L’ACQUA: PACE O GUERRA NEL XXI SECOLO di Edy Rulli

Conferenza di Romano Prodi al Teatro Strehler nell ambito delle iniziative di WATERLIFE iniziato nel 2005 e finirà nel 2015 con l EXPO di Milano, scelta nn a caso, ma in omaggio al genio idraulico e nn… solo di Leonardo da Vinci e a Milano città dei Navigli.
Romano Prodi rappresentante speciale dell ONU per il Sahel (= riva del mare) regioni costiere dell Africa Settentrionale confinanti con il Sahara, ad alto rischio di desertificazione, ha illustrato la situazione che ha provocato i primi conflitti in Egitto, nel Sudan e negli Stati a monte del Nilo, un grande fiume che giunge al Mediterraneo ormai secco, depauperato del suo prezioso carico.
Di conflitti per l acqua se ne parla già nella Bibbia e si trascinano ad oggi nel Medio Oriente dove la dissennata politica di alcuni Stati con la dislocazione di dighe (Assuan nel ’54 e più di recente quella di Gheddafi, nochè il trattato del ’27 tra Egitto e Sudan), un enorme accumulo di acqua che impoverisce gli Stati a monte.
La Banca Mondiale dell acqua lancia l allarme per la scarsità di risorse idriche in Giordania, Cis Giordania, Palestina e per le terre un tempo fertili e ricche di risaie della Mesopotania per la presenza di grandi fiumi cone il Tigri e l Eufrate, ormai solo scenari di guerra.
La stessa Israele occupando de facto nel ’67 le alture del Golan in territorio siriano, nn lo ha fatto per la bella vista dagli altopiani sul lago di Tiberiade (Mar di Galilea), ma per le 172 fonti di acqua dolce presenti. Questo Stato ha potuto così ottimizzare la propria agricoltura producendo il 90% del proprio fabbisogno interno, con l impiego di risorse di solo il 20%, grazie anche a sistemi di irrigazione a pioggia mediante tubazioni escludendo la canalizzazione dell acqua molto dispersiva.
Restando nel tema, la Corea risulta essere lo Stato leader per la desalinizzazione dell acqua marina, cosa che li fa sentire molto forti tanto da minacciare l America con l atomica. Ancora una volta la parola acqua si associa a guerra.

Tra le domande poste al Prof.Prodi, interessante quella di una spettatrice, peraltro nn evasa esaurientemente, ovvero: “Risulta che alcune Multinazionali abbiano messo gli occhi addosso su fonti di approvvigionamento idrico acquistando interi territori con l unica attrattiva di possedere pozzi di oro blu.” Come del resto ha fatto la Cina, al centro di feroci dispute interne, che vede aumentare il proprio fabbisogno nonostante l imprevista decrescita demografica.
Purtroppo nn esiste ancora un autorità mondiale che esamini il problema dell acqua e l unico punto di riferimento potrebbe essere la Convenzione del ’97 – mai ratificata – perchè all appello mancano ancora 21 Stati tuttora latitanti.
Comunque, secondo il rapporto ONU, l acqua è un bene comune imprescindibile e per privatizzazione si intende la sua distribuzione che potrebbe essere renumerata appunto privatizzandol
Qualunque sia la risposta ce la diamo da soli e ancora una volta vale il detto: beati gli ultimi se i primi sono onesti e presto o tardi potremmo dover dire: Meno male che piove, Governo ladro!

Questa voce è stata pubblicata in acqua oro blu, carenza idrica in Africa, politica-economia e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...