LETTERA DI LEONARDO AI MILANESI, stralcio dalla pubblicazione del 18 giugno di ODISSEA di Angelo Gaccione

Milano. Nel corso della manifestazione del 5 giugno scorso in Piazza Scala da parte dei numerosi Comitati “No Canal” che si battono contro la devastazione dei loro parchi con la scusa delle vie d’acqua progettate per l’Expo, e a seguito degli arresti (vedi impresa Maltauro, ecc.), fra i vari documenti letti sulla piazza, anche la voce di un “milanese” illustre che tante opere ha realizzato per la città, attraverso la lettera che qui pubblichiamo. Una lettera la cui sostanza può essere con facilità verificata negli scritti del geniale inventore.ImmagineImmagineImmagineImmagine

TTERA DI LEONARDO DA VINCI AI MILANESI SULLE VIE D’ACQUA EXPO E CORRUZIONE

Cari milanesi,
da lungo tempo i fatti della vita mi hanno allontanato da voi, eppure, persino qui, mi soggiungono nuove di grandi mutamenti. Nella convinzione che ogni nostra cognizione principia dai sentimenti, io, che tanto tempo et ingegno ho dedicato per rendere vivibile la vostra città, non posso tacermi oltre di fronte ai soprusi presenti et alla complice inazione della municipalità, che, chi non punisce il male comanda che lo si faccia.
Rimembrerete gli anni trascorsi a studiare sulle carte, inseguendo il sogno di congiungere Mediolanum al mare e di attrezzare un porto, che la vita cittadina si desiderava far fiorire, mutando gli antiquati fossati di difesa in limpidi navigli navigabili.
Quanta acqua è passata sotto i ponti nostri. Ma percezione non ne potete aver, che le mie opere nei secoli sono state sepolte da asfalto e incuria.
Come il ferro in disuso arrugginisce, così l’inazione sciupa l’intelletto; eppur l’acqua ancor zampilla copiosa sotto il traffico!
Vi confesso che quando mi giunse voce della volontà di riaprire le vie d’acqua mi entusiasmai e di tutto avrei intentato per poter prestare nuovamente il mio ingegno alla commune utilità. Con attenzione ho mirato l’evolversi di tal progetto, rispolverato per imbellettarsi nell’occasio della Universale Esposizione, e credo sia giunto il momento di proferir parola si’ come voialtri avete fatto in questi mesi di resistenzia. Dopo aver istudiato le moderne carte et le quotidiane notizie, a malincuore mi trovo costretto a concordare con la mobilitazione vostra contro un progetto si’ dispendioso, inutile et nocivo per i bei parchi della periferia. Nulla resta del mio sogno di riaprire i navigli storici et renderli navigabili. E’ offesa spudorata che il nome mio sia prestato a questo orrido guazzabuglio di cementum donde l’acqua che trabocca sopra i sua ripari, quegli discalza e ruina dalla opposita parte. Milano, io ti dico: fuggi i precetti di quelli speculatori, che le loro ragioni non son confermate dalla isperienzia e ricorda: gli uomini di ingegno elevato sono più attivi quando fanno il minimo lavoro, che quelli che s’innamorano di pratica senza scienza son come il nocchiere, che entra in naviglio senza timone o bussola e che mai ha certezza di dove si vada.
La forza, anche quella che si presume gentile, vive per violenza e more per libertà. Avete tutto il mio sostegno poiché raro cade chi ben cammina et amor onni cosa vince. Cum immutato affetto,
Leonardo
 
Alcuni momenti della manifestazione attraverso le foto di Alberto Grasso                                   e Edy Cantarella.
 
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