MIRACOLO A LE HAVRE film di Aki Kaurismaki – commento Edy Rulli

I due protagonisti del film, un vecchio bohémien costretto a fare il lustrascarpe per sopravvivere e un giovane africano immigrato clandestino sfuggito alla cattura dei suoi aguzzini. In comune hanno una vita marginale e minacciata. Le loro storie si intrecciano sul palcoscenico del porto industrial…e di Le Havre in Normandia, luogo inospitale e freddo dove però tutti si conoscono e si sostengono a vicenda. I gesti di solidarietà collettiva per aiutare il giovane africano a riunirsi alla famiglia in Inghilterra in barba alla Gendarmerie Française, si sprecano e portano al successo l impresa.

Perfetta l ambientazione anni ’70 con macchine dell epoca, scene in fumosi locali prima del divieto di fumare, dove però abbondano telefoni cellulari, cosa impensabile ai tempi.

I regista si prende qualche licenza poetica o di sognare come lui stesso afferma, perchè il cinema è uno dei tanti modi per sfuggire alla realtà. Nn si tratta infatti di un film realistico nonostante la tematica dell immigrazione di stridente attualità, a differenza del ns. regista Crialese che ha trattato lo stesso tema nel film Terraferma in chiave tuttaltro che surreale e recensito su questa page nel mese di novembre 2012.

Con palese ottimismo il regista voleva evocare con nostalgia gli anni del dopoguerra quando la gente ancora si guardava negli occhi e le porte di casa nn erano blindate. Ci sono spunti che rimandano al neorealismo italiano, ma al regista, consapevole che il mondo nn funziona come dovrebbe, e a tutti noi del resto, è concesso nutrire speranze per il genere umano e continuare così a credere nei fondamentali valori di lotta e solidarietà. Se poi nulla cambia almeno resta la consapevolezza di aver agito bene verso il ns. prossimo.

L emozione è tanta alla vista di quei uomini disperati che ci tendono una mano e ci fa sentire invasi da istinti di profondo buonismo, ma tra gli spettatori, quelli meno emotivamente coinvolti, ricacciando giù un singulto di commozione riescono anche a pensare se uscendo di casa hanno chiuso bene la porta e inserito l allarme perchè le statistiche parlano chiaro: i furti negli appartementi sono di recente aumentati del 30%.

La visione di questo film è una scelta partecipativa, come a un comizio si sceglie di ascoltare e nn è urlando, come di recente accade, che si trasmette il messaggio, sta a noi accettarlo o meno. Magari da vedere nn in campagna elettorale dove di messaggi ne abbiamo ricevuti tanti cmq consapevoli che nulla cambia, proprio come in questo film!

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