VIA D ACQUA – LE LEGGI DELLO STATO NN SONO UN OPZIONE!

Ciao a tutti,
segnalo un aspetto secondo me prioritario, che mi pare non sia stato colto,
o forse solo in modo parziale e che invece rappresenta, ad oggi, lo strumento
di pressione più forte nei confronti del decisore politico nella prospettiva
di rivedere l’itinerario secondo la proposta di Italia Nostra.

Il problema della presenza di aree inquinate lungo il sedime della via d’acqua,
sia in via Quarenghi che in cava Cabassi, non lo si risolve solo con lo stop
dei lavori in via Quarenghi: occorre, ripeto, il fermo lavori dell’intero
tracciato finché non saranno completate le analisi ambientali e non saranno
predisposti in piani di bonifica per l’intero progetto.
Non cadiamo nella trappola di ragionare “a pezzi”, perdendo di vista il problema
nella sua visione d’insieme.

La mobilitazione per realizzare il progetto alternativo di Italia Nostra
(che rimane in effetti la soluzione migliore e di minore impatto ambientale
ed economico) rappresenta una iniziativa importante, di fronte alla quale
però un amministratore può’ sempre rispondere – lo hanno già’ fatto – sostenendo
posizioni tecnico-progettuali differenti.

Quando invece parliamo di terreni inquinati, di tutela della salute dei lavoratori
e degli abitanti, non disquisiamo di opzioni progettuali differenti: parliamo
di LEGGI DELLO STATO DA RISPETTARE. Punto e basta. Non si puo’ realizzare
un’opera a pezzi, iniziando a lavorare dove il terreno non è inquinato (Trenno,
Bosco in Città), e rimandando al dopo (cioè al mai) le opere di sicurezza
ambientale e di bonifica.

Forse le cose che dico possono essere meno appassionanti di facili slogan,
me ne rendo conto. Ma qui si tratta di una questione basilare di civiltà’,
di una vertenza civica: bisogna rispettare le leggi, nell’interesse di tutti.
Questa e’ secondo me la principale rivendicazione.

Nel momento in cui vi scrivo, non è stata ancora realizzata l’analisi di
rischio per l’area di via Quarenghi e non esiste alcuna indagine a,biennale
nell’area del Parco Cave, accanto al fontanile Ghiglio, dove sono sotterrati
materiali ignoti.

Sono profondamente convinto che solo agendo in modo convinto su questo fronte
sia possibile che venga presa in seria considerazione l’opzione di itinerario
alternativo di Italia Nostra (che, guarda caso, non passa attraverso la zona
a sud della Cava Cabassi dove è stata individuata la presenza sotterranea
di materiali sotterrati…).

Mi pare evidente che, sotto questo profilo, la vertenza sulla via d’acqua
esce dalla dimensione locale, di quartiere, per diventare un esempio paradigmatico
del modo in cui in Italia vengono considerate ed applicate le norme fondamentali
a tutela della sicurezza ambientale e della salute.

Un caro saluto a tutti,

Enrico Fedrighini

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