LO SQUALO E IL DINOSAURO di Ritanna Armeni – commento Edy Rulli

LO SQUALO E IL DINOSAURO

Ritanna Armeni, giornalista e conduttrice televisiva di  “Otto e mezzo” con Giuliano Ferrara, ha presentato il suo libro, un reportage sulla condizione operaia negli stabilimenti FIAT dominati dalla minaccia di chiusura.

L’autrice ha scritto il libro spinta da indignazione al ricatto dell uomo nuovo Marchionne il cui operato ha avuto conseguenze sui 86.500 lavoratori Fiat che lavorano all insegna della paura in attesa di un SMS: “Domani nn lavori” e quando lo fai 3 gg. alla settimana con turni massacranti, dopo 3 gg a casa e ti riposi. Condizioni di lavoro che aumentano i ritmi della catena di montaggio e riducono le pause. Operai che nn bevono per nn andare in bagno e pausa mensa a fine turno alle 14 dopo che sei in piedi dalle 5 del mattino.

La disumanizzazione del mercato del lavoro è di portata planetaria come lo è l operato di Marchionne, venerato in America, ma un rebus in Italia dove da 5 anni, data del suo insediamento, si aspetta un piano industriale di salvataggio della Fiat che nn arriva.  Da una parte la famiglia Agnelli ringrazia, dall altra  piangono i 1000 operai iscritti alla FIOM lasciati fuori dalle fabbriche.

Il libro dà una spiegazione all assenza di dialettica tra imprese e rappresentanti  dei lavoratori, modello peraltro presente nn solo in Italia. Ciò è dovuto alla progressiva diminuzione di concentrazione di lavoro un tempo rappresentato per lo più da grandi fabbriche sul territorio ora ridotte, nel caso della Lombardia, alle sole ENI e Unicredit. A monte sono 10 anni di assenza di politica industriale e investimenti. Scarsa collaborazione reciproca tra FIAT e Governo e al posto di rapporti costiuzionali prevalgono quelli tra Management e lavoratori senza mediazione sindacale.

Scavalcando il Sindacato l operaio che perde il posto di lavoro compie gesti estremi e ciò fà notizia anche se l attenzione dei media dura il tempo di un Telegiornale. Ma nessuno reagisce sulle cause, nè il Sindacato, nè la politica. La condizione operaia è scomparsa dal discorso pubblico,  vi si ritorna solo quando si verificano atti estremi, appunto.

La classe operaia, dice il libro, è una razza in via d estinzione, ci si affida quasi esclusivamente alle macchine, pertanto il mondo può funzionare anche senza di essa. Siamo di fronte al precipitare della crisi della nostra più grande industria e al suo Amm.Delegato Marchionne che ha posto o imposto condizioni per la sopravvivenza dell azienda che hanno rotto con le vecchie prassi sindacali e hanno prodotto umiliazione e paura nei lavoratori.Il Mercato è  “sovrano” quindi quanto succede alla FIAT è derivante dalla globalizzazione della produzione, dal mercato e dall attuale crisi mondiale.

“…un Sindacato che si oppone alle conseguenze nefaste della globalizzazione è un reperto archeologico, una sorta di dinosauro che si ostina in una inutile resistenza contro il grande squalo costituito dal mercato globale e dalle sue regole…”

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