UN GIUDICE CONTRO LA ‘NDRANGHETA – commento Edy Rulli

UN GIUDICE CONTRO LA ‘NDRANGHETA

“Perchè la ‘ndranghera è arrivata in Lombardia? Come si è organizzata?…”

Con l aiuto del GIP Giuseppe Gennari ripercorriamo gli ultimi 50 anni della storia milanese fino a scoprire che le radici delle infiltrazioni criminali in Lombardia nn sono mai state estirpate, vedi il caso Zagari. … Con l immigrazione dal sud abbiamo importato cellule malavitose nel ns. tessuto economico e abbiamo imparato a conviverci.
Dopo il gran polverone di Mani Pulite negli anni ’90, solo 4/5 anni fa ce ne siamo accorti, ma nel frattempo i vari esponenti si erano stabilmente insediati nel nord. Nn proprio con coppola e lupara, ma camicia, cravatta e PC. Basta con morti ammazzati per le strade, sequestri, pizzi, ma dialogo alla luce del sole con imprese offrendo loro servizi, vantaggi in varie forme e decisamente poco legali.
Così una tranquilla società olandese scopre che la gestione di una loro consociata la TNT è in mano ad una cooperativa di mafiosi. Che nelle loro mai ci sono attività movimento terra di rifiuti tossici, vedi caso quartiere S.Giulia, denunciato da cittadini che nottetempo osservavano dalle finestre uno strano viavai di camions. Altri casi permettono di scoprire collusioni nel campo immobiliare in cui, dietro la concessione di mutui, banche compiacenti venivano rimborsate con denaro liquido sporco. Call centers, sicurezza nel locali notturni, ambulanti paninari, questi altri settori in cui spadroneggia la ‘ndrangheta.
Che fare, quando si scopre che i milanesi, oltre che dalla criminalità, sono stati contagiati anche dall omertà? Il caso dell immobiliare di Buccinasco incendiata si è concluso con 23 omissioni di testimonianza, dopo che un poliziotto aveva sentito proferire la frase. “Sono capaci di tutto, quei bastardi!” Caso questo punta dell iceberg da cui Barbaro Papaleo, il Padrino della Milano sud, Corsico, Bresso ecc. ha fatto perdere la parola ai milanesi.
Tutti insieme appassionatamente. La presenza al dibattito del Sindaco Pisapia ci rincuora dopo che vengono illustrate le misure in atto alla Commission anti-mafia del Comune di Milano per preservare l EXPO da evtl. infiltrazioni e pressioni di tipo camorristico che, se denunciate, comportano la revoca dei lavori appaltati.
Ma inevitabilmente il discorso viene dirottato verso il contaddittorio risultato elettorale della Ragione. Ma come, i milanesi, posti davanti alla scelta, tra una persona nuova (Ambrosoli) di specchiata onestà, con tanto di padre ammazzato quando indagava al caso Sindona, e la continuità con una Giunta costretta a dimettersi perchè collusa, abbia scelto Maroni, con il blocco di interessi coagulati attorno a lui. Questo qlc dovrà spiegarcelo!
Lo stesso Ambrosoli dice che nel suo programma elettorale la lotta alla mafia nn aveva la priorità nn essendo questo tema da campagna elettorale.
A questo punto cosa resta da fare all ignaro, onesto cittadino fiducioso nelle istituzioni che si sente abbandonato a se stesso? Forse, in mancanza di altro, sarà bene rivalutare la figura del vigile di quartiere, prematuramente messa in disparte. Meglio lui di niente!

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