I PADRONI DELLA CRISI di B.Simonetta, G.Nuzzi, G.Cavalli – commento di Edy Rulli

I PADRONI DELLA CRISI

di Biagio Simonetta, Gianluigi Nuzzi, Giulio Cavalli

“…il paese crolla, le industrie chiudono e gli imprenditori si tolgono la vita, ma nel frattempo le organizzazioni criminali investono, comprano tutto il possibile. Partecipano alle aste giudiziarie delle imprese in fallimento, apro…no società finanziarie con tutte le carte in regola, pronte a far credito agli imprenditori in difficoltà. La mafia è un azienda che nn conosce cassa integrazione, né licenziamenti. Grazie alla crisi, l infiltrazione criminale nel tessuto economico nazionale si diffonde con maggiore rapidità…”

Il libro si basa sui racconti incontrovertibili da fonti dirette di personaggi caduti nella rete della malavita organizzata. Statistiche alla mano, il Lombardia dove il 3-4% delle poreferenze in Regione proviene da un “pacchetto”, la mafia detiene il 7% del PIL del 10% del territorio nazionale, come denunciato dalla Banca d Italia. Principali fonti che l alimentano sono l usura, il gioco d azzardo pari al 3% dell industria, e alla compravendita dell oro che garandiscono il facile riciclaggio di denaro sporco esentasse. Circa metà delle 50.000 imprese del nord sono colluse con la n’drangheta e vengono dirottate verso l usuraio dalle banche stesse che notoriamente nn elargiscono crediti in assenza di garanzie, mentre le organizzazioni criminali lo fanno con grande generosità sicure di riavere il denaro prestato con tutta l azienda tanto da portare al suicidio l ignaro imprenditore. E’ notorio che i fondi versati dalla BCE a sostegno delle imprese hanno preso tutt altra direzione. Situazione che ci riporta indietro al ’92 quando nella 1° Repubblica, come del resto oggi, la lotta alla mafia era trasversale alla politica. Lo stesso Ingroia ha di recente dichiarato che la 1° Banca in Italia è la mafia. Il fenomeno ha assunto dimensioni enormi tanto che una speciale commissione europea guidata da Sonia Alfano, è da tempo al lavoro.

Mafia: causa o effetto della crisi?

Spesso si sente parlare di “manipolazione delle masse”. La storia italiana a partire dal 1930 è un susseguirsi di tali manipolazioni in cui la massa viene trasformata in uomo-arma per un preciso obiettivo. I punti fondamentali del suo persorso sono: Preparazione, propaganda, infiltrazione mediante creazione di organismi “camuffati” ecc. Ultimato questo percorso, quando cioè la gente si chiede: che cosa ci rimane da fare dal momento che la classe politica…? Ecco che fà  capolino la mafia, uno Stato nello Stato che offre quello di cui si ha maggiormente bisogno, per es. liquidità di denaro.

Viene ricordato che nella grande crisi del ’29, Al Capone, all inzio della sua carriera, fungeva da benefattore elargendo beni di prima necessità come cibo e vestiario che gli permise di arrivare ad un più vasto consenso sociale nella sua ascesa al potere economico-finanziario.

La presenza al dibattito di Gianluigi Nuzzi, autore del libro Vaticano Spa, recensito in questa page il 31-5-012, ha inevitabilmente dirottato l attenzione del pubblico verso la questione etica della Chiesa, anche alla luce delle recenti dimissioni del Papa. Il libro fu redatto sulle inconfutabili testimonianze del prelato Dardozzi sul ruolo decisivo dello IOR nel riciclaggio della maxi tangente Enimont e da qui è stato inevitabile l accenno alle dimissioni del Presidente della Banca Ettore Gotti Tedeschi segnate da un gesto romanzesco: “Lascio 3 buste che dovranno essere aperte qualora mi accadesse qualcosa…” Per ragioni – che nn sapremo mai – un suo successore nella carica di Presidente nn è stato mai potuto eleggere.
La catena si allunga con le recenti dimissioni del Papa che lascia per il peso di troppe responsabilità, le seconde nella storia della Chiesa, e qui si insinua il legittimo sospetto che posano essere il primo abbandono per mafia e se così fosse nn resta che affidarci tutti alla divina provvidenza.

I 3 autori del libro, tra cui il candidato alle elezioni Giulio Cavalli, ricevono l applauso del pubblico per il coraggio dimostrato nel denunciare fatti di una certa gravità a fronte dell indifferenza generalizzata e l indifferenza, viene fatto rilevare, è anticostituzionale!

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