INFRASTRUTTURE PER L EXPO

INFRASTRUTTURE PER L EXPO

Commento di Roberto Maggioni

Leggendo le tabelle ufficiali di Regione Lombardia:

1) 11 miliardi in infrastrutture: di questi meno di 2 miliardi andranno per mobilità sostenibile come metropolitane o ferrovie. Il resto, oltre 9 miliardi sono nuove strade. Milano avrebbe dovuto avere tre nuove metro con Expo, ne avrà solo una, la 5. L’eredità sarà quindi 5/6 nuove autostrade attorno a Milano contro 1 linea della metropolitana in più (più, forse, le due fermate della M4 Linate-Forlanini ma a fine esposizione saranno chiuse e riaperte nei prossimi anni)

2) 7.6 miliardi versati dai privati col project financing, dice Lupi. Ovvero li paghiamo noi con le tariffe di quelle autostrade, così funziona il project financing. E i guadagni rimangono ai privati. Lo Stato garantisce almeno per il 40%, la banca anticipa e poi incassa con gli interessi grazie alle tariffe che pagheremo noi. Senza contare ovviamente lo smog che queste auto in più porteranno e i territori devastati (la zona agricola ad est di Milano è destinata a sparire).

Un piccolo esempio: Pedemontana. Un autostrada progettata negli anni settanta, vecchia di cinquant’anni, che con Expo ha trovato nuova ragione di esistere. Costerà 4.1 miliardi (tra l’altro passa anche sul parco di Seveso dove sono stati sepolti i veleni dell’incidente dell’Icmesa e anche lì cittadini e sindaci si stanno opponendo). Dal closing finanziario firmato dal Cipe si legge che “3,2 miliardi dovranno essere reperiti sui mercati finanziari” che significa principalmente Banche e Cassa depositi e prestiti. Per quanto riguarda le Banche sono soldi nostri e della Bce, che sarebbero dovuti arrivare alla famiglie per mutui e invece finiscono in autostrade. Cassa depositi e prestiti sono i nostri risparmi postali, e quindi ancora soldi nostri.

Senza contare che le banche in tempi di crisi concedono pochi prestiti e ad esempio per la Teem, altra autostrada collegata ad Expo ad est di Milano, a luglio è dovuto intervenire lo Stato a mettere 350 milioni altrimenti i cantieri si sarebbero fermati. Solo dopo le banche si sono convinte a prestare i restanti soldi.

Scusate la lunghezza, anche se di cose da dire ce ne sarebbero ancora tante 🙂

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