GIU’ DAL PERO

L’EXPO avanza !

Le ruspe avanzano e…mangiano il nostro futuro !

L’evento “epocale” vivacchia nella più gelida indifferenza. Ancora circa 500 giorni

per edificare padiglioni, complessi residenziali, asfaltare e cementificare campagne,

… e la kermesse inizierà. Ci fanno credere al “megaevento” con l’aiuto di

rendering fantascientici ma ci si convince sempre più che EXPO sia un

“megatimbro” da apporre su qualunque progetto o iniziativa “artistico / cultural /

scientifica” da qui a due anni. Le campagne di stampa cercano di convincere le

frotte di perplessi che le ruspe del movimento terra, che le imprese in odore

(forte) di mafia, che gli assalti alla diligenza dei fondi pubblici, che le indagini delle

Procure siano degli “incidenti” necessari.

Che i “contratti atipici” ritagliati ad hoc, i Commissari Straordinari, i cantieri aperti

fino a 20 ore al giorno, siano parte della “scommessa” di EXPO, necessari per

vincere la sfide del futuro !

Noi la pensiamo diversamente.

Debito, cemento e precarietà sono i pilastri su cui si fonda il potere eversivo di

una Esposizione Universale che sta già mutando il territorio, i rapporti di lavoro,

l’organizzazione della Città Metropolitana.

Lo scempio della “piattaforma di Expo” si compie giorno dopo giorno assieme a

quello dell’area di Cascina Merlata.

Nel vicino Quartiere Gallaratese prende forma un altro tassello di EXPO.

Nei progetti mirabolanti della grande Esposizione facevano bella mostra i canali

navigabili e i giochi d’acqua. Il progetto denominato “Le vie d’acqua” facevano

immaginare i Bateau Mouche parigini in salsa meneghina che si muovevano da e

per i Navigli. La realtà è un’altra.

L’unica “Via d’acqua” non sarà nient’altro che uno “scolo” delle acque usate per

fini decorativi all’interno di EXPO. Il “canale” avrà sponde in cemento ed occuperà

8/10 metri di larghezza il che comporterà molti ettari di consumo di suolo. Non è

un’opera naturalistica e non sarà un’opera fruibile dal pubblico in alcun modo, data

la pericolosità dovuta alla presenza di tombinature e sifoni. Quest’opera non

valorizza affatto il reticolo irriguo storico, fatto di vecchi canali di irrigazione e

fontanili (così come si voleva far credere) ma danneggia pesantemente ciò che

rimane della “cintura verde” milanese (Parco di Trenno e Parco delle Cave). Inutile

dire che, al solito, l’opera non è mai stata condivisa con i residenti le aree

interessate.

Inoltre la “Via d’acqua”, e la promessa risistemazione della Darsena, sottrarranno

circa 90 milioni di euro di denaro pubblico, soldi che potrebbero essere utilizzati

per la salvaguardia del patrimonio pubblico in ospedali, scuole, case, etc.

Abbiamo deciso di contribuire alla raccolta firme in favore della Petizione Popolare

presentata dal “Comitato degli abitanti di Trenno, Gallaratese e San Siro” contrari

al progetto della “Via ‘d’Acqua” per Expo2015 perché … la cosa CI riguarda !

ASSOCIAZIONE CULTURALE

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