FINANZIAMENTO AI PARTITI: Una svolta?

 

  Costituzione Italiana Art. 49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.   Il contributo ai partiti era già stato ridotto della metà nel 2012. Il Governo ha presentato un Disegno di Legge per l’abolizione del finanziamento pubblico diretto ai partiti, ad oggi il contributo è statale e proporzionale ai risultati elettorali. La Legge interviene radicalmente ed elimina il finanziamento diretto, e detta “disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti disciplinando la contribuzione volontaria e la contribuzione indiretta a loro favore”.   Ci sarà da parte dello Stato un riconoscimento fiscale ai cittadini che sceglieranno di finanziarli con contributi diretti o decidendo di destinare il 2 per mille nella dichiarazione dei redditi. La Legge obbliga i partiti/movimenti che intendono utilizzare il finanziamento pubblico indiretto a garantire, con il deposito del proprio Statuto, di scegliere la classe dirigente con congressi, di tutelare le minoranze interne, la parità di genere, etc.   Su questo punto molte sono le perplessità di PDL e M5S visto che nella loro storia non hanno molta esperienza di congressi e regole interne. Considero imprescindibile questa parte del Disegno di Legge perché da forza al valore Costituzionale dei partiti e li obbliga alla trasparenza.   Penso che i partiti/movimenti siano essenziali per la democrazia ma proprio perché scelgono le classi dirigenti, che poi governano Comuni, Regioni, Senato, Camera e Governo occorre che ci sia massima trasparenza nel loro agire e che sia giusto che seppur indirettamente la legge decida di sostenere la loro attività, solo se garantiscono trasparenza e democraticità.   Per i partiti sarà una grande sfida, questo cambiamento potrà essere anche l’occasione per ridiscutere il rapporto con gli iscritti e gli elettori e riprendersi la fiducia necessaria per garantire il ruolo che la Costituzione Italiana riconosce loro.   Ci stiamo battendo per l’approvazione di un testo che riconosca alle associazioni politiche un ruolo essenziale alla vita della democrazia ed eviti forme di totale deregulation che potrebbero consegnare la politica a chi ha più soldi. Per questo riteniamo indispensabile un tetto alle contribuzioni volontarie dei privati. In Commissione abbiamo lavorato con questo obiettivo, migliorando l’impostazione del DDL del Governo, ora puntiamo su un rapido voto dell’Aula. 

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