricoltura in città e la partecipazione attiva dei cittadini nei processi di gestione dell habitat naturale e artificiale.”

Progetto o Design per gli esterofili, ambizioso di sicura ricaduta sociale, come è stato definito, che si snoda sulla dualità uomo-natura, uomo-cultura, fatto di idee, proposte ormai già diffuso in oltre 70 Paesi, rappresentativo di come si possono rigenerare grandi aree degradate, dismesse e demilitarizzate della città evitando la rottamazione attuando piani di riqualificazione con l ausilio di attività multidisciplinari.

Un valido aiuto lo darà nel 2016 a Torino il 53° Congresso Mondiale Architettura del Paesaggio che preparerà altresì le basi per questa professione e a breve avremo una cattedra universitaria quindi la possibilità di fare tesi di laurea anche in questa nuova facoltà.

Meno accademico, decisamente più pragmatico, è stato il progetto che ha permesso la riqualificazione di un area degradata della Barona, Zona 6 e trasformarla da un – non luogo – a punto di aggregazione e tempo libero per pensionati per una volta nn ai margini, ma fulcro e protagonisti del progetto stesso. Si comincia a recuperare il territorio urbano – brutto e senz anima – con funzione agricola, come fu in passato con gli orti di guerra di piazza Duomo con un occhio di riguardo alla progettazione del paesaggio e il riavvicinamento tra uomo e natura è assicurato. E ben venga se si considera che nel nostro PIL l agricoltura occupa un misero 1,8%, lievitato al 2,3% in virtù di alchimie di mercato nn facili da decifrare.

Per esempio:

Riscoprire il potenziale della terra ed essere felici, senza mangiare ciliege di altri continenti, fragole a Natale, uva cilena, pesce africano, cancellando l agricoltura massiva e tutto ciò che composta, si può!
Costruire con legno e paglia di riso e altri materiali ecosostenibili, ristrutturare edifici con materiali riciclati potrebbe sembrare visionario per chi sostiene gli attuali modelli di crescita e sviluppo dove cemento e plastica fanno da padrone, si può!
Riscrivere il territorio urbano con la riqualificazione delle periferie, riconversione aree industriali e degradate, si può! LETS GO!

Molte sono le forze in campo a tutela del patrimonio culturale e sostenibilità ecologica e sociale, progettazione e gestione del paesaggio e sono in molti a credere e sostenerne i principi costituenti, chi lo fà è da considerarsi un temerario e spericolato, un equilibrista che si pone trasversale al sistema imperante, un eroe moderno senza paura che al confronto Indiana Jones era un pivello!

Edy Rulli

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