LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO di Edy Rulli

Agli amici di NO CANAL,

Impossibile stare dietro al fiume di mails del comitato che giornalmente scorre sul monitor, ma leggo tutto anche senza commentare aderendo così all invito dell admin di usare la casella solo per commenti propositivi utili alla causa e nn per sterili considerazioni personali quando nn sono veri e propri scontri verbali fra opposte fazioni.

Nel limite delle mie possibilità anch io ho dato e darò un piccolo contributo scrivendo a chi di dovere ricostruendo la storia del nord ovest milanese e del Gallaratese in particolare, ex polo petrolchimico, di depuramento, di incenerimento, smaltimento rifiuti e del traffico su Milano.Per chi avesse voglia di leggerlo, allego uno stralcio di una mia pubblicazione di 20 anni fa, una mini cronaca di un maxi quartiere dormitorio, il Gallaratese in cui ho vissuto per un certo numero di anni.

Alla prima occasione ricorderò la sua storia ai responsabili dello scempio che si accingevano a fare con la via d acqua. Nato negli anni ’60 dall esigenza di dare un tetto a tante teste per far fronte al massiccio esodo dal sud Italia quando nn  c erano leggi, si costruiva ovunque su terreni altamente inquinati, ricordo che la Montagnetta di S Siro sorge su di un gran cumolo di laterizi, poi c era l Olona con il suo lezzo, in seguito coperto. Questo si faceva per le grandi masse operaie che giornalmente attraversavano l intera città per raggiungere l ex polo industriale produttivo di S S Giovanni. Ma poi venne la prima linea MM progettata di superficie che però andava a dividire in due un quartiere già di per sè dispersivo, con grandi strade il cui le piccole utilitarie poteva fare la ginkana e soltanto oggi si tenta di rimediare l errore dividendole in due con vialetti alberati (ved. la via B Croce). La costruenda autostrada a 14 corsie che collega Monza a Rho-Expo di cui si parla troppo poco, purtroppo nn è indice di ravvedimento da parte dei progettisti!

La modifica della MM da superficie a interrata è la prima vittoria dei comitati di quartiere che denunciano il dispregio per il valore paesagistico che si andava a perpetrare con quell’opera. I’insospettato senso dell estetico da parte di masse apparentemente anonime per lunghi anni represso vince sull arroganza di progettisti che si esprimono con segni geometrici lungi dal consederare la “bellezza” come valore distintivo dell essere umano di qualsiasi classe sociale.

In seguito e con gadualità gli alloggi popolari vengono privatizzati e quello che un tempo era considerato un quartiere “dormitorio” si trasforma con migliorie, abbellimenti e molto verde, esattamente quello che la massa operaia laboriosa e onesta meritava.In omaggio alla “bellezza” per la quale gli abitanti si erano coesi, gente forse vista come rozza e incapace di nutrire amore per il bello, nasce il Parco Pertini con il contibuto economico di tutti, un gioiello degno dei quartieri alti della Milano bene. Ex operai della Breda, Pirelli, Falck gli attuali pensionati del Gallaratese, con la vista spenta dai fuochi delle fonderie, dopo una vita di duro lavoro, rivivono alla vista dei ciliegi in fiore del Pertini. Lo stesso parco che con un colpo di ruspa volevano ridurre in minimi termini. CON QUALE DIRITTO??

Leggendo la rassegna stampa legata alla vicenda della via d acqua vedo che il nostro movimento è stato descritto in modo riduttivo consistente di 300 fascinorosi, una minoranza. Io aggiungo che i 300 sono giovani e forti e NON sono morti, ma pronti a portare avanti la battaglia.Una volta liberati i fondi destinati al canale li si potrà destinare ad opere di bonifica o altre utili al territorio. La lotta continua.

Da decenni si è parlato sui giornali di buchi neri nella falda acquifera del nord ovest milanese, esempio di usa e getta di terreno industriale che hanno lasciato un segno tangibile di inquinamento nella falda tra Pero-Rho-Figino, ricordino dell ex raffineria ora in disuso, ma un tempo vitale e letale al tempo stesso.

Oggi con D.L. si declassano i parametri da A a B per poter scavare, allora una valanga di ementamenti in deroga alle direttive comunitarie per elevare p.es. i parametri del fluoro eludendo così sanzioni CEE.

E’ una guerra santa per salvare acquedotti e pozzi comunali da parte di ambientalisti che contraddistingue un era post industriale risanata con metodi tipici del sistema Italia protrattasi a tutt oggi confermando la poca propensione alle bonifiche da parte delle istituzioni.. Ma tant è, ora conosciamo il nemico da combattere e tutto è più facile, con unità d intenti, senza dividerci.

In una prossima occasione quanto si tornerà a parlare di bonifiche in termini più o meno aleatori, dovremo ricordare ai nostri interlocutori che la prima falda acquifera del Gallaratese è già chiusa da anni per inquinamento, è ora attiva la seconda falda che grazie alle 20.000 analisi annuali risulta sicura. PER QUANTI ANNI ANCORA dipenderà dalle bonifiche che devono essere fatte.

Se poi l interlocutore istituzionale dimostra la stessa conoscenza del territorio del nord ovest milanese con i suoi pregevoli parchi che voleva stravolgere con il “Canaletto” anche in fatto di bonifiche, beh dobbiamo incominciare a preoccuparci!

Edy Rulli

Questa voce è stata pubblicata in bonifiche e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...