DEMOCRAZIA VENDESI libro di Loretta Napoleoni – commento Edy Rulli

A.A.A. DECISIONISTA CERCASI
DEMOCRAZIA VENDESI di Loretta Napoleoni
“…quando le cose vanno male, sembra che la democrazia sia un lusso: occorrono soluzioni rapide, prese da pochi per il bene di tutti. Ma sono quelle giuste? E il bene è davvero quello della maggioranza? Come salvare la ns. democrazia…”
L’ interessante dibattito seguito alla presentazione del libro coordinato con lucidità e c…oerenza dall economista-giornalista Claudio Borghi, una passeggiata nella galleria degli orrori di decisioni gravose prese da pochi in nome della collettività, ci porta agli albori dell attuale crisi, nel ’78, quando il comunista Napolitano, entrando a far parte della moneta unica, rinunciava alla sovranità monetaria. Più accorti furono gli inglesi che nn vi rinunciarono traendone evidenti benefici.
E’ notorio che quando furono fissati i tassi di cambio nn più mutabili senza prevedere un correttivo, mettendo i paesi deboli in condizione di nn poter più svalutare la propria moneta rispetto il marco, ciò ha fatto aumentare il debito nn a vantaggio delle classi produttive e della ricerca, ma della classe parassita.
Il Parlamento Europeo che promulga il 75% della totalità delle Leggi, è di per sè il caso più eclatante di democrazia anomala poichè esercita un potere legislativo attraverso rappresentanti nn eletti. Ciò accresce il malessere per la mancanza di sovranità su scala nazionale del Paese dove il partitismo è strisciante e l ingovernabilità latente, anche rapportato all impossibilità di europeizzare i ns. partiti a livello sovrannazionale.
Fatte queste premesse si giunge ai giorni nostri e precisamente al 21 luglio 2012 quando Mario Monti, in esecuzione dei compiti a casa assegnati dalla Merkel, firmava il Fiscal Compact, una palla al piede di 1000 miliardi di euro per i prossimi 20 anni, con rate da 50 miliardi annui. Decisione univoca, ma causa di indicibili sofferenze per la totalità degli italiani quando alla prima catastrofe naturale mancheranno i soldi per rimettere in piedi il Paese, notoriamente ad alta criticità che necessita la messa in sicurezza di quasi l intero territorio. Decisione ineluttabile allora quando il superamento del 60% del rapporto debito Pil  del 123%, ci portava fuori dagli accordi comunitari. Altra anomalia che il giornalista Boghi mette in evidenza è che la notizia nn fu adeguatamente divulgata, a riempire le pagine dei quotidiani nn era la firma del Fiscal Compact, ma il grande caldo che infuriava su tutta la penisola. Il fatto ci ricorda altri poco nobili precedenti di manovre fiscali fatte nottetempo o nel mese di agosto quando la mente degli italiani è altrove.
Stesso tratamento subisce la notizia dei 24 miliardi di euro dell IMU, di cui 4 sono confluiti nel MPS, mentre i restanti 20 miliardi sono finiti nel fondo salva stati europeo. Si sa che l imposta è proporzionale al potenziale economico di ciascun paese, ma l Italia è quella che ha pagato di più, come lo stesso Monti affermava. E meno male che il ns. paese è più in crisi di altri!
Al termine del dibattito, come da modello Monti, anche il numeroso pubblico presente riceveva un compito da svolgere a casa: Ripudiare l Europa e andarcene dall Unione Europea? In questa ipotesi l evenienza di un impoverimento degli italiani quantificato attorno al 50%, sarebbe una strada troppo costosa?
Il compito c è, la soluzione bisogna cercarla…
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